Cronaca

Il dottore giovanni Vennarecci chirurgia epatobiliare e trapianto di fegato Cardarelli

A CURA DI VALENTINA BUSIELLO Il Dottore Giovanni Vennarecci Chirurgia Epatobiliare e Trapianto di Fegato Cardarelli

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

Il Dottore Giovanni Vennarecci, Direttore del Reparto Chirurgia Epatobiliare e Trapianto di Fegato dell’Azienda Ospedaliera Antonio Cardarelli di Napoli. Direttore Vennarecci, ci parli della sua importante carriera? Sono Romano di origine e di nascita, la mia storia recente comincia nel 2001 quando inizio a lavorare con il Professore Santoro Eugenio, che e’ stato Presidente della SIC ed uno dei piu’ grandi Chirurghi Italiani, che ebbe l’iniziativa e la fortuna di aprire il Centro Trapianti di Fegato all’Istituto Tumori Regina Elena di Roma. Un Centro Trapianti di straordinaria eccellenza, dove il professore trapiantava soprattutto le Neoplasie Epatiche primitve. Cosi’ iniziamo l’attività, portandola avanti per 7 anni. Successivamente un progetto regionale, con l’obiettivo di riunire tutte le attività trapiantologiche, trasferì il Centro Trapianti all’Ospedale San Camillo di Roma, il centro si occupava di trapianto di fegato, pancreas e rene, e con il Professore Musumeci di trapianto di cuore. All’Ospedale San Camillo di Roma sono rimasto fino al 2018, formandomi come Chirurgo Trapiantologo e Chirurgo Oncologico eseguendo piu’ di 190 Resezioni Epatiche all’anno, per Tumori primitivi del fegato, numerosi interventi al Pancreas e di Chirurgia mininvasiva Laparoscopica. Dal primo gennaio 2019 ho preso servizio all’Azienda Ospedaliera di rilievo Nazionale Antonio Cardarelli di Napoli, e sono uno dei tre Primari di Roma, insieme al Dottore Vacca dell’Ematologia e la Dottoressa Picardi Napoletana di origine, che ha aperto un Centro Trapianti di Midollo. Racconta il Dottore Giovanni Vennarecci: “Dunque, prendo servizio il 2 gennaio al Cardarelli , il giorno 3 gennaio, ancora non mi ero nemmeno presentato al personale e senza conoscere le sale operatorie, gia’ il mio primo Trapianto di Fegato a Napoli, il primo del 2019, ando’ benissimo. E dunque, credo che non ci sarebbe potuta essere presentazione migliore “. Al Cardarelli, abbiamo portato avanti la Chirurgia del Fegato, l’abbiamo anche ampliata con la Chirurgia Laparoscopica Epatica. Ora circa il 30 per cento delle Resezioni Epatiche sono eseguite con interventi mininvasivi Laparoscopici. La Chirurgia Laparoscopica, riduce i tempi di ricovero e migliora la qualità del post-operatorio. Di pari passo alla Chirurgia Oncologica epatica, provvediamo ai Tumori del Colon e Pancreas. Qui al cardarelli abbiamo le migliori tecnologie integrate per curare le neoplasie epatiche. Penso all’approccio robotico, alla chirurgia in due tempi come l’ALPPS, allo studio volumetrico e 3D del fegato, alle macchine di preservazione dei fegati a scopo di trapianto. Con orgoglio siamo centro di riferimento Regionale di Chirurgia Epato-Bilio-Pancreatica, oltre ad essere l’unico centro Regionale di Trapianto di Fegato. L’attività della trapiantologia epatica ci sta dando ottimi risultati, in linea con altri Centri Trapianti Nazionali, con una sopravvivenza a 3 mesi del 94 per cento, in questa parte di anno abbiamo già eseguiti 25 Trapianti di Fegato. Tutto questo e’ possibile al Cardarelli perché è un grande Ospedale con importanti risorse umane e professionali di alto valore, come l’Epatologia, la Gastroenterologia, la Terapia Intensiva, la Cardiologia, la Radiologia Interventistica, l’Infettivologia, le sofisticate tecniche del nostro laboratorio di supporto alla