Furti nelle zone industriali, sgominata banda di rom: arrestato anche il capo

In azione, dalle prime luci dell'alba, una cinquantina di carabinieri della Compagnia di Sala Consilina in collaborazione con il Nucleo Elicotteri di Pontecagnano

I carabinieri della Compagnia di Sala Consilina, in collaborazione con il 7° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Pontecagnano, hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura della custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Lagonegro (PZ) su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 4 cittadini di etnia rom, pluripregiudicati, domiciliati presso il campo nomadi di Arzano (Na), accusati, a vario titolo, di furti aggravati ai danni di capannoni industriali in tutto il territorio nazionale, deferendone in stato di libertà altri 3 per i medesimi reati. Uno dei destinatari dell’odierna custodia cautelare, considerato il capo del campo nomadi di Arzano (Na), detenuto presso la Casa Circondariale di Avellino, era evaso durante i disordini della cosiddetta  “rivolta del carcere di Foggia” del marzo scorso, successivamente catturato.

L’inchiesta

L’indagine, condotta nell’inverno 2019 dalla Sezione Operativa della Compagnia di Sala Consilina, svolta anche mediante l’ausilio informativo dell’ufficio dell’esperto per la sicurezza presso l’Ambasciata Italiana in Romania del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, ha consentito di identificare un gruppo criminale composto da 7 persone, avente base logistica nel campo nomadi, dedito alla commissione di reati predatori in danno di aziende site in zone industriali di varie regioni del territorio nazionale. Il modus operandi adottato per organizzare ed eseguire, in orario notturno, i furti aggravati, era caratterizzato dall’individuare capannoni di zone industriali site a ridosso delle autostrade A1 “del Sole e A2 “del Mediterraneo - utilizzate come agili e celeri vie di fuga – penetrandovi mediante slo cardinamento delle serrande con autovetture, usate come arieti, e/o flex portatili, caricando la refurtiva a bordo veicoli industriali e automezzi illecitamente prelevati in loco.

I furti

Le indagini hanno consentito di accertare la responsabilità degli indagati rispetto a 29 episodi complessivi, avvenuti presso le zone industriali di Ferentino (Rm), Colleferro (Rm), Anagni (Fr), Frosinone, Narni (Tr), Atena Lucana (Sa), Sala Consilina (Sa), Polla (Sa) e Lauria (Pz) aventi ad oggetto attrezzi da lavoro, pneumatici, matasse di rame, generi alimentari pregiati e materiale informatico, del valore complessivo di circa 300 mila euro, stroncando una fiorente attività economica idonea ad alimentare mercati c.d. “paralleli”. I militari dell’Arma hanno recuperato e restituito ai legittimi proprietari 18 veicoli illecitamente sottratti, per un valore di circa 150 mila euro. Nel corso delle indagini sono stati arrestati in flagranza di reato 6 soggetti, tra cui un catturando.

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