Cronaca Fisciano

Fisciano, finanziamenti sospetti ad imprese: procura sequestra carte alla Bcc

Continua l'indagine della Procura di Nocera Inferiore sull'elargizione di crediti e finanziamenti nei riguardi di imprese di costruzione. La cifra si attesta sui 7 milioni di euro. Dopo l'acquisizione, i carabinieri hanno sequestrato nuovo materiale

Acquisizione e sequestri all’istituto di credito Bcc di Fisciano. Prosegue l’attività investigativa della Procura di Nocera Inferiore. Lo scorso giovedì, dietro delega del sostituto procuratore Roberto Lenza, i carabinieri della sezione di polizia giudiziaria hanno disposto il sequestro di una mole di incartamento legata all’erogazione di prestiti e finanziamenti. Il primo step risale agli inizi di marzo, con gli inquirenti che si erano già recati nel comune di Fisciano dietro una segnalazione della Banca d’Italia. Secondo una relazione di alcune pagine, quest’ultima aveva sollevato dubbi su una serie di prestiti concessi a imprenditori e risparmiatori senza le dovute garanzie. La cifra in questione supera di poco i 7 milioni di euro, elargita ad alcune imprese senza che queste ne avessero i requisiti. Inoltre, stando all’ipotesi della magistratura, quei finanziamenti non sarebbero passati al vaglio del consiglio d’amministrazione della banca. Agli inizi di marzo, la Procura aveva proceduto ad effettuare un’acquisizione di atti, dando inizio al lavoro investigativo. Due giorni fa, invece, i carabinieri si sono recati nuovamente alla Bcc, in compagnia stavolta degli ispettori di vigilanza della Banca d’Italia di Roma. Ponendo con tanto di decreto, il sequestro degli elenchi dei prestiti concessi. L’indagine non vede al momento l’iscrizione di alcun soggetto nel registro degli indagati. Tuttavia, il sequestro di carte sulle quali compaiono i destinatari dei finanziamenti e l’entità di quanto elargito è ora sotto la lente d’ingrandimento del sostituto Roberto Lenza. Compito degli investigatori sarà quello di ricostruire i singoli movimenti patrimoniali, collegati a loro volta ad aziende ed imprese impegnate nel settore delle costruzioni.

L’ipotesi dei carabinieri è quella di aver favorito persone in qualche modo collegate all’istituto di Fisciano, con contestuale omissione di tutti i passaggi previsti dal protocollo interno della Bcc. La circostanza fu annotata dalla Banca d’Italia, con conseguente comunicazione all’autorità giudiziaria di Nocera Inferiore, competente per territorio. L’eventuale iscrizione nel registro degli indagati potrebbe avvenire solo in una fase successiva, qualora la procura ravvisasse profili di rilievo penale sull’erogazione di quei crediti. Nella relazione della Banca d’Italia fu annotata anche la circostanza, oltre a quella del sospetto "default", della futura fusione della Bcc con l’istituto Monte Pruno. L’annuncio fu fatto lo scorso dicembre nel corso di una convention della Bcc Monte Pruno. Il progetto dovrebbe concretizzarsi per i primi di aprile. L’istituto di credito di Fisciano era tuttavia già finito nel mirino della magistratura, con una precedente indagine avviata dalla Guardia di Finanza. In quel caso, erano sempre i flussi patrimoniali a essere finiti nel mirino, con un periodo temporale circoscritto dal 2009 al 2012. Il contenuto di quell’ispezione delle Fiamme Gialle fu inviato al Ministero dell'Economia e delle Finanze, oltre che alla Banca d’Italia. I reati ipotizzati dal sostituto procuratore Roberto Lenza presso sono di abuso d’ufficio e omissione d’atti d’ufficio. L’attività è appena agli inizi. La somma di circa 7 milioni di euro non sarebbe passata attraverso la valutazione del Consiglio d’amministrazione, che avrebbe invece dovuto verificare la compatibilità per giustificare ogni singolo prestito nei riguardi dei vari beneficiari. Non è escluso che al termine del vaglio di quanto sequestrato, la procura possa decidere di ascoltare a sommarie informazioni personale e dipendenti dell’istituto sulle ipotesi al momento solo iscritte in un’informativa.

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