Il presidente Silvestro Scotti Ordine dei medici di Napoli

A Cura di Valentina Busiello

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

Eccellenza del Mezzogiorno Italiano, il Presidente Silvestro Scotti Ordine dei Medici di Napoli. Presidente Scotti, ci illustra questa sua brillante ed eccellente carriera da Medico, avanti nel tempo che si e’ evoluta alle cariche piu’ importanti sia Mediche che Istituzionali, ce ne parla? “ Partirei dal mio percorso professionale, mi sono laureato all’Universita’ degli Studi di Napoli Federico II”. Inizialmente, la mia volonta’ e’ stata quella di approfondire una mia specifica passione per una Disciplina: la Pediatria. Mi sono occupato di Ricerca all’interno del Laboratorio del Dipartimento di Pediatria della Federico II diretto dal Prof. Armido Rubino, dove ho avuto modo di lavorare al fianco di grandi eccellenze, ancora oggi presenti negli scenari scientifici internazionali per la Pediatria. Nel Laboratorio del Dipartimento di Pediatria lavoravano all’epoca giovani ricercatori come il Professore Andrea Ballabio, attuale Presidente del Tigem, Direttore dell'istituto Telethon di Genetica e Medicina di Pozzuoli, che ho conosciuto durante questa mia fase formativa giovanile. Dopo questa esperienza, ho vinto il primo concorso per la Formazione Specifica in Medicina Generale, e mi sono orientato presso questa area di interesse professionale, anche perché non era cosi’ diversa dalla Pediatria, in entrambi i casi si parla di un approccio assistenziale di tipo Generalista, poiché buona parte delle capacità di tale disciplina si esplicita sul territorio con la Pediatria di famiglia. Mi sono, per cui, ritrovato in un ambito in cui mi riconoscevo, e ho completato questo Corso conseguendo l’Attestato, dopo un biennio formativo, che oggi e’ evoluto in un triennio, e così ho iniziato il mio percorso di carriera all’interno dell’Area della Medicina Generale. Prima di tutto questo e durante il periodo tra la mia Laurea e l’ingresso nel Corso di Formazione in Medicina Generale, sono stato incaricato temporaneamente quale Ricercatore per l’Istituto Superiore di Sanita’, con uno specifico progetto di Ricerca, che realizzavo per la Federico II, come borsista dell’Istituto Superiore di Sanita’ su fondi della Regione Campania. Un progetto di Ricerca sulla sorveglianza epidemiologica di una particolare malattia infettiva presente in maniera endemica nelle nostre zone (la Leishmaniosi viscerale da Leishmania Infantum) collaborando con i ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanita’ dell’area parassitologica, periodo molto interessante, poiche’ mi dato principi e procedure collegate al metodo. In medicina, ha importanza, che siano presenti entrambi i modelli formativi, ovvero Il modello della presa in carico, quindi di tipo olistico nella relazione con il paziente, ma se si riesce ad affiancarlo con le capacita’ definite durante un’esperienza in area di Ricerca caratterizzata da strumenti di Metodologia Scientifica, probabilmente crei quel mix giusto che rendono alla fine, un buon Medico, ovvero quel professionista capace di poter prendere in carico l’emozione e le difficolta’ del suo paziente, ma contemporaneamente essendo capace di non farsi distrarre dalle dinamiche personali forte del metodo che sosterrà il suo ragionamento diagnostico, solidamente basato sulle dinamiche della conoscenza scientifica. Ho iniziato, completato il percorso formativo, il mio percorso di carriera, ho fatto come molti le prime esperienze nelle attivita’ di Continuita’ Assistenziale, meglio conosciuta come Guardia Medica, e poi diventando Medico di famiglia nel 2003. Nel frattempo, sviluppavo, già, tutta una serie di attivita’ connesse alla volonta’ di rappresentare i colleghi, e quindi gia’ durante il corso di formazione, ero stato individuato dai miei compagni di Corso come una sorta di loro rappresentante, questa cosa si e’ rafforzata nel tempo e nei processi professionali, approdando all’interno di una delle Associazioni professionali e sindacali piu’ rappresentative dei Medici a livello italiano, che e’ la Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, dove ho fatto il mio percorso di Area sindacale, raggiungendo prima i livelli massimi come Segretario Nazionale, del settore Continuita’ Assistenziale, cioè ero il Segretario di settore dei Medici di Guardia Medica della FIMMG, dove, devo dire sono abbastanza orgoglioso di aver determinato un evoluzione del contratto di tale Settore, e anche dell’approccio scientifico e formativo proposto in quegli anni a dei medici che venivano considerati un po’ dei paria dell’area medica, proponendo anche il loro coinvolgimento in modelli di Ricerca e