Fonderie Pisano, parte la campagna “#pubblicaloSpes”: si attende l'udienza al Tar

Il comitato "Salute e Vita" chiede a De Luca di rendere noti i risultati definitivi dello studio, in particolari quelli relativi al cluster della Valle dell’Irno, per lo stato di salute della popolazione della zona più vicina all'impianto  

L’Associazione Salute e Vita lancia la campagna di sensibilizzazione a favore della pubblicazione dello studio SPES (Studio di Esposizione  nella  Popolazione Suscettibile)  da parte della Regione Campania. L’iniziativa mediatica, sintetizzata nell’hashtag “#pubblicaloSpes” ha lo scopo di sollecitare le istituzioni campane con un messaggio sintetico, ma al tempo chiaramente riconoscibile e diretto, affinché siano resi noti i risultati definitivi dello studio, in particolari quelli relativi al cluster della Valle dell’Irno allo scopo di valutare lo stato di salute della popolazione della zona più esposta alla fonte d’inquinamento rappresentata dalla fonderia Pisano.  

I dettagli 

La prima relazione di tale indagine – comunicano dal comitato - ha già messo in evidenza la presenza di dieci metalli  potenzialmente tossici in una  frazione  rilevante  del  campione umano analizzato, nonché nel suolo circostante la Fonderia e nel fiume Irno, dato che “di fatto crea una correlazione tra la salute dei residenti della zona e l’attività scellerata dell’impianto e che dimostra che le tre matrici (aria, suolo e acqua) sono tutte interessate dalla scellerata condotta della proprietà Pisano che per anni ha operato in totale spregio delle norme ambientali”. Più recentemente – sottolineano – “il presidente della Regione De Luca che il 15 maggio sosteneva di avere “la sensazione” di non poter far riaprire e lavorare la fonderia Pisano. Su tali allarmanti dichiarazioni De Luca non è più tornato e difatti la Pisano continua a lavorare indisturbata. Peraltro è stata necessaria una diffida all’Istituto Zooprofilattico per avere la conferma della consegna della relazione finale dello Studio Spes alla Regione Campania, che invece non ha risposta alla nostra richiesta di accesso agli atti”. Al momento non vi è alcun riscontro certo circa l’eventuale secretazione dello studio da parte della Procura di Salerno, così come da comunicazione dell’Istituto. Inoltre non è ancora stato possibile conoscere il numero di protocollo, né la data di tale comunicazione in modo da poter ricostruire in maniera inequivocabile in quale contesto sia stata inspiegabilmente e frettolosamente rilasciata la nuova AIA con validità di 12 anni in pieno lockdown. A questo proposito – ricordano dal comitato – “l’8 Settembre presso il Tar di Salerno si terrà l’udienza del ricorso promosso dall’Associazione Salute e Vita per la revoca dell’AIA. E’ importante sottolineare che anche il Ministero dell’Ambiente si è costituito a processo e che l’Avvocatura dello Stato parteciperà all’udienza accanto e sostenendo le tesi dell’Associazione Salute e Vita in quanto l’iter della nuova AIA è totalmente errato e pieno di abusi che evidenzieremo nell’udienza”.

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L’appello 

Infine, i membri del comitato chiedono a tutti i cittadini delle zone interessate dalle emissioni della Fonderia e tutti coloro i quali, pur non subendole, sentano di sposare questa battaglia per la legalità, di “condividere con ogni mezzo l’hashtag “#pubblicaloSpesFonderiePisano”, per dimostrare che siamo in tanti a non condividere l’operato della Regione Campania e delle altre Istituzioni che pure potrebbero aiutare a fare luce su questa vicenda. L’intento è quello di far sentire la propria voce attraverso i canali social e di esercitare una pressione mediatica affinché la ricerca del consenso politico porti alla pubblicazione dei risultati dello studio Spes. Auspichiamo di avere una grande condivisione dell’hashtag, per provare a difendere insieme l’ambiente e la salute basta condividere un post o commentare i profili social di politici e istituzioni coinvolte con l’hashtag della campagna”.

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