Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca

Materiale ferroso sequestrato alle Fonderie Pisano, il comitato dei residenti: "Il mostro va chiuso"

Gli esponenti del comitato "Salute e Vita" tornano a criticare il modus operandi dell'impianto di via Dei Greci e chiedono ancora una volta un incontro al governatore De Luca e al suo vice Bonabitacola

Dopo la notizia del sequestro, da parte dei carabinieri del Noe di Salerno, di ben 3 mila tonnellate di materiale ferroso all’interno delle Fonderie Pisano, riesplode la polemica sul funzionamento dell’impianto situato in via Dei Greci. E, in particolare, sulla possibile violazione di norme ambientali. Su tutte le furie è, ancora una volta, il comitato “Salute e Vita”, guidato da Lorenzo Forte, che da anni chiede la chiusura della fabbrica o la sua delocalizzazione. “Tale decisione – fanno sapere dal comitato - non fa che confermare ciò che noi viviamo ogni giorno e cioè l'inferno in terra a causa degli odori nauseabondi e delle polveri nere metalliche provenienti dalle Pisano. Una triste storia che si ripete da anni. Ormai ogni giorno – denunciano - siamo costretti a chiamare le forze dell'ordine perché l'area è irrespirabile, e le abitazioni sono imbrattate da polveri nere metalliche. Le tantissime segnalazioni alle forze dell'ordine di questi giorni provengono da diversi quartieri della città, dal Parco Pinocchio a Cappelle, dal centro alla periferia”.

Per questo oggi consulteranno i loro avvocati per diffidare il sindaco Vincenzo Napoli “affinché eserciti il suo ruolo di primo responsabile sanitario della salute pubblica e faccia richiesta d'accesso agli atti anche delle ultime criticità accertate, e poi provveda ad emanare un'ordinanza contingibile urgente di immediata chiusura”. Inoltre i membri del comitato invieranno una missiva alla Regione Campania affinché, in base alle norme vigenti, provveda alla revoca dell'Aia, in quanto “come già scritto nei due provvedimenti di sospensione della Regione emanati nel 2016, la normativa relativa all'Autorizzazione integrata ambientale prevede che ad una terza violazione di norme relativa all'Aia si provveda d'ufficio alla sua revoca”.

Poi chiedono ufficialmente, ancora una volta, un incontro al governatore Vincenzo De Luca e al vice presidente Fulvio Bonavitacola che ormai da un anno ignorano inspiegabilmente la nostra richiesta e il nostro grido di dolore”. Infine lanciano una stoccata alla famiglia Pisano, proprietaria dell’impianto: “Questa ennesima violazione ci lascia basiti e c'indigna profondamente, perché mette ancora una volta in luce che ci troviamo innanzi ad un imprenditore che, nonostante sappia che la sua azienda sia oggetto di controlli e verifiche, persevera nella sua condotta non rispettosa della legalità e delle norme anzi dimostrando con i fatti l'arroganza e la convinzione di essere al di sopra della legge”.

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