Giudice annulla cartella, la Gefil invia comunque un fermo amministrativo

Nonostante la sentenza favorevole contro i contributi pretesi dal Consorzio di Bonifica del Comprensorio di Sarno, la Gefil società di riscossione, non esita ad inviare al contribuente vittorioso un preavviso di fermo amministrativo

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

Nonostante la sentenza favorevole con la quale la CTP di Salerno, sezione 18esima , aveva accolto il ricorso di una contribuente avverso i contributi consortili pretesi dal Consorzio di Bonifica del Comprensorio di Sarno, la Gefil società di riscossione, incaricata dal predetto ente del recupero coattivo dei contributi consortili non pagati, non esita ad inviare al contribuente vittorioso un "preavviso di fermo amministrativo". La CTP di Salerno, nella sua decisione sottolinea che non basta solo che l'immobile sia ricompreso in una area rientrante nella competenza territoriale di quel consorzio di bonifica, ma deve essere stato interessato di lavori di bonifica che abbiano portato ad un giovamento specifico a favore di quell'immobile. Prova che, l'ente in questione non ha assolutamente fornito ne predetto giudizio. L'unica nota dolente della predetta sentenza è la compensazione delle spese tra le parti in causa. Ed è il caso di dire che al danno si aggiunge la beffa! Infatti, come si è detto in precedenza, il contribuente si è visto recapitare ( rigorosamente a mezzo posta) il preavviso di fermo in questione, a questo punto assolutamente illegittimo ed arbitrario, soprattutto perché relativo ad una cartella di pagamento annullata dal giudice tributario di Salerno. Va sottolineato, a riprova del comportamento assolutamente discrezionale ed arbitrario della indicata società di riscossione, che il preavviso di fermo in questione è stato richiesto per la cifra risibile di € 130,00, per la quale si pretenderebbe di bloccare una autovettura del valore sicuramente più elevato del debito richiesto. E questo nonostante la pacifica giurisprudenza di molti giudici di merito che prevede l'obbligo di adeguata motivazione del provvedimento di preavviso di fermo amministrativo otre al requisito della proporzione tra il debito richiesto ed il valore del bene bloccato. A ciò si aggiunga che un precedente intervento legislativo aveva previsto per il concessionario per la riscossione, l'obbligo di far precedere, per importi fino a duemila euro, l'adozione di misure cautelari, come ad esempio un fermo amministrativo, dall'invio di due solleciti di pagamento a distanza non inferiore a sei mesi l'uno dall'altro.

Federcontribuenti Campania denuncia a gran voce questi comportamenti illegittimi ed assolutamente arbitrari di molti agenti della riscossione, che, in barba ai tentativi , contenuti in varie leggi, ( non ultimo il Decreto del Fare) di porre freno alla loro tracotanza, continuano a mettere in atto misure coercitive a danno dei contribuenti. Seguiremo anche in seguito l'evolversi di questa vicenda sperando di darvi presto notizie su una sentenza di condanna esemplare che censuri , adeguatamente, comportamenti simili.

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