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Le Fonderie Pisano

Le Fonderie Pisano

Delocalizzazione Fonderie Pisano, spunta la Piana del Sele: i comuni coinvolti

Ma la sindaca di Battipaglia Cecilia Francese avverte: "E' indispensabile che il Comune di Battipaglia sia posto al centro delle scelte e non ridotto ad un mero ricettore di decisioni assunte in altre sedi"

Al momento resta un mistero il luogo dove la famiglia Pisano ha annunciato di voler trasferire le storiche Fonderie attualmente ancora ubicate nel quartiere Fratte di Salerno. Le proteste di residenti, comitati e associazioni continuano e continueranno fino a quando non verrà messa la delocalizzazione dello storico stabilimento di via Dei Greci. Dopo il no secco giunto dai comuni dei Picentini e dell’Area del Cratere sembra – rivela La Città - che i siti ancora in lizza potrebbero Campagna, Eboli e Battipaglia, senza dimenticare Pontecagnano Faiano visto che il sindaco Ernesto Sica qualche mese fa dichiarò di essere pronto ad accogliere le Fonderie ma soltanto con i giusti criteri di costruzione e di sicurezza ambientale. Ad oggi, però, le zone situate nei comuni di Campagna ed Eboli avrebbero problemi di tipo tecnico e strutturali e sicuramente anche politici, a Battipaglia c’è ancora inattiva l’area dell’Interporto, forte dei suoi 450mila metri quadrati. Ma già questa mattina l’assessore comunale all’ambiente Stefania Vecchio ha raggiunto telefonicamente la direzione delle Fonderie Pisano per meglio comprendere la questione.

Dal canto suo la sindaca Cecilia Francese avverte: “Questa amministrazione non è stata informata di nessuna iniziativa in tal senso. Per quanto ci riguarda, non si tratta di demonizzare in modo prevenuto un insediamento comunque altamente impattante. Si tratta di governare lo sviluppo di un territorio che per noi resta vocato principalmente alla trasformazione dei prodotti agroalimentari. In particolare, proprio nell’area che verrebbe indicata come d’interesse, quella oggetto della localizzazione del fantomatico interporto, ricadono interessi circa l’ampliamento produttivo di aziende leader nella produzione agro alimentare”. Ma non finisce qui. La prima cittadina ci va giù duro: “Per troppo tempo scelte cadute dall’alto hanno condizionato lo sviluppo economico e produttivo della nostra città, e molti hanno approfittato della instabilità politica e amministrativa che ha imperato. Non è più quell’epoca. Ora c’è un governo della città attento, che intende valutare prioritariamente uno sviluppo teso a sostenere l’agricoltura e la trasformazione dei prodotti agroalimentari. E’ indispensabile che il Comune di Battipaglia sia posto al centro delle scelte e non ridotto ad un mero ricettore di decisioni assunte in altre sedi. L’amministrazione, senza idee preconcette, verificherà le ipotesi che si prospettano nei tavoli tecnici. D’altronde non abbiamo allo stato elementi per ritenere che questo nuovo governo regionale sia intenzionato a bypassare il governo locale. Anzi. Questa amministrazione sta costantemente colloquiando con l’amministrazione regionale che è molto attenta allo sviluppo sostenibile della piana del Sele e della fascia costiera e si è dimostrata già sensibile alle rivendicazioni della comunità battipagliese”.

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