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Rago, Vitale e Tofalo

Rago, Vitale e Tofalo

Fonderie Pisano: il dossier elaborato da Movimento 5 Stelle

Attendono risposte, capitanati dal deputato parlamentare del Movimento 5 Stelle Angelo Tofalo, gli abitanti della Valle dell'Irno, in merito al caso delle Fonderie Pisano

Attendono risposte, capitanati dal deputato parlamentare del Movimento 5 Stelle Angelo Tofalo, gli abitanti della Valle dell'Irno, in merito al caso delle Fonderie Pisano. Particolarmente dettagliato, il dossier sviluppato dal Gruppo Ambiente di M5S, condotto dalla tenace Raffaella Vitale. Un lavoro di cui va fiero Tofalo il quale ha presentato un'interrogazione parlamentare sul tema, auspicando doverose risposte insieme alla deputata Silvia Giordano che ha puntato a sua volta l'attenzione sulle Fonderie, soffermandosi sugli eventuali danni alla salute pubblica. Con questa doppia interrogazione, dunque, M5S intende dar voce alle problematiche dei cittadini.

"Lo scopo è portare all'attenzione del Parlamento questioni sentite sulla pelle delle persone che, insieme ai nostri Gruppi di lavoro, diventano protagoniste delle battaglie di M5S, superando quel muro che troppo spesso si erge tra classe politica e territorio: noi partiamo proprio dal territorio, senza basare le nostre azioni su idee supposte da terzi che non vivono i problemi reali della comunità", ha spiegato Tofalo. Entusiasta, tra gli altri sostenitori dell'interrogazione parlamentare, Dario Rago di M5S che ha preso a cuore la causa, impegnandosi in prima persona per la tutela e la salvaguardia ambientale di Pellezzano. Di seguito, la cronistoria sul caso giudiziario delle Fonderie Pisano, riportata sul dossier di M5S, in attesa di nuovi risvolti.

Cronistoria giudiziale

• ANNO 2003

 Le contestazioni ambientali iniziano a fine Luglio 2003 con un

esposto al Comune di Salerno, all'ARPAC e alla Procura della Repubblica

Tribunale di Salerno, da parte di un cittadino salernitano, circa l'inquinamento

ambientale.

 Nel Dicembre dello stesso anno, il Comune di Salerno chiede una

relazione tecnica giurata da parte di un tecnico  sulla attività industriale della

suddetta società e l'invia alle Fonderie Pisano e al Settore Provinciale Ecologia

Campania.  

• ANNO 2004

 Ad un anno di distanza, in una lettera dell'assessore dell'Ambiente

Avv. Dambrosio, si evince che la zona non è monitorata dai PM10. Nello

specifico, i PM10 sono particelle con diametro aereodinamico minore di 10

micron, pericolose perché possono penetrare profondamente nel tratto respiratorio

e raggiungere i polmoni. In data 22 Settembre del 2004, dalla copia del verbale redatto dalla

Polizia Municipale emergono diverse irregolarità riscontrate presso le Fonderie

Pisano come il deposito di scorie, polveri provenienti dall’attività di fusione,

all’aria aperta,la mancanza di VIA(Valutazione d’Impatto Ambientale), e

sversamento di acque meteoriche di primo dilavamento, che avviene tramite

caditoia sifonata, quindi senza pozzi di decantazione, nel fiume Irno.

Il nove Novembre del 2004, la Procura della Repubblica, presso il

Tribunale di Salerno, chiede l'emissione del decreto di sequestro preventivo

avente per oggetto le Fonderie Pisano & C. S.p.a.  Pochi giorni dopo, il Giudice

dott.ssa Anita Mele, dispone il sequestro preventivo dello stabilimento.

• ANNO 2006

 In data 16 Novembre 2006,  il Nucleo Operativo Ecologico (NOE) di

Salerno, ha richiesto alla Procura della Repubblica (PM Dott. Angelo Frattini) il

sequestro preventivo dell'industria fondiaria, con  informativa di reato circa la

denuncia di stato di libertà a carico di Luigi Pisano, ritenuto responsabile di

numerosi reati penali.

 Successivamente, dopo solo 4 giorni dalla richiesta di sequestro, il

20.11.2006  il NOE di Salerno notifica il DISSEQUESTRO condizionato

afferente il procedimento penale nr. 8281/2006/21.

Inoltre, in questo stesso anno è entrato in vigore il nuovo Piano Urbanistico

Comunale di Salerno, nel quale è emerso un fazioso artificio riguardante il cambio

di destinazione d'uso (da industriale a residenziale) dell'area occupata da parte

dello stabilimento, premiando chi inquina!

• ANNO 2007

 Presso il Tribunale di Salerno, il 16 Gennaio 2007,  il Giudice Dott.ssa

Anita Mele, esaminata la richiesta di convalida del sequestro preventivo del PM

Dott. Frattini (depositata 18.11.2006) e ritenuto che i termini prescritti per la

convalida del sequestro siano scaduti, non convalida il sequestro preventivo

operato dal PM in data 16.11.2006 e dispone l'emissione del Decreto di Sequestro

di opere abusive.

 Nel marzo 2007 il Tribunale di Salerno con la sentenza N.415/2007

condanna le Fonderie Pisano & C. per:

• l’abbandono di rifiuti speciali pericolosi,  

• lo scarico di acque industriali nel fiume Irno e senza essere in possesso dell’autorizzazione  

• il superamento dei limiti soglia per piombo, rame e zinco  

• lo scarico sul suolo di acque meteoriche miste alle polveri derivanti dall’attività prodotta  

• la realizzazioni di impianti produttori di fumi in atmosfera senza essere in possesso

dell’autorizzazione prevista  

• l'emissioni di gas e polveri atti a molestare le persone presenti in zona.  

 Il Comune di Salerno costituitosi parte civile nel processo conclusosi

nel marzo 2007 fino a giugno2008 non ha ancora chiesto il risarcimento del danno

ambientale.

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