Mercoledì, 17 Luglio 2024
Cronaca Fratte Calcedonia

Fonderie Pisano: 6 indagati per le emissioni di fumi

Nel blitz del 22 aprile, i magistrati hanno ispezionato gli impianti e recuparato alcuni campioni dei materiali che vengono messi nei forni. Soddisfatta Martina Marraffa che spiega la sua decisione di abbandonare la tenda del presidio permanente

Continua a tenere banco la vicenda delle Fonderie Pisano. Nella mattinata di ieri, infatti, i sostituti procuratori Polito, Guariniello, e Penna, hanno fatto un blitz, insieme alle forze dell'ordine ed ai tecnici dell'Arpac di Caserta, per ispezionare gli impianti e controllare i materiali che venivanno immessi nei forni. Nulla è stato lasciato al caso: sul registro degli indagati apparirebbero 6 persone, tra proprietà e tecnici dell'azienda, responsabili, secondo l'accusa, dell'emissione di fumi nocivi.

Anche il sindaco Napoli, nella giornata di ieri, è intervenuto sulla vicenda scrivendo una lettera al Prefetto sulla situazione di grave allarme e preoccupazione determinatisi in città sui rischi derivanti dall’attività delle fonderie Pisano. "Chiedo di conoscere - ha scritto il sindaco facente funzioni - gli eventuali provvedimenti adottati o in via di adozione ai sensi della normativa vigente in materia, anche in previsione di ulteriori misure che potranno essere disposte a tutela della salute pubblica".

Intanto Martina Marraffa, la ragazza che da diverse settimane ha allestito il presidio permanente davanti i cancelli delle Fonderie Pisano, ha spiegato la sua decisione di abbandonare la tenda dove simbolo della sua lotta contro l'azienda: "Non dormo più in tenda. Non vivo più h24 avanti ai cancelli delle ‪‎FonderiePisano‬ -  ha scritto sulla pagina facebook del presidio - Il motivo è solo uno: ho un lavoro. Un lavoro complesso e assolutamente meraviglioso: Mi occupo di Autismo infantile, a luglio concludo il mio percorso di Master con una specializzazione in Analisi del Comportamento Applicata, seguo molti casi sparsi in tutta la campania e non potevo più far aspettare queste persone che hanno bisogno di me. Mi hanno attesa, mi hanno compresa, rispettata e sostenuta. Si - continua - queste famiglie che vivono ogni giorno enormi difficoltà hanno abbracciato il mio dolore e la mia battaglia. Ringrazio infinitamente ognuno di loro nel mio cuore, ma la loro attesa non poteva andare oltre. Il presidio non è finito. Il presidio, quello vero, è appena iniziato. Non ha più senso continuare a fotografare azioni di cui ormai la magistratura ne ha pieni i fascicoli. Stiamo studiando, stiamo procedendo insieme a tante persone che ogni giorno dedicano tempo ed energie a questa battaglia, che non è di Martina, ma di tutta la valle dell' Irno, di tutta Salerno. Continueremo a parlare con le persone - incalza Martina - continueremo ad incoraggiare la magistratura e la procura, scavalcheremo la melma torbida e squallida della politica salernitana ed indagheremo, da cittadini liberi, le responsabilità civili e penali delle istituzioni salernitane. Forniremo prove scientifiche a sostegno delle nostre tesi. Ci batteremo per restituire dignità a tutte le persone che non ci sono più, ci batteremo per essere vicini a tutte quelle che oggi stanno soffrendo e soprattutto, ci batteremo per donare ai nostri figli un mondo migliore. Un mondo che a noi è stato negato, ma a cui ogni essere umano ha diritto. Non ci fermeremo!" conclude Martina.

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