Spaccio al campus di Fisciano, gli indagati fanno ricorso al Tribunale del Riesame

L'inchiesta, condotta dal sostituto procuratore Vincenzo Montemurro, coinvolse persone da Nocera Inferiore, Pagani e Castel San Giorgio, oltre che di zone del napoletano, tutti coinvolti in attività dedite allo spaccio di stupefacenti

Spaccio di droga tra l'Agro e la Valle dell'Irno, ma anche nel campus universitario di Fisciano. Gli indagati hanno fatto ricorso al Tribunale del Riesame, che lunedì prossimo ha fissato la data durante la quale valutare gli elementi della procura e poi del gip

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L'indagine

L'inchiesta, condotta dal sostituto procuratore Vincenzo Montemurro, coinvolse persone da Nocera Inferiore, Pagani e Castel San Giorgio, oltre che di zone del napoletano, tutti coinvolti in attività dedite allo spaccio di stupefacenti. La droga veniva acquistata a Scampia, quartiere di Napoli, e a Castel Volturno. Le prime attività investigative partirono nel 2016, condotte dai carabinieri di Mercato San Severino, impegnati su un giro di droga nel campus universitario di Fisciano. Alcuni degli assuntori, studenti, fornirono durante la fase preliminare il loro contributo agli inquirenti, quando furono identificati e chiamati a rispondere su dove avessero acquistato la droga. Sono tutti ritenuti responsabili a vario titolo di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. L’indagine ha permesso di ricostruire l’esistenza di una fitta rete associativa che coinvolgeva una pluralita’ di persone dedite allo spaccio di sostanze stupefacenti, cocaina, crack ed eroina, operativa nell’area nord della provincia salernitana, con cessioni effettuate non esitando di portare al seguito, talvolta, un bambino, figlio di un indagato. Gli indagati erano divisi in due gruppi criminali, uno operante tra Nocera Superiore, Pagani e comuni limitrofi e l’altro a Castel San Giorgio con la frequenti rifornimenti di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti direttamente a Scampia, Castel Volturno e a Pagani da un soggetto ritenuto vicino agli ambienti del clan camorristico Fezza D’Auria Petrosino. Dopo il blitz, i vertici dell'Università ringraziano in una nota i carabinieri e la procura per il lavoro svolto. 

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