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Mercoledì, 17 Agosto 2022
Cronaca

Fonderie Pisano, oltre duecento cittadini alla fiaccolata: "La salute è un diritto"

I residenti di Fratte e della Valle dell'Irno sono tornati in strada per chiedere l'immediata chiusura dell'azienda con la delocalizzazione. Pochi i politici presenti. Don Marco Raimondo: "Il reato contro l'ambiente è un peccato mortale"

Oltre duecento persone hanno partecipato, nella serata di ieri, alla fiaccolata di protesta dei residenti del quartiere Fratte che, da anni ormai, chiedono la chiusura delle Fonderie Pisano e di conseguenza la loro delocalizzazione. Ad organizzarla il comitato “Salute e Vita” che da sempre è schierato in prima linea contro l’inquinamento atmosferico che verrebbe prodotto quotidianamente dalla storica azienda salernitana. E a nulla sono bastati i quindici giorni di sospensione dell’attività produttiva a placare la rabbia dei residenti del popoloso quartiere salernitano e della Valle dell’Irno, che, a seguito della recente riapertura, hanno deciso di far sentire ancora più forte il loro grido di indignazione con un corteo luminoso che dalla chiesa Santa Maria dei Greci ha raggiunto i cancelli delle fonderie dove la giovane Martina Marraffa da ormai sei giorni e cinque notti presidia i cancelli dell’azienda senza alcuna intenzione di andare via fino a quando “non avrò giustizia e verità per i miei morti”. 

In prima linea c’erano loro, i residenti della zona, molti dei quali hanno perso, come Martina, parenti e amici a causa dell’inquinamento. “La vita dei nostri cari non è stata fermata per quindici giorni”. A reggere il cartello forse più amaro è stata Anna Risi, che si è vista falcidiare da un tumore figlia e marito in pochi anni. Presenti alla manifestazione per esprimere la loro vicinanza e solidarietà alla cittadinanza le associazioni di Legambiente e Italia Nostra, ma anche alcuni esponenti politici del capoluogo come il deputato del M5S Angelo Tofalo, i due aspiranti primi cittadini grillini Oreste Agosto e Nicola Provenza, il giovane candidato sindaco del centrodestra Gaetano Amatruda. Al loro fianco anche il parroco don Marco Raimondo: “Il reato contro l’ambiente – ha detto -  è un peccato mortale”. 
 

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