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Lo stabilimento

Lo stabilimento

Fonderie Pisano verso Campagna: la proprietà investe per la delocalizzazione

Nel corso del summit al Ministero dello Sviluppo Economico gli imprenditori salernitani hanno confermato la volontà di favorire il trasloco dello stabilimento di via Dei Greci in un'area industriale della provincia di Salerno

Le Fonderie Pisano potrebbe essere delocalizzate in un’area isolata del comune di Campagna. Lì, infatti, dovrebbe sorgere un impianto nuovo e moderno che consentirà alla storica azienda salernitana di riprendere l’attività e di tornare sul mercato. E’ quanto emerge dall’incontro svoltosi in mattinata presso il Ministero dello Sviluppo Economico, a Roma, a cui hanno preso parte la proprietà, i sindacati, i rappresentanti dei lavoratori e le istituzioni locali. Nel corso del vertice la proprietà delle Fonderie Pisano ha presentato un atto di compravendita del sito (industriale) ubicato in una zona industriale del territorio della provincia di Salerno – che si troverebbe nel comune di Campagna; il progetto architettonico con ingombri e superfici dei nuovi manufatti, previa bonifica e ristrutturazione dei corpi di fabbrica esistenti; l’ipotesi di piano economico e finanziario per l’attivazione del nuovo stabilimento e la descrizione tecnica dell’impianto di produzione da rendere operativo nel nuovo sito con particolare riferimento all’impatto ambientale e presentazione dei relativi preventivi di spesa richiesti ai maggiori produttori europei di questa tipologia di impianti.

La proprietà, inoltre, ha manifestato la disponibilità ad investire proprie risorse – a copertura dell’intero investimento – da implementare (come specificato nel piano economico e finanziario) con i fondi derivanti dagli strumenti di incentivazione alle imprese attualmente operativi. Già nella precedente riunione in sede Mise la proprietà delle Fonderie Pisano rese noto che intendeva attivare un investimento complessivo dell’entità di oltre 40 milioni di euro. In quella stessa circostanza fu rimarcato che è stato richiesto ad uno dei principali top player del settore impiantistico lo studio relativo alla dinamica delle emissioni al netto del contenimento dei fumi e delle polveri derivanti dalla lavorazione. Il forno fusorio individuato è di ultima generazione con camera di post combustione e cogenerazione di energia elettrica  con  emissioni pari ad un quinto dei limiti attualmente imposti dall’Unione Europea in relazione all’Italia. Tutte le operazioni di carico e scarico delle materie prime avverranno in ambienti coperti ed i trasporti  delle terre saranno realizzati mediante l’utilizzo di nastri chiusi e depressurizzati.

 Sempre nella riunione odierna è stato rilanciato l’appello alle istituzioni competenti affinché si possa giungere al più presto alla definizione del quadro amministrativo indispensabile a dare il via libera al complesso disegno delocalizzativo. La proprietà – che ha già richiesto incontri nelle sedi istituzionali al Comune di Campagna, alla Regione Campania, alla Provincia ed al Comune di Salerno – “auspica – si legge in una nota di Mario Pisano - di potere riscontrare un clima collaborativo ed non oppositivo: senza questo presupposto di fondo ogni tentativo di procedere alla realizzazione di un nuovo sito produttivo nel territorio salernitano è destinato a rimanere lettera morta”. Altro problema riguarda i 120 lavoratori che, a causa della disdetta delle commesse, sono finiti in mobilità e che ieri hanno ricevuto la visita dell'arcivescovo Luigi Moretti. “E’ del tutto evidente che la ripresa della produzione nel sito di Fratt,nelle modalità che le Autorità competenti eventualmente potranno decider, resta per la proprietà un presupposto indispensabile per giungere alla piena delocalizzazione con l’azienda in condizioni di sopravvivere e di competere, per quanto ancora possibile, sul mercato” fa sapere Pisano.

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