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Cronaca

Soldi rubati dalla chiesa di Rufoli: indagato l'ex parroco Domenico Siglioccolo

Il sacedote è accusato di appropriazione indebita aggravata. La denuncia è stata presentata dal successore su autorizzazione della Curia

Appropriazione indebita, con l’aggravante di aver commesso il fatto violando i doveri di sacerdote e approfittando del proprio ruolo. È per questa ipotesi di reato che l’ex parroco di Rufoli, Domenico Siglioccolo, è stato iscritto nel registro degli indagati. Lo rivela La Città. Il sostituto procuratore Marco Colamonici lo ha messo sotto inchiesta per le somme che secondo i fedeli sono sparite dalle casse della chiesa di San Michele, una serie di ammanchi confermati dai conteggi del successore, monsignor Michele Alfano, che dopo il via libera della Curia ha formalizzato la denuncia e fatto partire l’indagine.

Gli episodi si sarebbero consumati negli anni che vanno dal 2002 al 2010, periodo in cui nelle casse parrocchiali arrivarono anche i 437 mila euro versati dal Comune per l’esproprio del terreno destinato alla costruzione di case di edilizia pubblica. Gli alloggi sono stati realizzati ma di quei soldi, secondo la denuncia dei parrocchiani all’arcivescovo, si sarebbero perse le tracce. In tutto sarebbero spariti circa 600 mila euro, compresi i 100 mila che Sigliocollo prelevò in banca in un’unica soluzione. Un’operazione che potrebbe coinvolgere nelle indagini anche l’economo della Curia, don Enzo Rizzo, che avrebbe firmato per il sacerdote l’autorizzazione al prelievo.

E non si esclude che nelle tasche dell’ex parroco siano finiti i 18 mila euro all’anno che l’amministrazione comunale pagava per il fitto di alcune casette prefabbricate, collocate a Rufoli dopo il terremoto del 1980 e fino a qualche tempo fa ancora occupate dai senzatetto. Oggi Siglioccolo non è più prete. Dopo averlo rimosso da Rufoli nell’ottobre del 2011, in seguito alle proteste dei fedeli, monsignor Moretti lo ha ridotto allo stato laicale perché alle accuse sulla sottrazione di denaro si è aggiunta la conferma della violazione dei voti religiosi. Quando era ancora sacerdote ha avuto infatti due figli, e adesso, spogliato dell’abito talare, lavora in un centro di recupero per tossicodipendenti.

Le prime segnalazioni di anomalie risalgono a più di dieci anni fa, quando alcuni abitanti di Rufoli sollevarono dubbi sia sulla sua moralità che sulla gestione economica della parrocchia.

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