Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca

Primo week-end con il Green Pass: parlano i gestori della movida salernitana

Abbiamo ascoltato l'opinione dei titolari di ristoranti, pizzerie e bar che, dal 6 agosto, stanno riservando le postazioni interne dei loro locali, ai possessori del certificato verde, come previsto dall'ultimo decreto

C'è chi ha perplessità, chi denuncia rallentamenti nella gestione della clientela, chi è alle prese con lamentele e provocazioni da parte dei no Vax e chi, invece, apprezza la nuova misura anti-contagio adottata a livello nazionale: nel primo week-end con il Green Pass, abbiamo ascoltato i titolari dei locali salernitani per offrire un quadro di quella che dovrà essere la movida "Covid free", secondo il Governo. "Anche se mi siedo fuori, posso usufruire dei servizi igienici interni del locale?", "Posso pagare il conto alla cassa interna all'esercizio?": queste alcune delle domande più frequenti rivolte ai gestori che, nei casi specifici, hanno risposto "sì" ad entrambi i quesiti. Il Green Pass prevede, infatti, solo la selezione degli ospiti per le consumazioni all'interno, impedendo, così, a chi non è in possesso del certificato verde, di esporsi ad un potenziale contagio per un tempo prolungato, in un luogo al chiuso e, pertanto, più a rischio.

Parlano i gestori

A dire la sua, in particolare, Vincenzo Penna del Black Roses Pub che precisa di non essere contrario al vaccino, ma solo al Green Pass: "Come tutti sappiamo, una persona vaccinata può essere infettata dal Covid senza avere sintomi - osserva Penna -  Allora chi entra al ristorante da vaccinato, se è positivo, può comunque trasmettere il virus sia ad un altro vaccinato e sia ad un non vaccinato che ha mostrato il tampone negativo e che, però, potrà comunque contagiarsi: allora in che modo il Green Pass dovrebbe tutelare la salute di tutti? Alla fine, quelli penalizzati siamo noi gestori che dovremmo assumere una nuova figura addetta solo a scansionare il qr code ai clienti che, se arrivano in massa o contemporaneamente in più comitive, dovrebbero attendere il loro turno per essere controllati, creando assembramenti davanti al locale". Il Green Pass non convince neanche Assunta Rinaldo della pizzeria-rosticceria Da Riccardo: "La situazione non è delle migliori perchè noi non siamo vigili e invece ci troviamo nel ruolo di controllori - ha sottolineato - Inoltre non credo che, a livello economico, questa misura anti-contagio aiuterà noi ristoratori: ci viene chiesto un ennesimo sacrificio a nostre spese". Dello stesso avviso, Antonio Mansi dell'omonima pizzeria: "La nostra è una società democratica, invece, con tutte le restrizioni introdotte per chi non si vaccina, sembra che in fondo si stia obbligando tutti a vaccinarsi - ha detto - I dati parlano chiaro e sappiamo che il vaccino può rappresentare l'unica via di uscita, ma a livello economico io penso che con il Green Pass i penalizzati siamo di nuovo noi del settore ristorazione". Intanto Totina De Rosa del ristorante greco Mythos ci racconta di aver ricevuto una buona collaborazione da parte della clientela: "Gestendo le prenotazioni, per lo più, telefoniche, ho potuto chiedere ai clienti, con forte imbarazzo, se fossero in possesso del Green Pass, per smistare, coloro privi del vaccino, ai pochi tavoli che abbiamo all'esterno".

Ilaria Mazza del bar pasticceria Romolo ha, poi, confermato la disponibilità dei clienti a mostrare il loro Green Pass: "In alcuni casi risultava scaduto e hanno dovuto consumare al banco. E' capitato fino ad ora un solo caso di una persona che non ha voluto mostrare nulla per la privacy. - ha aggiunto - Certamente il sistema di controllo rallenta l'ingresso dei clienti". "Quasi tutti i clienti si sono mostrati collaborativi circa l'esibizione del Green Pass - incalza Fabrizio Iannuzzi della pizzeria Madia -Solo qualcuno, specie più adulto, ha avuto qualche difficoltà nel mostrarci il q rcode perchè non aveva scaricato l'app. C'è da dire che con i tavoli all'aperto, almeno ora, l'utilizzo della sala interna per noi resta residuale". Sempre da Madia non è mancato chi ha preferito disdire perchè "il Green Pass, con l'obbligo di scegliere se far accomodare i clienti all'esterno o all'interno, è illegale", secondo un cliente che, dunque, ieri ha preferito rinunciare alla pizza annullando la sua prenotazione. D'accordo con il Green Pass, infine, Gennaro Coppeta de La Resilienza, "nella forma in cui possa fungere da acceleratore nelle vaccinazioni": "Purtroppo c’è tanta confusione e noi ristoratori siamo penalizzati molto. - ha precisato - Noi che abbiamo i tavoli fuori, abbiamo deciso di non aprire dentro per ora: aspettiamo che la situazione si assesti".

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