gestione delle terapie degli Immunosoppressori e per le valutazioni virologiche. Dunque, al Cardarelli, ho trovato tutti gli strumenti e le competenze per iniziare bene fin dal primo giorno rendendo tutto questo ogni giorno possibile. Direttore, ci parli del suo reparto qui’ al Cardarelli? Il Reparto ha 18 posti letto, sito al Padiglione D, insieme con la Terapia Intensiva, l’Epatologia, la Gastroenterologia e al Blocco Operatorio. Il Padiglione D ed il nostro reparto sono capaci di dare un’assistenza completa e pronta alle malattie del Fegato e Gastrointestinali; chi viene qui’ trova sicuramente una risposta ai suoi problemi. L’Ambulatorio di Chirurgia Epato-Bilo-Pancreatica al piano terra è aperto tutti i giorni, diamo dei tempi di risposta monitorabili. Anche le valutazioni trapianto sono rapide; nel giro di pochi giorni, al massimo una settimana, il paziente viene visitato, il suo caso viene discusso in maniera multidisciplinare nelle riunioni del lunedi’ pomeriggio, e se viene confermata la necessità di trapianto, passa alla valutazione pre-trapianto, che richiede indagini specifiche e in 30-45 giorni verrà inserito in lista di attesa. La nostra lista d’attesa del Trapianto di Fegato è di 30-40 pazienti, pazienti che riceveranno il dono di un nuovo organo mediamente in 3-6 mesi d’attesa, a seconda delle caratteristiche peculiari del paziente come il gruppo sanguigno. L’atto donativo e’ una vicenda molto complessa e delicata. Alcune Regioni come L’Emilia Romagna, la Toscana, le Marche, il Piemonte, hanno un alto tasso di donazione che varia da 30 a 40 donatori per milione di abitanti, per cui con un alta disponibilità di organi riescono a fare molti trapianti. In Campania il tasso donativo è circa 12-17 donatori per milione di abitanti e ci auguriamo che migliori anche con l’attenzione e l’aiuto delle Istituzioni politiche regionali e sanitarie. La donazione è la base del progetto Regionale dei Trapianti che vede impegnati la mia Unità per il trapianto di Fegato, l’Unità di Trapianto di Cuore dell’Ospedale Monaldi e i Centri Trapianti di Rene all’Ospedale Universitario Policlinico Federico secondo e a Salerno all’Ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona. Se ci fossero piu’ donatori potremmo trapiantare un maggior numero di pazienti pazienti restituendo alla vita civile e alle famiglie i nostri pazienti. La donazione è regolamentata dalla legge del Silenzio-Assenso, ma in realtà si tende ancora a chiedere il consenso al familiare o al congiunto; quindi se non ci si è espressi in vita, dovrebbe esserci un un tacito consenso alla donazione, ma in realtà è il familiare o il coniuge che quando interpellati prendono la decisione sull’atto donativo. L’applicazione del Silenzio-Assenso, potrebbe portare ad un significativo aumento del tasso di donazione, secondo me anche del 20-30% riducendo il gap con le altre Regioni, riducendo la migrazione dei pazienti campani verso altri centri trapianto extraregionali. Inoltre, stiamo siglando un accordo con l’azienda dei Colli per poter trapiantare anche in Campania i pazienti sieropositivi Dottore, quali sono i tassi di guarigione dopo un Trapianto? I tassi di guarigione dopo il Trapianto, sono dell’80-90 per cento, per cui persone che hanno un aspettativa di vita di pochi mesi guariscono totalmente e tornano ad una vita normale, tornano a fare sport, riprendono a lavorare, possono avere figli, vengono completamente restituiti alla societa’ e alla famiglia, per loro bisogna mettere in evidenza, e sottolineare, il miracolo del trapianto!

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