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Fonderie Pisano

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Fonderie Pisano, due interventi ad opponendum contro il ricorso Aia

Secondo gli attivisti favorevoli alla chiusura dell’impianto industriale per via dell’inquinamento da esso prodotto esistono atti che dimostrerebbero l'inammissibilità del ricorso stesso

Due interventi ad opponendum sono stati presentati dall’associazione Presidio Permanente Salerno e dal Forum Ambientalista di Roma, a firma degli avvocati Marcello Nardi e Angelo Calzone (esperti in diritto ambientale), rispetto al ricorso presentato dalle Fonderie Pisano relativamente alla richiesta di riesame dell'Autorizzazione Integrata Ambientale. Secondo gli attivisti favorevoli alla chiusura dell’impianto industriale per via dell’inquinamento da esso prodotto esistono atti che dimostrerebbero l'inammissibilità del ricorso stesso. In particolare “la richiesta di riesame costituisce essa stessa un avviso di inizio di procedimento ex art.7 legge 241/90, tenendo conto anche del fatto che il provvedimento da 60 giorni di tempo per presentare i documenti richiesti”; “essendo il riesame impugnato solo parzialmente e solo relativamente alla Valutazione di Impatto Ambientale e alla Valutazione d'Incidenza, lasciando inalterate le contestazioni sulle gravissime criticità ambientali, tali  valutazioni sono dovute per due motivi: il provvedimento di riesame richiede un revamping ovvero una ristrutturazione completa dell'impianto al fine di raggiungere la massima funzionalità e quindi costituendo di fatto una modifica sostanziale, contrariamente a quanto affermato dalle Fonderie Pisano, la Regione ai sensi dell'art 7 comma 4 del D.Lgs 152/06 può richiedere la Valutazione di Impatto Ambientale comprensiva della valutazione d’incidenza; già in fase di rilascio Aia, come evidenziato nella richiesta di sequestro , sarebbero stati necessari per legge le 2 valutazioni”

Ma non finisce qui. Per gli avvocati Nardi e Calzone la Valutazione d’Incidenza è “necessaria per legge, in quanto le Fonderie Pisano sono in prossimità ed anzi in parte ricadono in Zona di Protezione Speciale  (Zps) e Sito di Interesse Comunitario (Sic) risulta inammissibile il ricorso delle Fonderie che sostengono che, il fatto che la zona protetta sia prossima, sia motivo di non assoggettabilità alla Vinc, perchè per consolidata giurisprudenza tale valutazione va sempre fatta quando gli interventi possono comportare ripercussioni sullo stato di conservazione dei valori naturali tutelati nel sito”. Per quanto concerne, invece, l'esigenza da parte delle Fonderie Pisano di chiedere la sospensione del provvedimento in fase cautelare, gli oppositori ritengono che “non ricorrano i presupposti in quanto non esiste un grave e irreparabile danno che deriverebbe dallo svolgimento del riesame dell'Aia, poiché quanto la valutazione d'impatto ambientale quanto la Valutazione d'incidenza potrebbero concludersi con esito favorevole all'azienda ed inoltre essi non presuppongono la chiusura dell'impianto”. Infine sottolineano che “il funzionamento delle Fonderie Pisano, in assenza di tali valutazioni, comporterebbe un grave danno all'ambiente e alla salute dei cittadini. Come si evince, infatti, dalla richiesta di sequestro del 24 giugno 2016 l' impianto è privo di valida autorizzazione in quanto quella esistente è  illegittima, illecita ed inefficace","non rispetta i limiti e le prescrizioni imposte dalla pur illegittima autorizzazione, svolge attività di tipo inquinante", "è incompatibile con l'area in cui si trova".

Nonostante vi siano stati già in passato procedimenti penali con tre sequestri preventivi avvenuti nel 2004, nel 2006 e nel 2011, l'attività delle Fonderie – ricordano dal Presidio – “è continuata come dimostrato dai 16 procedimenti susseguitisi dal 2011 fino ad oggi, provenienti dagli organi tecnici che dimostrano come la violazione della normativa ambientale non si sia mai interrotta; sono risultate presenti numerose segnalazioni rilevate dal Noe nelle quali si fa riferimento allo sforamento dei limiti di emissioni rilevati dai siti Arpac, che hanno accertato l'immissione in atmosfera di sostanze velenose, cancerogene e maleodoranti” . Per questo l’associazione attende fiduciosa “la convalida del sequestro da parte del Gip, così come si augura delle azioni pronte e tempestive da parte delle istituzioni a tutti i livelli, troppo tempo latitanti nell'affrontare le questioni ambientali, di salute pubblica e di salute dei lavoratori. Farsi carico in maniera celere e decisa anche attraverso provvedimenti urgenti e speciali della problematica dei lavoratori , che talvolta inconsapevolmente restano le prime vittime sia per quanto riguarda i danni alla salute sia per quanto concerne l'attuale drammaticità della condizione economica , potrebbe essere la prima vera occasione per riscattarsi di decenni di assenza e di complici silenzi”.

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