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Rubavano dati personali e li rivendevano ai call center: due arresti ad Angri e Scafati

Oltre un milione i dati acquisti dai gestori telefonici. Tredici gli arresti. Le indagini della Polizia Postale avviate dopo la denuncia di Tim

Rubavano dati personali e li rivendevano in parte ai call center. Un vero e proprio mercato nero di dati riservati sui quali lucravano diverse persone fra Roma e la Campania. A smascherare la truffa messa in piedi ai danni di utenti telefonici inconsapevoli la Polizia Postale e delle Telecomunicazioni.  All'albadi ieri il blitz con perquisizioni a Napoli, Perugia, Ancona e Roma. Venti i provvedimenti cautelari notificati, 13 ordinanze che dispongono gli arresti domiciliari ed ulteriori 7 ordinanze che dispongono l’obbligo di dimora nel comune di residenza ed il divieto di esercitare imprese o ricoprire incarichi direttivi in imprese e persone giuridiche. 

L'inchiesta

L'indagine è partita da una denuncia presentata da Tim. Secondo l'inchiesta, che si è avvalsa anche di intercettazioni telefoniche, alcuni dipendenti delle compagnie telefoniche sottraevano informazioni private di singoli utenti telefonici sulle segnalazioni di guasti: i dati erano rivenduti ad aziende che poi chiamavano gli utenti per proporre un cambio di gestore proprio nel momento di insoddisfazione sul servizio. La truffa si stava espandendo anche al settore dell' energia. Tra i destinatari dei provvedimenti figurano dipendenti infedeli di compagnie telefoniche, (i procacciatori materiali dei "preziosi" dati), gli intermediari che si occupavano di gestire il commercio illecito delle informazioni estratte dalle banche dati ed i titolari di call center telefonici, che sfruttavano tali importanti informazioni per contattare i potenziali clienti e lucrare le previste commissioni per ogni portabilità, che arrivano fino a 400 euro per ogni nuovo contratto stipulato.

I salernitani coinvolti

Nella maxi operazione figurano anche tre uomini della provincia di Salerno. Due cittadini di Angri e di Scafati sono stati sottoposti al regime degli arresti domiciliari, mentre un altro uomo scafatese risulta indagati a piede libero. I controlli delle forze dell'ordine sono scattati all'interno di due call center situati nelle rispettive città .

I dettagli dell'inchiesta su Romatoday

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