conseguentemente realizzando anche pubblicazioni scientifiche partendo da tale setting. Oggi, in pochi lo ricordano ma all’epoca dell’H1-N1, la FIMMG-Continuita’ Assistenziale, consegno’ prima tra le Societa’ Scientifiche un libretto, all’allora Ministro della Salute, sulle procedure per comporre uno Score clinico nei setting generalisti, rispetto ad una pandemia da H1-N1, cosa che oggi sembrerebbe molto attuale, rispetto al Covid19. Andando avanti nella professione è iniziato anche l’interesse rappresentativo in termini più allargati e non solo sindacali, ovvero rappresentare tutti i Medici, quindi mi sono avvicinato anche alle attività che ruotavano intorno all’Ordine dei Medici, dove sono stato Consigliere per 3 Legislature, prima di accedere alla possibilita’ nel 2015, di diventare, io stesso, Presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli, che ricordo e’ il Terzo Ordine per numerosita’ d’Italia con 25 mila iscritti, tra Medici e Odontoiatri. Sono stato anche onorato dalla conferma in questo ruolo, nel senso che, dopo il primo triennio sono stato confermato, per il triennio che scade quest’anno, quello appunto 2018-2020. Nel frattempo, visto che la voglia di impegnarmi nella rappresentatività è ormai parte della mia vita e poiché il primo amore per la Medicina Generale me lo imponeva, nell’altro campo ovvero quello più specificamente professionale, sono stato eletto anche Segretario Nazionale Generale della Federazione Italiana di Medicina Generale, che all’interno della nostra Associazione, e’ la carica prima, ovvero quella di massima responsabilità e, in questo momento, rappresento anche i quasi 30 mila Medici, iscritti al Sindacato, tra le varie componenti di Medicina di famiglia, di Continuita’ Assistenziale, Emergenza Territoriale convenzionata, Medicina Penitenziaria, Medicina Fiscale, e Medicina ai Naviganti. Quindi una compagine apparentemente varia, ma con dinamiche contrattuali, in molti casi simili, e diverse da quelle della contrattualità della dipendenza, che sicuramente è più diffusa ma che rileva grandi differenze con la contrattualità convenzionata. Visto che parliamo di eccellenze, e’ inutile fare i modesti, proprio per le peculiarità del contratto che rappresento, mi reputo un esperto primario, in termini di contrattualita’ di convenzione. Nel frattempo, non ho tralasciato la possibilita’ di studiare, ho un Master alla Università Bocconi di Milano, il CORGESAN, il corso per la gestione delle Aziende Sanitarie. Ho fatto un corso all’Universita’ Parthenope di Napoli per Direttore di Distretto, non perche’ mai mi sia interessato proiettare questi titoli rispetto al fatto di cambiare ruolo o attività, mi e’ sempre interessato, poiche’ nella negoziazione, nel coordinamento, nella proposizione rappresentativa, sia essa ordinistica che sindacale, le mie occasioni di dialogo, di confronto, con soggetti che hanno responsabilita’ organizzative e di Governance Gestionale della Sanita’ sono innumerevoli. Ed e’ chiaro che in molti casi, ho ritenuto che questi studi mi servissero per incominciare a parlare lo stesso linguaggio, riuscire a capire il linguaggio dell’interlocutore che svolge un lavoro diverso dal tuo è fondamentale. Secondo me e’ una opzione di una leadership eccellente, il leader vero, e’ quello che s’interessa di comprendere il linguaggio del soggetto che ha di fronte, perche’ in quel caso riesce a creare una giusta dialettica che produce la vera proposta di Governance condivisa, e’ un po’ quello che noi siamo abituati a fare, anche con i nostri pazienti, come Medici di famiglia, il paziente ha bisogno di sentirsi in quel modello di vicinanza, quel modello di linguaggio, e per capirci dobbiamo noi essere capaci di adattarci al suo linguaggio. Credo che questo faccia migliore la leadership. Oggi e’ il giorno in cui mi e’ stato ulteriormente riconosciuto questo ruolo di rappresentatività, sono stato appena eletto nel Consiglio di Amministrazione dell’Ente Nazionale Previdenza e Assistenza (ENPAM), che e’ l’Ente di Previdenza dove sono rappresentati tutti i contributi previdenziali dei Medici convenzionati, ma anche quelli di tutti i Medici da quelli iscritti alla Quota A, ai Liberi Professionisti. Un’assemblea costituita da 106 Presidenti più 71 colleghi eletti delle singole categorie contrattuali, hanno voluto consolidare questa mia elezione, con l’80% delle preferenze a favore, e se valutassimo i voti presenti e espressi ai voti arriveremo ad una percentuale vicino al 98%. Sono contento e soddisfatto di questa carica da Consigliere del Consiglio di Amministrazione dell’ ENPAM Ente Nazionale Previdenza e Assistenza Medici. Questo è il mio percorso professionale, che si incrocia continuamente