rotate-mobile
Lunedì, 8 Agosto 2022
Cronaca

Fonderie Pisano, la rivolta dei sindaci del Tanagro: "Quì non le vogliamo"

In in documento i sindaci della Comunità Montana del Tanagro-Alto e Medio Sele e del Comune di Caposele chiariscono: "Lo sviluppo delle aree industriali deve rispettare la vocazione turistico-culturale e ambientale del territorio"

Ancora una volta i sindaci del Sele-Tanagro confermano la loro posizione nei confronti dell’ipotesi di delocalizzazione delle Fonderie Pisano nel proprio territorio. La vocazione turistica e culturale della loro zona non è certamente compatibile con le attività delle Fonderie Pisano. “Le varie amministrazioni del Sele-Tanagro – si legge in un documento unitario dei sindaci della Comunità Montana del Tanagro-Alto e Medio Sele e del Comune di Caposele -  non hanno mai ricevuto alcuna comunicazione formale che annunciasse l’intenzione di decentramento delle Fonderie Pisano nei rispettivi territori ma, a seguito di quanto si apprende dagli organi di informazione, ribadiscono ancora una volta la ferma opposizione al decentramento delle stesse nei territori di competenza”.

Per questo tutte le amministrazioni sono pronte ad “accogliere esclusivamente aziende che contribuiscano allo sviluppo del territorio, con requisiti ambientali tali da non ledere al territorio stesso e la salute dei cittadini, bene imprescindibile e prezioso”. Netto il commento del sindaco di Oliveto Citra Carmine Pignata: “Abbiamo programmato da tempo una vocazione turistico-culturale dell'area - prevediamo per le aree industriali esclusivamente aziende in possesso dei necessari requisiti ambientali”.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Fonderie Pisano, la rivolta dei sindaci del Tanagro: "Quì non le vogliamo"

SalernoToday è in caricamento