Cronaca

Fonderie Pisano: le associazioni diffidano il sindaco e chiedono Consiglio monotematico

Paolo Fierro, vicepresidente dell'Associazione nazionale "Medicina Democratica", Lorenzo Forte, presidente del Comitato Associazione “Salute e Vita” e Nadia Bassano, presidente dell'Associazione “HELP Tutela e sostegno dei Consumatori” hanno inviato una lettera anche al direttore generale dell’Asl di Salerno, al Prefetto, al Procuratore della Repubblica

Tiene sempre banco il caso fonderie Pisano: le associazioni diffidano il sindaco e chiedono Consiglio monotematico. Paolo Fierro, vicepresidente dell'Associazione nazionale "Medicina Democratica", Lorenzo Forte, presidente del Comitato Associazione “Salute e Vita” e Nadia Bassano, presidente dell'Associazione “HELP Tutela e sostegno dei Consumatori” hanno inviato una lettera anche al direttore generale dell’Asl di Salerno, al Prefetto, al Procuratore della Repubblica e per conoscenza  al Sottosegretario di Stato alla Salute Andrea Costa, al Deputato della Repubblica italiana Nicola Provenza, ai sindaci di Pellezzano e di Baronissi.

I dettagli

"Facendo seguito alla prima missiva inoltrata in data 21 maggio 2021 nella quale abbiamo già chiesto alle varie istituzioni - compreso il Sindaco di Salerno - di prendere provvedimenti immediati in merito al disastro ambientale nella Valle dell’Irno, onde mettere in sicurezza la popolazione, si espone quanto segue: in occasione della consegna della relazione finale dello studio SPES da parte dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, avvenuta l'8 aprile e trasmessa in lingua Inglese, è emersa una situazione gravissima sullo stato di salute della popolazione della Valle dell’Irno. In un’area geografica che va da 0 a 3 chilometri, partendo dalle Fonderie Pisano, in base ai risultati ottenuti da circa 400 volontari sorteggiati e selezionati tra i residenti delle comunità locali, è stato dimostrato che la popolazione ha accumulato nel sangue la presenza di alcune sostanze tossiche quali il mercurio, il cadmio e le diossine: in particolare, i primi due veleni sono risultati cinque volte superiori rispetto a tutti i valori trovati nel resto della Campania, compresa  la famosa Terra dei fuochi".

Lo scenario


"Precisiamo subito che il deposito della relazione finale dello studio SPES è avvenuto solo ed esclusivamente grazie agli sforzi del Comitato/Associazione Salute e Vita, attivo sul territorio e dei loro legali, pertanto va chiarito che né il Comune di Salerno, nella persona del Sindaco, né tantomeno l’ASL di Salerno, si sono mai preoccupati di attivarsi urgentemente per sollecitare la conclusione di questo studio, nonostante l’ASL, firmataria del protocollo d’intesa della realizzazione del medesimo studio - aggiungono - abbia tra i principi fondamentali la responsabilità pubblica della tutela della salute e nonostante il Sindaco sia la prima autorità sanitaria sul territorio e, per questo, responsabile della condizione di salute della sua popolazione tutelata dell'articolo 32 della Costituzione. Pertanto, analizzando la relazione finale dello studio SPES, tenuto conto che la letteratura scientifica ascrive la presenza del mercurio solo ed esclusivamente alle attività industriali che hanno il forno a cubilotto, ovvero che utilizzano il carbon coke, e tenuto conto che nello studio si esclude qualsiasi altra fonte di inquinamento (quale ad esempio le autostrade, in quanto non è stata rilevata alcuna traccia di piombo nel sangue o comunque nessun valore allarmante) è confermato che non c’è più alcun dubbio che lo studio abbia inequivocabilmente collegato tale inquinamento alle Fonderie Pisano e non ad un inquinamento in generale della zona".

La conclusione


"La relazione finale è chiara, specifica e non dà spazio ad interpretazioni diverse: vanno presi celermente tutti i provvedimenti per fermare le fonti inquinanti certe e la Fonderia Pisano è l’unica presente nella zona, l’unica che utilizza il carbon coke e che utilizza i cd. forni a cubilotto, pertanto è l’unica in grado di disperdere questi veleni nell’ambiente. Tanto premesso, con la presente missiva, si diffida il sindaco di Salerno ad emettere un’ordinanza contingibile e urgente per l’immediata chiusura della fonte inquinante, peculiarità attribuita al sindaco in caso di pericolo per la salute della sua comunità, necessaria per risolvere questo gravissimo ed annoso disastro ambientale. In questa vicenda, la mancata presa di posizione del Sindaco, quale primo responsabile della salute dei cittadini, corrisponderebbe, a nostro avviso, ad una omissione di atti di ufficio. Allo stesso modo diffidiamo l’ASL a prendere tutti i provvedimenti necessari, compreso predisporre un piano per mettere in sicurezza la popolazione. Contestualmente chiediamo all’amministrazione comunale la convocazione ad horas di un Consiglio Comunale monotematico, affinché la popolazione venga informata sul quadro ambientale gravissimo emerso e vengano prese decisioni tempestive e concrete che fermino le attività nocive a danno alla popolazione. In mancanza di tali provvedimenti annunciamo sin da ora che valuteremo la predisposizione di un esposto alla Procura, qualora in tempi brevi non ci sia una risposta ed una presa di posizione da parte delle Autorità per risolvere questa triste vicenda e per informare la popolazione".

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