Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca

Ricorso a Strasburgo contro le Fonderie Pisano, "Salute e Vita": "Finalmente la calendarizzazione della discussione"

Forte e Bassano: "Oggi è un giorno da ricordare per chi, dal basso, avrà ottenuto giustizia dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo"

Sono passati tre anni da quando l’Associazione “Salute e Vita” presentò ricorso a Strasburgo per denunciare la violazione da parte dello Stato italiano degli obblighi di protezione della vita e della salute dei cittadini in relazione all’inquinamento prodotto dalle Fonderie Pisano; questo ricorso, presentato a nome di 153 abitanti della Valle dell’Irno, nei mesi successivi fu dichiarato ammissibile dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU).

In qualità di presidente e di segretaria dell’Associazione “Salute e Vita”, abbiamo il piacere di comunicare il raggiungimento di una nuova tappa fondamentale per ottenere la verità e la condanna del Governo italiano, della Regione Campania, dell’ASL, del Comune di Salerno e di tutti quegli Enti che dovevano tutelare la vita e la salute delle persone, ma non l’hanno fatto: la calendarizzazione della discussione.

Lo hanno detto il presidente e il segretario dell'associazione Salute e Vita, rispettivamente Lorenzo Forte e Nadia Bassano: "Questo traguardo rappresenta un momento storico di straordinaria importanza: questi cittadini di Salerno, dopo quelli di Taranto che hanno vissuto la devastante vicenda dell’Ilva, stanno scrivendo una pagina storica per la nostra città, che darà giustizia ai morti e agli ammalati, mentre ci avviamo alla condanna, con quella che sarà sicuramente una sentenza esemplare, di tutte le Istituzioni complici di questi imprenditori senza scrupoli. - continuano - La Corte europea dei Diritti dell’Uomo respinge mediamente il 95% dei ricorsi che riceve, ritenendoli inammissibili. Noi abbiamo superato non sola la prima fase ma, oggi, anche quella più importante, ovvero la calendarizzazione della discussione. Sono state accolte tutte le contestazioni: le violazioni del diritto alla vita (art. 2 CEDU), del diritto al rispetto della vita privata e familiare (art. 8 CEDU) e del diritto ad un rimedio effettivo (art. 13 CEDU)".

La sensazione dell'associazione Salute e Vita, anche secondo quello quanto sostenuto dall’avvocato Roberta Greco per conto dello Studio Saccucci & Partners di Roma, è che nella primavera del 2022 si avrà la sentenza "che renderà giustizia alle donne e agli uomini che, nei tre Comuni coinvolti nella Valle dell’Irno (Salerno, Baronissi e Pellezzano), sono sottoposti quotidianamente ad una vita d’inferno perché fortemente condizionati dalla presenza delle Fonderie Pisano, che avvelenano la nostra aria, acqua e suolo, con la connivenza della politica nazionale e locale", concludono Forte e Bassano.

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