Giorno del ricordo per le vittime delle Foibe: le iniziative a Salerno e provincia

Nelle cavità carsiche di origine naturale con un ingresso a strapiombo dell'Istria, tra il 1943 e il 1947, sono stati gettati, vivi e morti, quasi diecimila italiani: cattolici, socialisti, donne, anziani e bambini

Oggi, lunedì 10 febbraio, si celebra il giorno del ricordo per le vittime delle Foibe, cavità carsiche di origine naturale con un ingresso a strapiombo. In quelle voragini dell'Istria, tra il 1943 e il 1947, sono stati gettati, vivi e morti, quasi diecimila italiani: cattolici, socialisti, donne, anziani e bambini. Una carneficina che testimoniava l'odio politico ed etnico voluto da Tito per eliminare i nemici del comunismo. Quest'anno la cerimonia coincide con il 75° anniversario della morte di Giovanni Palatucci, ultimo questore di Fiume, durante l'occupazione nazista che salvò molti ebrei e persegiitati.

A Campagna

Per questo motivo, "al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale", la Prefettura ha deciso di organizzare oggi la cerimonia commemorativa nel Comune di Campagna, analogamente a quella già svoltasi in occasione del "Giorno della Memoria". Un percorso ideale che dalla commemorazione della Shoah conduce a quella della "Foibe", altra pagina buia e dolorosa della storia del nostro Paese. L'iniziativa, in collaborazione con l'Ufficio Scolastico Regionale - Ambito territoriale della Provincia di Salerno, il Comune di Campagna e la Società Dante Alighieri di Salerno, è stata ospitata presso la sede del "Museo della Memoria e della Pace - Centro Studi Giovanni Palatucci", alla presenza di numerose rappresentanze di studenti degli Istituti Scolastici della provincia. Il Prefetto di Salerno, Francesco Russo, ha dunque voluto conferire particolare risalto alla duplice ricorrenza, celebrando nel territorio di Campagna - che fu sede di ben due campi di internamento per Ebrei - sia il “Giorno della Memoria” sia il “Giorno del Ricordo”, in un percorso ideale che dalla commemorazione della Shoah conduce a quella della “Foibe”, altra pagina buia e dolorosa della storia del nostro Paese. L’iniziativa, alla quale hanno partecipato l’Arcivescovo Metropolita della Diocesi di Salerno - Campagna - Acerno, le autorità civili e militari nonché numerose rappresentanze di studenti degli Istituti Scolastici della provincia, ha avuto come protagonisti gli alunni del Liceo Classico, Artistico e Musicale “Perito Levi” di Eboli, che hanno animato l’evento con performance musicali e teatrali sul tema. In particolare, gli studenti del Liceo Classico e Artistico hanno dato vita a letture e rappresentazioni di brani tratti da romanzi ispirati all’argomento, come “Bora. Istria, il vento dell’esilio” dal romanzo di Anna Maria Mori e Nelida Milani, “L’esodo” dal romanzo di Arrigo Petacco e “1947”, brano musicale di Sergio Endrigo. L’Orchestra e il Coro del Liceo Musicale “Perito Levi” hanno accompagnato la cerimonia con l’esecuzione dell’Inno d’Italia, dell’Inno Europeo e di alcuni brani della tradizione classica (Bach, Mozart, Cohen). La giornata si è conclusa con la lettura del testo e la proiezione del video di “Magazzino 18”, brano musicale e spettacolo teatrale del cantautore romano Simone Cristicchi, ispirato al Porto Vecchio di Trieste.

A Salerno

Ieri sera a Salerno, invece, l'associazione culturale "Salerno ai salernitani” ha tenuto un corteo silenzioso, da via Velia fino al monumento ai caduti situato nella piazza antistante la stazione ferroviaria. "75 anni sono passati da quell’immane tragedia ed è giusto ricordare nostri connazionali che patirono una persecuzione così cruenta - hanno spiegato gli organizzatori -, ma è arrivato anche il tempo della pacificazione nazionale, in cui si lasci riposare nella meritata pace tutti i morti di ogni schieramento, senza distinzione politica o etnica e ricominciare a costruire, senza dimenticare, una Nazione grande, forte e sovrana”.
 

