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Il colonnello Fabrizio Parrulli (al centro) con i comandanti Iervolino e Mastrogiacomo

Il colonnello Fabrizio Parrulli (al centro) con i comandanti Iervolino e Mastrogiacomo

Furti e rapine, sgominata banda di topi d'appartamento

Quattro cittadini di nazionalità albanese sono stati arrestati dopo due colpi in due villette di Salerno: secondo gli inquirenti sono responsabili di altri furti sul territorio

Erano diventati il terrore degli abitanti di Salerno e provincia e non solo e, per i carabinieri che li hanno acciuffati, non è stato affatto facile catturarli: quattro cittadini di nazionalità albanese, specializzati in furti in appartamento - furti che a volte potevano diventare anche rapine - sono stati tratti in arresto a Caivano, in provincia di Napoli, dai carabinieri della compagnia di Sala Consilina, agli ordini del capitano Domenico Mastrogiacomo.

IL FATTO - Tutto ha avuto inizio nel mese di aprile del 2012, quando il territorio di Sala Consilina e del vallo di Diano è stato preso di mira da una banda specializzata in furti in appartamento: dopo alcuni colpi in abitazioni rurali con i proprietari presenti al momento del furto, gli inquirenti hanno avviato le indagini per risalire ai responsabili. I primi tentativi sono risultati purtroppo infruttuosi, come riferito dal capitano Mastrogiacomo: i ladri agivano infatti a macchia di leopardo, colpendo un pò qui e un pò lì, per evitare di essere appunto individuati. Gli stessi si sono poi ripresentati nel vallo di Diano a febbraio 2013: le indagini sono quindi andate avanti.

NON SOLO SALERNO E PROVINCIA - Una strategia che, sino ad un certo punto, ha funzionato: i quattro erano ormai diventati il terrore di Salerno e provincia e dei territori provinciali di Foggia, Benevento ed Avellino. Mettevano a segno alcuni colpi in una zona e poi sparivano, per poi andare a colpire in altre zone. Notevole il modus operandi: la banda entrava nelle abitazioni anche quando al loro interno erano presenti gli inquilini. Almeno per quanto riguarda il territorio salernitano, non ci sarebbero stati casi in cui i padroni di casa si sono accorti della loro presenza.

SI TORNA "ALL'ANTICO" - La banda, come riferito dal capitano Mastrogiacomo, non utilizzava telefoni cellulari, quindi non era possibile ricorrere alle intercettazioni o al GPS: per stanare i colpevoli bisognava tornare ai metodi tradizionali di indagine. Così, i militari della compagnia di Sala Consilina hanno iniziato un controllo capillare del territorio con pedinamenti e appostamenti, scambiando informazioni con i comandi territoriali interessati dall'emergenza, da Salerno a Foggia.

UNA BANDA DI "ESPERTI" - I quattro - ha aggiunto il capitano Mastrogiacomo - non erano di certo degli sprovveduti: agivano vestiti di nero, con zaini in spalla nei quali c'erano acqua e viveri in caso di emergenza. In particolare, si spostavano in macchina lungo l'autostrada Salerno - Reggio Calabria e lungo le grandi vie di comunicazione tra Campania e Puglia. La tecnica era sempre la stessa: il conducente faceva scendere gli altri tre (che poi andavano a piedi a fare il colpo) nei pressi degli svincoli autostradali, poi andava via e li "recuperava" ad un orario prestabilito. Gli stessi, stando a quanto riferito dall'Arma, in occasione di un "alt" ad un posto di blocco a Casoria (Napoli) non avevano esitato ad ignorare la prescrizione dei carabinieri ed erano scappati, ferendo anche due militari.

L'ARRESTO - Dopo un paziente lavoro i militari, grazie anche allo scambio di informazioni con gli altri comandi territoriali, sono riusciti a determinare la provenienza dei quattro (Caivano, Acerra - Napoli e Marcianise - Caserta) e a capire quale fosse l'orario per gli spostamenti e i colpi, ossia la notte. Sono così riusciti ad arrestarli a Caivano dopo l'ennesimo appostamento. I quattro, di 28, 24, 23 e 34 anni, sono stati tratti in arresto per furto. Grande soddisfazione per l'operazione è stata espressa dal colonnello Fabrizio Parrulli (comandante provinciale dei carabinieri) e dal capitano Domenico Mastrogiacomo.

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