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Pontecagnano, costruzioni abusive: nei guai 23 titolari di stabilimenti balneari

Nell’ambito dell’operazione “Cabana Beach”, condotta dal personale della Guardia Costiera della Capitaneria di porto di Salerno, la Procura ha notificato i provvedimenti per occupazione abusiva di suolo demaniale

Al termine di una vasta indagine durata circa due anni, denominata "Cabana Beach", messa in campo dalla sezione Ambiente della Procura della Repubblica di Salerno, diretta dal procuratore aggiunto Erminio Rinaldi, gli uomini della Capitaneria di porto, diretti dal comandante Maurizio Trogu, insieme al personale tecnico del Comune di Pontecagnano Faiano, stanno procedendo alla notifica di 23 avvisi di conclusione delle indagini, a carico di altrettanti titolari di stabilimenti balneari, per violazione delle norme urbanistiche, paesaggistiche e demaniali marittime. Insomma sono accusati di  aver effettuato, nelle stagioni estive 2011, 2012 e 2013, il montaggio con modalità costruttive ed in tempi diversi dei manufatti stagionali (pedane, soppalchi, terrazzamenti, cabine, gazebo, chiosco bar, tettoie ecc..), in assenza del titolo edilizio, nonché dell’autorizzazione paesaggistica. L’indagine vede coinvolto anche un tecnico del Comune di Pontecagnano Faiano.

La realizzazione di tali opere stagionali sia su proprietà privata sia su suolo demaniale marittimo, costituiscono a tutti gli effetti, secondo le più recenti pronunce della Suprema Corte di Cassazione, interventi di nuova costruzione, nonché di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio comunale, ovvero opere a carattere stagionale e, quindi, destinate al soddisfacimento di esigenze permanenti nel tempo e non meramente contingenti e temporanee “cd. opere precarie”, e pertanto soggetti al permesso di costruire.

Oltre al reato di costruzione abusiva viene contestata ai titolari degli stabilimenti balneari la violazione delle norme paesaggistiche ambientali per aver effettuato il montaggio preventivo delle suddette opere, senza richiedere la prescritta autorizzazione paesaggistica (avente validità quinquennale). In alcuni casi l’autorizzazione è stata richiesta dopo il montaggio e rilasciata al termine della stagione balneare, in palese e macroscopica violazione di legge. Tutto ciò nonostante la fascia costiera del comune di Pontecagnano Faiano risulti gravata da molti vincoli ambientali e, in particolare, dichiarata di notevole interesse pubblico con il Decreto Ministeriale del 22 febbraio 1970.

La condotta accertata dalla Guardia Costiera viola anche la normativa del Codice della Navigazione in tema di occupazione abusiva di suolo demaniale marittimo, in quanto la validità delle concessioni demaniali marittime è espressamente subordinata alla preventiva acquisizione di tutte le altre autorizzazioni o concessioni imposte dalle norme in vigore. Così è stata quantificata una occupazione di suolo demaniale marittimo di circa 23.500 mq, che moltiplicato per i due anni di accertamenti sono pari ad una occupazione complessiva di circa 47.000 mq (pari a sette campi da calcio).

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