rotate-mobile
Venerdì, 27 Maggio 2022
Cronaca San Marzano sul Sarno

San Biagio: Castel San Giorgio in festa, gemellaggio culturale tra San Marzano sul Sarno e Milano

Nel nome di una tradizione antica, è usanza, nel capoluogo lombardo, mangiare l'ultimo pezzo di panettone di Natale nel giorno di San Biagio, il 3 febbraio. Da qui, la decisione della sindaca Carmela Zuottolo di avviare un gemellaggio culturale con l'amministrazione comunale del primo cittadino Beppe Sala

Volge al termine, la giornata dedicata a San Biagio. In particolare, è stato stipulato un gemellaggio culturale tra San Marzano sul Sarno e Milano nel segno del Santo Protettore della gola e del panettone. Il Patrono della città del pomodoro, infatti, unisce la comunità salernitana a quella meneghina. Nel nome di una tradizione antica, è usanza, nel capoluogo lombardo, mangiare l'ultimo pezzo di panettone di Natale nel giorno di San Biagio, il 3 febbraio. Da qui, la decisione della sindaca Carmela Zuottolo di avviare un gemellaggio culturale con l'amministrazione comunale del primo cittadino Beppe Sala. "Ogni anno vogliamo inviare alla comunità milanese un panettone del Pastry Chef Vincenzo Faiella, marzanese formatosi proprio a Milano e arrivato al primo posto nel campionato mondiale del panettone. Dal prossimo anno, anche noi conserveremo un pezzo di panettone benedetto per consumarlo il 3 febbraio di ogni anno", ha detto. Da Milano non è tardata ad arrivare la risposta del sindaco Beppe Sala e dell'assessore al Welfare e Salute, Lamberto Bertolè. Proprio quest'ultimo, alle 16, terrà un "call" in piattaforma Teams con la sindaca Zuottolo. "Abbiamo spedito un panettone benedetto nella nostra Chiesa madre, intitolata a San Biagio, presso una Rsa milanese. Sono orgogliosa di unire la nostra comunità alla città più importante d'Italia", ha concluso la sindaca.

panettonesanmarzano-milano-2

Festa grande a Castel San Giorgio

Luminarie, messe e preghiere per San Biagio, Patrono di Lanzara di Castel San Giorgio. Entusiasta, la sindaca Paola Lanzara: "Ogni anno la ricorrenza di San Biagio risveglia in noi sangiorgesi sentimenti e ricordi che ci riportano indietro nel tempo, alle origini di questa nostra festa, una filiale  devozione che affonda le sue radici nel lontano 1309,quando alcuni mercanti di stoffa trasportarono le reliquie del vescovo e martire di Sebaste  da Maratea fino al nostro borgo di Lanzara , la frazione di Castel San Giorgio dove da 713  anni ormai  vengono custodite gelosamente, nella piccola  chiesa intitolata al nostro amato San Biagio. Anche quest'anno ci  stringiamo  intorno al  nostro santo prediletto e ne celebriamo  la memoria in un giubilo di fede e tradizioni. - ha detto -  Un evento religioso di grande impatto emotivo  che si svolge sempre grazie all'abnegazione della Parrocchia guidata dal nostro parroco don Rocco Aliberti e con il sostegno, preziosissimo, del comitato Festa. A tutti loro va il nostro grazie affettuoso e riconoscente, perché con amore sconfinato, portano avanti questa nostra secolare tradizione che si tramanda di padre in figlio, di figlio in nipote, e siamo sicuri che così sarà per sempre. Ci sono tradizioni, devozioni, affetti, sentimenti, che sono radicati nelle nostre vite, San Biagio rappresenta un faro che ci indica la via, che ci dice chi siamo e da dove  veniamo, e con la sua costante opera, illumina il nostro cammino sempre, non solo in occasione della sua festa. Da due anni  a questa parte non possiamo più festeggiare con la serenità e la spensieratezza di sempre,  tuttavia San Biagio, Patrono di Lanzara, è ancora una volta qui a sostenerci e a dirci, da martire e da dottore della Chiesa, che presto questa pandemia finirà e che non dobbiamo in alcun modo perdere la nostra fede. San Biagio rappresenta  un solido punto di riferimento nella vita dei cittadini tutti di  Castel San Giorgio, per l'opportunità che ogni anno ci offre di  stringerci intorno ai nostri valori comunitari che ci caratterizzano. Quegli stessi valori da cui trarre nuova forza e speranza per guardare con  ottimismo al  futuro che verrà. Affidandoci al suo cuore e ponendoci sotto la sua ala protettrice  ci auguriamo, anzi ne siano certi, che presto si ritornerà alla normalità tanto desiderata".

La storia e la tradizione

Poco si conosce della vita di San Biagio, di cui oggi si festeggia la memoria liturgica. Notizie biografiche sul Santo si possono riscontrare nell’agiografia di Camillo Tutini, che raccolse numerose testimonianze tramandate oralmente. Si sa che fu medico e vescovo di Sebaste in Armenia e che il suo martirio è avvenuto durante le persecuzioni dei cristiani, intorno al 316, nel corso dei contrasti tra gli imperatori Costantino (Occidente) e Licino (Oriente). Catturato dai Romani fu picchiato e scorticato vivo con dei pettini di ferro, quelli che venivano usati per cardare la lana, ed infine decapitato per aver rifiutato di abiurare la propria fede in Cristo. Si tratta di un Santo conosciuto e venerato tanto in Occidente, quanto in Oriente. Il suo culto è molto diffuso sia nella Chiesa Cattolica che in quella Ortodossa. Nella sua città natale, dove svolse il suo ministero vescovile, si narra che operò numerosi miracoli, tra gli altri si ricorda quello per cui è conosciuto, ossia, la guarigione, avvenuta durante il periodo della sua prigionia, di un ragazzo da una lisca di pesce conficcata nella trachea. Tutt’oggi, infatti, il Santo lo si invoca per i “mali alla gola”. Inoltre San Biagio fa parte dei quattordici cosiddetti santi ausiliatori, ossia, quei santi invocati per la guarigione di mali particolari. Venerato in moltissime città e località italiane, delle quali, di molte, è anche il santo patrono, viene festeggiato il 3 febbraio in quasi tutta la penisola italica. È tradizione introdurre, nel mezzo della celebrazione liturgica, una speciale benedizione alle “gole” dei fedeli, impartita dal parroco incrociando due candele (anticamente si usava olio benedetto). Interessanti sono anche alcune tradizioni popolari tramandatesi nel tempo in occasione dei festeggiamenti del Santo. A Lanzara,  frazione di Castel San Giorgio è tradizione mangiare la famosa “polpetta di San Biagio”, le lasagne e le panelle di  San Biagio, un pane azzimo e mettere l'olio alla gola. 
 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

San Biagio: Castel San Giorgio in festa, gemellaggio culturale tra San Marzano sul Sarno e Milano

SalernoToday è in caricamento