con quello rappresentativo, che mi permette di rappresentare a volte le esigenze del mio paziente o del mio ambulatorio per trasposizione rappresentativa sul piano Nazionale. Ci sono, infatti, contatti continui con il Ministero della Salute, come con altri rappresentanti sia della politica governativa e parlamentare. La F.I.M.M.G. è un’Associazione professionale, e si rappresenta senza una connotazione politica, sostanzialmente, la nostra mission è quella di rappresentare i colleghi e gli interessi di un’Area categoriale, mai attraverso orientamenti politici, soprattutto se si considera che essendo rappresentativi di circa il 70% dei Medici di Medicina Generale Italiani, essendo il primo Sindacato Medico Italiano per numero di iscritti, ci pone e mi pone come rappresentante legale il dovere di rappresentarci e di comportarci con una struttura istituzionale, cosa che alla fine mette insieme il mio senso rappresentativo di uomo di parte (Sindacato) e il mio essere uomo delle istituzioni (Ordine) e rende coerenza a quello che sono e voglio essere . Presidente Scotti, dopo la quarantena, inizierebbe la “Fase 2”, quanto è importante attivare tutte le misure di sicurezza, e come vanno prese ? “Io, direi che ci troviamo in una fase 1 e mezzo, perche’ ci troveremo in una fase che potrebbe avere le due componenti riaprire e contenere. Tanto per capirci se stessimo veramente superando la fase 1, questo dovrebbe determinare le riduzione dei meccanismi di contenimento, in presenza di una caduta di nuovi positivi, un aumento dei guariti, e la riduzione soprattutto dei deceduti che ne sono stati tanti, forse anche troppi”. E’ chiaro che insieme a questo, abbiamo necessità di ripartire verso sistemi che però non possono essere di un ritorno alla normalita’, ma avremo modelli, in cui se vogliamo mantenere l’obiettivo 1 come dicevamo prima, dobbiamo continuare a mantenere i comportamenti sul distanziamento sociale, l’uso dei dispositivi di protezione, comportamenti di riduzione delle contaminazioni con semplici e ripetute norme igieniche come il lavarsi le mani, non toccarsi con le mani la faccia, gli occhi, la bocca, ecc. Questa situazione, secondo un mio parere, cambiera’ soprattutto anche l’Area Medica, l’approccio alla relazione tra Medico-Paziente, che deve poter essere rinforzata, perche’ dobbiamo trovare il modo su come operare professionalmente a distanza e mantenere un forte rapporto con i pazienti, perche’ il paziente chiaramente non avra’ la stessa liberta’ di accesso ai Servizi Sanitari che poteva avere prima, ma dovrà anche lui per tutelarsi recarsi ai presidi sanitari solo se strettamente necessario. E quindi ci sara’ sempre la necessita’ di mantenere una preselezione, ovvero un triage telefonico o via meccanismi come sms o wapp. La nostra proposta iniziale che poi ha fatto breccia, e’ stata comunicata ormai continuamente anche dalle pubblicita’ del Ministero della Salute. Chiamate sempre prima il vostro medico di famiglia prima di accedere a qualunque Presidio Sanitario, il consiglio che noi continuiamo a lanciare ai pazienti, chiamate il medico di famiglia, fate capire bene qual è il problema, iniziate a gestire l’attesa grazie ad un primo indirizzo di consiglio di un medico che vi conosce, e se e’ il caso, sarà lui stesso che organizzera’ un modello di presa in carico anche attraverso un video consulto che potrebbe permettere di avere dati al medico tali da tranquillizzare quel paziente anche senza un contatto diretto fisico, se fosse possibile. Se non fosse possibile, diamo tempo a quel medico o agli altri servizi di organizzare la nostra presa in carico con le giuste dotazioni, e le giuste situazioni che non permettano ne di fare in modo che quel Presidio infetti noi, ne che noi contaminiamo quel Presidio. Questa dovra’ essere una cura che il cittadino dovra’ avere verso se stesso e verso un bene prezioso per il nostro Paese ovvero il Servizio Sanitario Nazionale. Un Medico di famiglia come quello che ci orienta tra le porte dei Servizi Sanitari e ci accompagna, attraverso proprio la sua capacita’ di selezione nell’interesse del proprio assistito, ma anche nell’interesse di dover preservare il servizio dalle contaminazioni per evitare scenari che sono quelle che ci hanno descritto in alcune zone della Lombardia, dove il sistema a un certo punto non ha retto, proprio perche’ e’ in qualche modo stata coinvolta nella contaminazione l’Ospedale e a quel punto e’ saltato tutto il sistema. Dobbiamo evitare di fare questo, e dobbiamo piano piano ritornare alla normalita’ senza perdere il lavoro fatto fino ad oggi. Le speranze ci sono e solo il tempo e la nostra costanza nel rispettare le regole ci potranno permettere di