Inaugurazione anno giudiziario, aumentano gli omicidi: scontro sulla Cittadella

La presidente Primicerio sulla carriera dei magistrati: "I giudici, molto spesso, non vengono valutati per le indagini che fanno e per le sentenze che scrivono, quanto per meriti di altra natura, incarichi, vuoto protagonismo, visibilità ricercata"

E' aumentato, in un anno, il numero degli omicidi volontari in provincia di Salerno. Si è passati dai sei delitti registrati nel periodo 1 luglio 2016-30 giugno 2017 ai dieci dei dodici mesi successivi. Tra questi, l'omicidio di Nunzia Maiorano, ad opera del marito Salvatore Siani al culmine di una lite, e quello del diciannovenne Antonio Pascuzzo, ucciso dal 18enne Karol Lapenta a causa di un debito maturato nell'ambito dello spaccio di stupefacenti. Questi i dati che emergono dalla relazione delle attività della Corte d'Appello di Salerno, presentata in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario.  

La relazione sul ruolo dei magistrati

Il procuratore generale presso la Corte di Appello di Salerno Leonida Primicerio: “I giudici, purtroppo, molto spesso, non vengono valutati per le indagini che fanno e per le sentenze che scrivono, quanto per meriti di altra natura, incarichi, vuoto protagonismo, visibilità ricercata, falso presenzialismo”. Primicerio, sottolineando la necessità di fare "una profonda autocritica nel nostro momento di autogoverno", sostiene che "su questo soffrono quei magistrati che, tutti i giorni, indossano la toga, vanno in udienza, punto e basta, quelli che esercitano laicamente la loro funzione". Sono loro, a detta del pg, a patire "questo carrierismo sfrenato" che è "sempre stato estraneo alla cultura della magistratura per come è scritta nella nostra Costituzione". Per il procuratore generale salernitano è incostituzionale" che i magistrati a capo degli uffici giudiziari debbano "fare gare d'appalto". Il riferimento è alle Conferenze permanenti, definite "grandi assemblee di condominio", in cui "noi magistrati riceviamo una delega di un dirigente del ministero". "Io non avevo studiato per questo, è un altro mestiere". Tuttavia, "abbiamo accettato questa delega, ci siamo fatti carico per senso di responsabilità altrimenti il sistema finisce e si blocca" e che, altrimenti, "avremmo dovuto sollevare un conflitto di attribuzione davanti alla Corte Costituzionale tra poteri dello Stato".

La polemica sulla Cittadella Giudiziaria

Nel corso della cerimonia è stato anche affrontato il tema legato alle problematiche inerenti alla nuova Cittadella Giudiziaria: "Bisogna portare a compimento il progetto, nell'ambito di una collaborazione istituzionale, di una comune comprensione delle difficolta' reciproche, di un confronto laico e sereno": a dirlo la presidente della Corte di Appello di Salerno, Iside Russo, che spiega:  "Non mancano i problemi, ne abbiamo tutti consapevolezza come rivelano anche le astensioni deliberate dalla Camera penale di Salerno", ha ammesso la presidente Russo che, nel ribadire la necessità di arrivare a una collaborazione istituzionale ed elencando i risultati raggiunti nel giro di due anni, ha ricordato anche che "il distretto della Corte d'Appello di Salerno ha rappresentato e rappresenta un laboratorio sperimentale unico, essendo il primo caso di complesso giudiziario ultimato ed utilizzato dopo la riforma del 2015 che ha trasferito alla Conferenza permanente la gestione delle spese di funzionamento degli uffici giudiziari, compresi gli edifici".

Della Cittadella Giudiziaria ha parlato anche il presidente dell'Anm di Salerno, Pietro Indinnimeo che ha chiesto "pazienza e senso di responsabilità, partendo dal presupposto che avremo tutti una Cittadella giudiziaria mentre altri colleghi sono oggi costretti a fare udienza in situazioni di edilizia giudiziaria davvero precaria". Il magistrato, inoltre, ha constatato con amarezza che "nonostante si sia intervenuti con la massima disponibilita' e con una reale volonta' di collaborazione, oggi si registra un'inaugurazione dell'anno giudiziario del nostro distretto con la Camera penale salernitana comunque in astensione". Infine presidente della Camera Penale Michele Sarno,ha, quindi, chiarito che "lo sciopero lo abbiamo fatto per tutti quei magistrati, cancellieri, personale di polizia giudiziaria che erano costretti, in alcune occasioni, a lavorare in situazioni indegne"

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