Il commento dei politici

"Quale fu l’unica colpa? Essere italiani - dice il questore della Camera, Edmondo Cirielli - Per troppo tempo la dolorosa e criminale pagina dei massacri delle Foibe è stata dimenticata. Un silenzio voluto dai regimi comunisti con la complicità della sinistra italiana. Oggi dobbiamo squarciare il velo, senza paura, su quello sterminio. Lo dobbiamo ai 20mila italiani uccisi tra il 1943 e il 1947, ai 250mila esuli italiani che furono costretti a lasciare le loro case e ai loro familiari. Ma soprattutto lo dobbiamo alla storia della nostra Patria che deve ritrovare verità e giustizia rendendo omaggio ai nostri connazionali uccisi dal terribile disegno di pulizia etnica del maresciallo Tito". "E' doveroso ricordare oggi i martiri delle Foibe anche per contrastare l’indifferenza che per troppi anni ha caratterizzato questa tragedia italiana. Anch'io come tanti plaudo alle parole di verità pronunciate dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che richiama, tra l'altro, la politica a svolgere il proprio ruolo con serietà e senso del dovere, tramandando alle nuove generazioni il ricordo di chi subì atroci soprusi per il solo fatto di essere italiano. Forza Italia nel tempo, con alcuni suoi autorevoli esponenti, ha condotto una battaglia per “ricostruire” la storia e rendere omaggio alle vittime delle Foibe. Oggi è giusto fermarsi per ricordare e riflettere sulle crudeltà commesse, affinché si possa superare per sempre quella stagione di odio". A dirlo è il deputato e coordinatore provinciale di Forza Italia Salerno, Enzo Fasano in occasione della Giornata del Ricordo. "Io non dimentico la tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo degli istriani, dei fiumani e dei dalmati italiani dalle loro terre nell'immediato secondo dopoguerra - è il commento del consigliere provinciale e comunale Roberto Celano (Forza Italia) - Non dimentico le vittime di un odio intollerabile che era insieme ideologico, etnico e sociale che ha coinvolto gli italiani, "semplicemente perché italiani". Non dimentico la violenza di ogni genere inaudita ed intollerabile e le torture vergognose cui gli italiani furono sottoposti per mano dei comunisti titini con la complicità spesso dei "compagni" di casa nostra. Non dimentico il silenzio ideologico assordante e vergognoso che è calato per decenni su una parte della nostra storia completamente esclusa dai testi scolastici e dai racconti dell'informazione. Oggi ricordo le migliaia di italiani violentati, trucidati ed infoibati per essere italiani dai comunisti titini e da loro "compagni" che indegnamente erano italiani". Con l'hastag #iononscordo, Fratelli d'Italia Salerno commemora la tragedia delle Foibe. "Quando si avvia una spirale di violenza, non si sa dove si può arrivare - commenta Espedito Matatese - La storia ce ne ha dato numerose dimostrazioni, ma si sa che non sempre e non per tutti è vero che la storia è maestra di vita. Commemorare vicende orribili del nostro recente passato senza trarre alcuna deduzione spendibile nel nostro presente diventa retorico. Somiglia tanto al pianto del  coccodrillo, anticipato. Le Foibe non sono un'invenzione, non esiste negare la storia, bisogna solo trarne esperienza affinché certe infamie non abbiano più a ripetersi. I morti, i perseguitati, le razze non hanno colore politico né false ideologie ed appartengono a tutti".

La polemica

"Ho apprezzato l'impegno con cui l'Amministrazione comunale di Salerno ha per settimane, nei vari Istituti scolastici, promosso iniziative per la commemorazione delle vittime della Shoah, una delle pagine più sconvolgenti e vergognose della storia del 900. Appare però indegno - dice il consigliere comunale Roberto Celano - che la stessa Amministrazione si sia completamente dimenticata, anche nel Giorno del Ricordo che è solennità civile dello Stato, dei tanti italiani violentati, trucidati ed infoibati dai comunisti titini, con la complicità spesso dei "compagni" di casa nostra, vittime di un odio intollerabile che era insieme ideologico, etnico e sociale, che ha coinvolto gli italiani, "semplicemente perché italiani". L'amministrazione progressista salernitana non ha ritenuto di commemorare e ricordare migliaia di italiani trucidati neppure con l'apposizione di un drappo nero innanzi al Comune, come condivisibilmente proposto dal collega Cammarota. Oggi, nel giorno del Ricordo, il vice Sindaco Eva Avossa impegnata presso il teatro Augusteo ad introdurre, in rappresentanza dell'Amministrazione comunale, l'ultimo meritorio incontro sulle atrocità della Shoah, non ha speso neppure una parola per gli italiani infoibati. Il Comune di Salerno, dunque, per non deludere i comunisti ignora l’appello di Mattarella a non negare le Foibe! Il Presidente Mattarella nella giornata di ieri aveva, infatti, saggiamente ricordato che "esistono ancora piccole sacche di deprecabile negazionismo militante", evidenziando che "oggi il vero avversario da battere, più forte e più insidioso, è quello dell’indifferenza, del disinteresse, della noncuranza, che si nutrono spesso della mancata conoscenza della storia e dei suoi eventi. Oggi l'Amministrazione comunale ha scritto l'ennesima, squallida pagina della sua lunga esperienza di gestione del potere, manifestando con evidenza che chi nasce "comunista" puo' nascondere ma quasi mai cambiare la propria indole". Polemiche anche ad Eboli. "Ci saremmo aspettati un cambio di rotta, dopo la scelta del sindaco di Eboli Massimo Cariello di non organizzare alcuna iniziativa in occasione della giornata dedicata alle vittime delle Foibe, gli eccidi ai danni di militari e civili, in larga prevalenza italiani autoctoni della Venezia Giulia, del Quarnaro e della Dalmazia avvenuti durante la seconda guerra mondiale e nell' immediato secondo dopoguerra, da parte dei partigiani jugoslavi e dell’Ozna. Era già accaduto l'anno scorso ma dobbiamo continuare ad evidenziare l'assoluta indifferenza di questa amministrazione comunale verso questa giornata, nella quale il ricordo dovrebbe prevalere rispetto altri impegni". lo dice il consigliere comunale Damiano Cardiello (Forza Italia). "Vorremmo sottolineare - prosegue - che esiste la legge dello Stato numero 92 del 30 Marzo 2004 a memoria delle Foibe, la pratica di tortura e assassinio con cui furono trucidati migliaia di Italiani di Istria, Fiume e Dalmazia. Solo ad Eboli da due anni non viene assunta alcuna iniziativa da parte del Comune per celebrare la memoria nazionale, esponendo purtroppo la nostra Città ad ulteriori figuracce istituzionali. Non un manifesto nè la minima indicazione sul sito del nostro Ente, tralasciando che la deposizione di una corona in ricordo dei tante vittime della follia di Tito, colpevoli solo perchè italiani, sarebbe stato il minimo gesto da mettere in atto. Cariello ne dovrà rispondere in consiglio comunale durante la discussione dell'interrogazione che abbiamo depositato e spiegare il vero motivo di questo silenzio che, francamente, lascia basiti. Celebrare le Foibe non porta voti nè consenso, ma il dovere delle Istituzioni non può venir meno".

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