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Furto - foto archivio

Furto - foto archivio

Entrano in un locale di Torrione per mangiare, rubare e sporcare: la proprietaria scrive al sindaco

Alessia Naomy Fortunato, questa mattina, ha fatto l'amara scoperta denunciando il fatto alle forze dell'ordine: "Caro sindaco, sono arrabbiata con lei"

Hanno forzato la serratura, si sono introdotti nel locale e, dopo essersi impossessati dei pochi euro presenti nell'esercizio, hanno mangiato, bevuto e si sono anche serviti della toilette, lasciandola in pessime condizioni. E' quanto accaduto nel corso della notte appena trascorsa, in un locale di Torrione: basita, la proprietaria, Alessia Naomy Fortunato, che, questa mattina, ha fatto l'amara scoperta denunciando il fatto alle forze dell'ordine. La stessa salernitana, attraverso la nostra testata, lancia un appello al sindaco, Vincenzo Napoli, per esprimere il suo disagio e sperare in maggiori controlli nella zona, affinchè venga ripristinato il senso di sicurezza che, da un po' di tempo, sembra mancare nella nostra città, a tutto danno di cittadini ed esercenti.

Di seguito, la lettera della nostra lettrice:


Caro sindaco, stamattina come al solito stavo aprendo le saracinesche del mio negozio sito a Torrione: non riuscivo a far girare la chiave nella serratura, allora ho chiamato mio padre che, dopo essere riuscito ad aprire, mi ha aiutato con forza ad alzare la saracinesca perché il motore non andava. Entrati, mi sono resa conto che niente era come avevo lasciato il giorno prima, e allora chiedo a papà se per caso fosse venuto la mattina presto a preparare qualcosa per qualche cliente, la risposta è stata "No". Accendo le luci e mi rendo conto che effettivamente qualcuno era entrato, ma molto comodamente: ignoti hanno mangiato, hanno bevuto e hanno persino usufruito del mio bagno in un modo indecente.

Sono arrabbiata e non per quei pochi soldi che hanno preso, ma per il semplice fatto che questa è una violenza bella e buona, e non mi sento al sicuro, sono rimasta paralizzata all'idea che fosse capitata una cosa del genere.  Sono arrabbiata, ma non con questi criminali, ma con lei signor sindaco che non rende casa mia sicura, che permette a queste persone senza lavoro e affamate di alloggiare a pochi kilometri da casa mia senza controllarli in nessun modo.  Le strade della mia città non sono sicure, io voglio sentirmi libera di poter tornare a piedi da sola la sera dopo aver finito di lavorare, senza dover incontrare gente che rovista nell'immondizia, senza dover accelerare il passo e guardarmi le spalle dalla paura.  C'è stato un periodo che ho persino lavorato con un coltello in tasca perché una sera un extracomunitario provò ad entrare mentre io ero in bagno, e allora afferrai un coltello e urlai: fortunatamente scappò.  Caro sindaco, la mia attività da qualche mese a questa parte rimane chiusa la sera perché mio padre ha paura, paura che possa capitare qualcosa di brutto. Secondo lei tutto questo è giusto?

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