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Gasolio dal Brennero senza pagare le accise: 7 arresti, nei guai un salernitano

Sono 19, le persone indagate per i reati di associazione a delinquere finalizzata alla reiterata commissione dei delitti di contrabbando di prodotti energetici

Guardia di Finanza di Bressanone in azione, contro una banda di contrabbandieri di carburante. Come riportano i colleghi di Trentotoday, si tratta dell'ennesimo traffico illecito scoperto al valico del Brennero che vede coinvolte diverse regioni italiane. Anche in questo caso il carburante proviene dall'Est Europa, in particolare dalla Repubblica Ceca. Sette gli arrestati: D. F., 42 anni (residente in provincia di Napoli), P. G., 58 anni (residente in provincia di Salerno), C. C., 53 anni (residente a Settimo Milanese), A. V., 47 anni (residente a Castellammare di Stabia), D. P., 56 anni (residente in provincia di Reggio Emilia), S. V., 48 anni (residente a Cerignola) e I. P., 44 anni (residente a Cerignola).

L'operazione

Sono 19, le persone indagate per i reati di associazione a delinquere finalizzata alla reiterata commissione dei delitti di contrabbando di prodotti energetici. Sette societa? italiane e una societa? della Repubblica Ceca sono state denunciate. In un solo anno, attraverso il valico del Brennero, il sodalizio criminale ha “importato” illegalmente in Italia circa 7 milioni di litri di gasolio. Il metodo è sempre lo stesso: il gasolio viene spacciato come "lubrificante" al passo del Brennero, in modo da entrare in Italia senza essere soggetto alle accise. Uno "sconto" non da poco, pari a circa il 60%, iva compresa, del prezzo finale. In un anno il guadagno ha superato i 4 milioni di euro. L’organizzazione si e? avvalsa di alcune societa? “cartiere”, in gergo realtà economiche fittizie utilizzate per produrre i documenti necessari. "Si tratta - spiegano i finanzieri - di società prive di qualsivoglia consistenza economica, strutture operative o personale dipendente, a nome delle quali venivano emessi i documenti utilizzati per scortare la merce lungo il viaggio in territorio italiano". Dall’Italia partivano le autocisterne vuote, che si dirigevano verso un deposito compiacente a Lu?bben, in Germania, dove veniva caricato il gasolio ceco, classificato come “olio lubrificante”. Le autocisterne piene facevano rientro in Italia, percorrendo un primo tratto su strada, fino alla cittadina austriaca di Wo?rgl e da qui venivano caricate su rotaia e, attraverso il servizio “Ro.La.” che passa per l'Interporto di Trento. 

La rivendita

Una volta “sbarcati” a Trento, i conducenti delle autocisterne distruggevano le lettere di vettura e proseguivano il viaggio verso un deposito commerciale nell’hinterland milanese. Durante questo tragitto, la merce veniva nuovamente classificata come “gasolio” salvo poi essere rivenduta per rifornire dei distributori non rientranti nel circuito delle grandi marche, alcuni dei quali di proprieta? degli stessi componenti dell'organizzazione criminale.
 

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