Fiume Sele, gli ambientalisti denunciano: "Spariti 300 litri d'acqua"

Gaudiosi racconta: "Avvisato da una cittadina di Caposele ho creduto subito opportuno recarmi sulle sorgenti dove ho preso visione del grave gesto ai danni del fiume e della fauna ittica già in grave crisi nella parte alta del Sele"

Ben 300 litri di acqua sarebbero scomparsi a monte delle sorgenti del Fiume Sele. A denunciarlo, sul suo profilo Facebook, è Lello Gaudiosi, che da tempo lavora al fianco dell’associazione “Amici del Sele”.

La denuncia

Il noto ambientalista spiega: “Il deflusso vitale proveniente dalle sorgenti della Sanità, a Caposele, circa 300 litri al secondo, è stato totalmente sottratto al fiume Sele”. Poi racconta l’amara scoperta: “Avvisato da una cittadina di Caposele, sentinella e amica del Sele, ho creduto subito opportuno recarmi sulle sorgenti dove ho preso visione del grave  gesto ai danni del fiume e della fauna ittica già in grave crisi nella parte alta del Sele - racconta Gaudiosi - Tali acque vitali erano state ottenute sin dal 1994 dopo un lungo impegno della comunità valligiana e mai erano state sottratte ad oggi”.

Dopo aver trovato chiusi i cancelli dell’Acquedotto Pugliese Gaudiosi è recato dai carabinieri dove ha parlato con il comandante Elio De Grottola per fare luce sulle cause di questa situazione che sarebbe causato – il dubitativo è d’obbligo – “da lavori interni ai canali, forse della galleria Rosalba”. Ma i sospetti restano: “Ogni volta che si sono fatti lavori interni le acque, circa 4000 litri al secondo, venivano scaricate nel vallone al Fiume Sele – aggiunge  Gaudiosi - Non credo che si fanno lavori ai canali interni correndo il rischio di inquinare le acque pregiate che vanno in Puglia attraverso la Galleria Pavoncelli. Se tali acque sono state sottratte alla vita del fiume per motivi di necessità dell'acquedotto pugliese, dovevano potabilizzare tali litri a Conza della Campania e non apportare tale gravissimo  ammanco al Sele, una flebo per l'ecosistema a monte”.

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Secondo Gaudiosi “l’Acquedotto Pugliese, all’insaputa della comunità valliggiana e suoi amministratori, sta facendo prove tecniche interne per attivare la nuova galleria Pavoncelli e incanalare  e incanalare anche il deflusso vitale ottenuto”. “Si tratterebbe – conclude - di un grave atto ai danni di un territorio che da più di un secolo dà vita alla Puglia e non solo”. Gaudiosi informerà sia la Regione Campania che il Governo Nazionale, a cui chiederà l'immediato reintegro del deflusso e l'apertura di un tavolo tecnico per evitare simili situazioni. 

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