verificarle, ovvero che il virus possa mutare e indebolire i suoi effetti patologici, nei prossimi mesi, potremmo assistere ad un indebolimento legato anche alle temperature piu’ alte tipiche dell’estate, questo in analogia ad altri Coronavirus che hanno un andamento stagionale e quindi sono, con virus che di solito hanno un ciclo diffusivo invernale con caduta epidemiologica durante i periodi estivi. Pero’ non possiamo essere sicuro di questo per il Covid19, perche’ non lo conosciamo ancora cosi in fondo, non sappiamo se si comporta al pari degli altri Coronavirus. Dobbiamo verificare non dimenticare quello che, pero’ potrebbe essere il vero problema ovvero che possa esserci una recrudescenza di questo virus durante il periodo dell’autunno-inverno prossimo, quando ci sarà anche l’influenza stagionale, e bisognera’ mettere gia’ da oggi in atto, tutta una serie di strategie, partendo per esempio dall’amplificazione della vaccinazione antinfluenzale sulla popolazione piu’ ampia possibile, realizzare tale copertura vaccinale prima possibile in modo da garantire che non ci siano due infezioni coincidenti che hanno gli stessi sintomi, e che creerebbero grossi problemi di diagnosi differenziale, sperando che nel frattempo le terapie si rendano sempre piu’ efficienti e capaci, che si migliori la capacita’ di identificazione dei pazienti oltre i tamponi con la sierologia, e che porti in evidenza anche le nostre eccellenze. Sulla terapia, abbiamo avuto l’eccellenza di una nuova proposta terapeutica, ragionata presso il Pascale di Napoli dal Professore Paolo Ascierto, e dagli altri collaboratori dello stesso Pascale e del Cotugno, che sta’ diventando una delle terapie di riferimento per i pazienti piu’ gravi in terapia intensiva e in rianimazione, con dei risultati che sembrano confortanti. E’ iniziata la sperimentazione dei vaccini in piu’ di un Paese al Mondo, e’ chiaro che, per quanto possiamo sperare il vaccino purtroppo prima della prossima primavera e’ difficile che ce lo possiamo ritrovare. Quindi, dobbiamo arrivare a quella primavera con le nostre mani e con i suggerimenti di cui parlavamo prima. Quindi essere capaci, anche di attraversare un’estate particolare, di riuscire a fare vacanze isolate all’aperto. Potrebbe essere una soluzione quella di pensare all’idea di una vacanza in una casa in campagna, con un bel giardino ed un frutteto intorno, in modo da poter guadagnare la possibilita’ di stare in un ambiente isolato, ma poter vivere all’aperto, perche’ abbiamo anche bisogno di sole, aria, che fanno parte di stili di vita che non possiamo dismettere di fronte al virus con il rischio di avere altri problemi soprattutto per le cronicità. Ci sara’ il momento per recuperare quelle che sono le nostre abitudini, non dimenticando che risolvere la pandemia e’ anche fondamentale per le politiche sul lavoro del nostro Meridione, purtroppo questa situazione, impattera’ infatti fortemente sul turismo e sulle nostre offerte produttive. Al Sud non abbiamo mille industrie, la nostra principale attività produttiva e’ il turismo, forte delle bellezze naturali, di quelle archeoologiche e culturali, e che purtroppo in questa fase dovremmo provare a sfruttarle piu’ noi come cittadini, andando a quelle piu’ vicine a noi, evitando gli assembramenti, ma facendo sopravvivere anche questo tipo di economia. Un lato positivo, abbiamo ridotto il tasso di inquinamento, perche’ le automobili circolano e inquinano di meno, i nostri rifiuti urbani si sono ridotti, e stiamo anche consumando in maniera piu’ appropriata le cose che consumiamo normalmente evitando sprechi e conseguentemente avendo forse anche un po’ piu’ di tempo per dedicarci siamo tutti più appropriati. Stiamo facendo molte piu’ cose nella giornata senza muoverci, per cui i contatti e le relazioni sono tante, gli interessi si amplificano, dobbiamo essere capaci di mantenere, però, un minimo di attivita’ fisica, perche’ quello e’ importante, anche rimanendo in casa, quindi la suggestione della vacanza isolata all’aperto dovrebbe dare anche questa possibilita’. Riuscire a migliorare gli stili di vita, anche sul moto, e sulla possibilita’ di muoverci un po’ di piu’ per evitare comportamenti sedentari, una alimentazione sana e tutte le regole comportamentali che riducano le contaminazioni tra noi e gli altri, come pure il vivere le nostre famiglie e le relazioni o avere cura per l’ambiente non solo per paura del virus, forse un domani non troppo lontano ci potrebbero consegnare un mondo migliore, cosi solo ce la faremo e non solo contro il virus o la pandemia ma a favore delle future generazioni e varrà i sacrifici che avremmo fatto.

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