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Fonderie Pisano: continua il duello a distanza tra comitato e proprietà

Dopo il lancio dell'ashtag #iostoconLorenzo, il Comitato Salute e Vita questa mattina terrà una conferenza stampa mentre la proprietà delle Fonderie invia una nota per evitare accostamenti tra i problemi di saluti e la propria attività industriale

Continua il duello a distanza tra la proprietà delle Fonderie Pisano ed il Comitato Saute e Vita. Da un lato, dopo il lancio dell'ashtag #iostoconLorenzo per difendere Lorenzo Forte, il Comitato Salute e Vita questa mattina terrà una conferenza stampa per discutere sul ricorso al Tar presentato dalla proprietà delle Pisano in merito alla richiesta di sospensiva del provvedimento che riguarda la revoca dell’Autorizzazione Integrata Ambientale per ottenere, quindi, la riapertura dell'impianto di Fratte. Dall'altro Salvatore Sica, avvocato delle Fonderie Pisano, vuole evitare che ci sia un'associazione automatica tra i danni alla salute dei cittadini e l'attività delle Fonderie.

La conferenza del Comitato Salute e Vita

Durante la conferenza stampa, dopo aver discusso del ricorso al Tar presentato dalle Fonderie Pisano, verranno presentati i contenuti dell'opposizione al ricorso ed il collegio difensivo composto dal professore Sandro Amorosino,  dall'avvocato Franco Massimo Lanocita e dall'avvocato Simona Corradino che hanno deciso di sostenere gratuitamente la causa del Comitato Salute e Vita. Sempre durante la conferenza, poi, ci saranno le repliche in merito alla diffida fantasma indirizzata al presidente ed ai componenti dell'associazione.

La nota delle Fonderie Pisano

L'avvocato Salvatore Sica, dopo la diffida inviata al presidente dell'associazione Salute e Vita, vuole effettuare ulteriori precisazioni in merito. "La Fonderie Pisano - si legge nella nota - tiene a precisare la propria posizione onde evitare speculazioni di ogni tipo: è in corso un complesso contenzioso giurisdizionale, rispetto al quale l’Azienda ribadisce piena fiducia nelle proprie tesi e rispetto assoluto e serenità nei confronti dei diversi Organi giudicanti chiamati a rendere le decisioni. Infatti, l’obiettivo primario della Fonderie Pisano SpA resta quello di ottenere chiarezza con procedimenti che si svolgano nelle giuste sedi amministrative e giudiziarie. La piena fiducia nella magistratura - continua l'avvocato Sica - ha indotto la mia assistita ad avviare azioni a tutela dei propri diritti nelle forme previste dalla legge, non potendo consentire, impregiudicati gli esiti dei giudizi in corso, che si facciano affermazioni lesive del decoro e della dignità delle persone e che, comunque, associano automaticamente l’attività aziendale a danni alla salute dei cittadini. In altri termini, l’Azienda e la famiglia che ne fa parte, non intende tollerare oltre, accostamenti della propria storia ad immagini sociali di grande negatività. La diffusione della notizia a mezzo stampa è la conseguenza del clamore mediatico suscitato, da tempo, sulla vicenda da altri. Per altro verso, la notizia alla stampa aveva ed ha la funzione difensiva di assicurare una informazione completa, in una fase rilevantissima della vita aziendale, per il ripristino della verità. La società non ha mai inteso bloccare l’informazione ma ha sempre auspicato che l’esposizione dei fatti all’opinione pubblica avvenisse in maniera corretta e non alterata, scevra cioè, da giudizi non fondati su accertamenti giudiziari definitivi. In altre parole, è lecito l’impegno a tutela di interessi generali che si affermano violati, ma non e lecito offendere, insinuare ed esprimere giudizi di condanna, arrogandosi il diritto alla decisIone che, in uno stato di diritto, è affidato unicamente alla magistratura e, peraltro, all’ esito di un giudizio svolto nel contraddittorio delle parti. In questo senso - conclude l'avvocato Sica - si conferma che si tuteleranno i diritti violati nelle sedi ritenute più opportune".

L'intervento del parlamentare Federico Conte


La continua e pervicace ricerca di un sito in cui delocalizzare le Fonderie Pisano mette in luce improvvisazione sul piano politico e amministrativo. Manca a oggi un piano di industrializzazione sostenibile ed emerge insensibilità per la tutela della salute e dell’ambiente. La zona industriale di Buccino non solo non può e non deve diventare il sito in cui delocalizzare le Fonderie Pisano, ma va anche tutelata e ripensata per gli inquinamenti di cui è già gravata. Le Fonderie Pisano, anche per le responsabilità dei governi regionali e locali, hanno seminato lutti e malattie a Salerno. Bisogna dire basta definitivamente, non esportarne le degenerazioni. Torna attuale la lotta dei comitati locali anche in sede giudiziaria. È un campo in cui vanno difesi i principi senza dannose mediazioni. A Buccino, perciò, non basta un voto del Consiglio Comunale, necessario e speriamo unitario. Va indetto un referendum popolare perché sia la comunità interessata a decidere del proprio destino. Prima ancora va istituita una commissione d’inchiesta che verifichi la compatibilità ambientale degli impianti esistenti e ne definisca i criteri della messa in sicurezza.


 

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