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Crozza show: da "Giggino" al sorrisetto sbruciacchiato della Gabanelli

Crozza sul ricorso bocciato di De Magistris: "Luigi De Magistris, detto Giggino: questo sindachetto con il sorrisetto sulla fascia che si è fatto bocciare il ricorso in quanto lo ha presentato sciatto, scritto sui biglietti dell’autobus usati"

Maurizio Crozza torna a far sorridere su La7 con la parodia del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Sulla possibilità che il figlio dell'ex sindaco di Salerno si candidi a primo cittadino ha detto: “De Luca Roberto, detto figlio, Roberto che alle elementari aveva reso la sua classe meta di pellegrinaggio degli studenti del MIT di Boston, Ingegneri di Harvard arrivavano nella sua classe per ripassare la differenza tra ipotenusa e cateto. La lavagna, nella sua classe, l’ha portata lui. Prima le maestre scrivevano con il gessetto per aria e gli alunni non imparavano niente. Generazioni di campani analfabeti salvate da mio figlio”.

Poi il riferimento ai centenari del Cilento ospiti all'Expo e alla pizza "bruciacchiata" criticata dalla Gabanelli e, in realtà, secondo lui vero nutrimento degli anziani longevi del nostro territorio: "In Campania si vive bene, alla faccia della milenitudine della Gabanelli, col sorrisetto sbruciacchiato sulla faccia…In Campania si vive benissimo". Sulla bocciatura del ricorso di De Magistris e sul rischio di sospensione, il finto De Luca ha detto: "Luigi De Magistris, detto Giggino: questo sindachetto con il sorrisetto sulla fascia che si è fatto bocciare il ricorso in quanto lo ha presentato sciatto, scritto sui biglietti dell’autobus usati, con macchie di unto di pizza a oscurarne i passaggi salienti. De Magistris, un uomo che ci gode a farsi bocciare i ricorsi, a casa ne ha una vasca piena nella quale si immerge per trarne piacere".

"I miei, di ricorsi - continua Crozza nelle vesti del Presidente della Campania - sono dei capolavori di letteratura forense di cui Steven Spielberg ha chiesto i diritti per poterne fare un kolossal. D’altra parte il concetto di ricorso in terra Campana l’ho portato io. Prima di me il povero cittadino era alla mercé di giudici che emanavano sentenze leggendo le interiora degli uccelli...ergastoli distribuiti a pioggia, pene di morte inferte estraendo nomi a caso dal sacchetto della tombola", ha concluso.

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