Cronaca

Tragedia al Rigopiano, sei indagati. Lo sfogo di Alessio Feniello: "Imbufalito"

Il padre del 28enne, originario di Valva, si dice "soddisfatto a metà" dalla notizia degli avvisi di garanzia recapitati al sindaco di Farindola e al presidente della Provincia di Pescara per la morte del figlio e di altre 28 persone

Stefano Feniello e la sua fidanzata Francesca Bronzi

Sono sei gli indagati, tra amministratori e funzionari, per la tragedia dell'hotel Rigopiano, il resort distrutto da una valanga staccatasi dal Monte Siella lo scorso 18 gennaio nel quale morirono 29 persone. Si tratterebbe di una prima tranche dell'inchiesta condotta dalla Procura di Pescara e in queste ore gli inquirenti stanno notificando agli interessati l'iscrizione del registro degli indagati. Secondo l’ipotesi dei magistrati Cristina Tedeschini e Andrea Papalia l’accesso all’hotel avrebbe dovuto essere lasciato libero dalla neve e dunque permettere agli ospiti del resort di lasciare la struttura prima già il giorno precedente il disastro, motivo per cui sotto accusa sono finiti per omicidio colposo e lesioni colpose plurime il presidente della Provincia, Antonio Di Marco, e il sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, e il direttore dell'albergo, Bruno Di Tommaso, indagato anche per omissione del collocamento di impianti, apparecchi o segnali destinati a prevenire disastri o infortuni sul lavoro: non avrebbe previsto nel Documento di valutazione del rischio per la sicurezza e la salute dei lavoratori della sua ditta il rischio di essere colpiti da una slavina.

Indagati anche i due funzionari della Provincia, Paolo D'Incecco e Mauro Di Blasio, più il dipendente del comune di Farindola, Enrico Colangeli. Tra le vittime della valanga anche Stefano Feniello, 28enne originario di Valva che era in vacanza a Rigopiano per festeggiare il compleanno con la fidanzata, Francesca Bronzi, scampata alla tragedia, il quale due giorni dopo la valanga era stato inserito dalla Prefettura in un elenco di nomi di cinque superstiti che sarebbero arrivati a breve in ospedale. Ma si era trattato solo di un errore: Stefano, infatti, in ospedale non è mai arrivato. Gli avvisi di garanzia, però, non bastano però ad Alessio Feniello, padre di Stefano: “Dove sono i nomi del Prefetto di Pescara e del governatore dell’Abruzzo?”, si domanda, dicendosi “imbufalito”. Feniello è però in parte anche “soddisfatto” perché la sua “tesi nei confronti del sindaco, uno dei responsabili di quella tragedia, era corretta”.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Tragedia al Rigopiano, sei indagati. Lo sfogo di Alessio Feniello: "Imbufalito"

SalernoToday è in caricamento