Flash mob dei commercianti salernitani: "Il sindaco ascolti il grido di dolore"

Megafono e striscioni, stoccate alle multinazionali, la richiesta di un incontro che non è stata esaudita per indisponibilità del primo cittadino. Titolari di pub, bar e ristoranti della movida sono scesi in piazza, distanziati e previa autorizzazione della Prefettura

"Il Covid non riceve per appuntamento, non scende di casa alle 23.05 e si accomoda sul divano per la restante parte della giornata". Con questa ironica considerazione, pronunciata con la mascherina sulla bocca e gli occhi rivolti a Palazzo di Città, Generoso Russo, presidente dell'Associazione Commercianti Salerno, ha spiegato i motivi della protesta, inscenata stamattina in piazza Amendola da circa 100 persone. I titolari di pub, ristoranti e bar della movida hanno manifestato contro i vincoli della ordinanza della Regione Campania.

I dettagli

Megafono e striscioni, poi la richiesta di un incontro che non è stata esaudita per indisponibilità del primo cittadino di Salerno, Vincenzo Napoli: i commercianti sono scesi in piazza, distanziati e previa autorizzazione della Prefettura. Il flash mob è terminato poco dopo le ore 13. Il grido di dolore si è alzato forte e chiaro. Non sono mancate le stoccate alle multinazionali. Vernice nera e rossa su carta bianca, i commercianti hanno rivolto alle istituzioni un interrogativo: "Come mai la multinazionale ha potuto fare l'asporto e noi no?". Poi il provocatorio "L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. La Campania no?". Generoso Russo ha ribadito: "L'apertura e chiusura deve essere libera da vincoli di orari. Il proibizionismo crea assembramento, perché le persone si accalcano nella fascia oraria che precede le 23. Se disponiamo, invece, di una fascia oraria più ampia, non perdiamo incasso e soprattutto riusciamo a fare un piano prenotazioni che adesso non sta in piedi. Gestisco molte attività commerciali, sono un imprenditore che dà lavoro a settanta dipendenti. Adesso gli dico di dimezzarsi lo stipendio?".

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Le altre reazioni

"Ringraziamo il vice Questore per aver raggiunto il luogo del nostro flash mob e fatto pervenire al sindaco e alla Giunta la nostra richiesta di incontro immediato. Ci siamo rivolti al Comune di Salerno perché l'impasse va sbloccata in ambito locale - dice Armando Pistolese, che gestice una vineria - Non sono funzionali, in questo momento, i tavoli tecnici-prefettizi, perché non si tratta di una scelta del Governo ma di un'ordinanza regionale". Gli strascichi del Covid e del lockdown sono ancora evidenti. Vincenzo Penna, che gestisce due pub a Salerno, motiva: "Stiamo ancora pagando il conto. Con seicento euro di bonus non si compensano neppure i danni subiti per tutta la merce che ho dovuto buttare. L'ordinanza regionale non agevola, non dà margini di ripresa. Nel fine settimana, le persone si sparpagliano anche all'una e alle due di notte. Non creano assembramento in quella fascia oraria, ma incasso. Nel mio caso, anche 1500-2000 euro in media. La clientela non è abituata nella nostra regione a cenare alle ore 19, tenuto conto che molti negozi di abbigliamento, ad esempio, abbassano la saracinesca dopo le ore 21. Noi rispettiamo le regole, sanifichiamo, esponiamo cartellonistica, manteniamo le distanze. Non possono sempre colpire noi perché siamo i più deboli. Ho quindici dipendenti e la gestione del personale diventa difficoltosa".

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