Incendi in Australia, performance artistica sul Corso di Salerno

Durante la performance, gli attivisti che indossavano le maschere degli animali considerati da allevamento, hanno tenuto in mano le lettere della parola “Panic”

L'iniziativa

Nella serata di ieri gli attivisti di “Salerno Animal Save” e “Salerno Climate Save”, con la partecipazione di “Napoli Animal Save” e “Napoli Climate Save”, hanno messo in atto una performance artistica sul Corso Vittorio Emanuele di Salerno per sensibilizzare ed informare l'opinione pubblica sulle cause degli incendi in Australia e ricordare un miliardo di animali morti e quelli che ancora stanno soffrendo a causa dei roghi.

L'iniziativa

Durante la performance, gli attivisti che indossavano le maschere degli animali considerati da allevamento, hanno tenuto in mano le lettere della parola “Panic” perchè – si legge in una nota – “secondo quanto riportato dagli scienziati dovremmo tutti iniziare a preoccuparci seriamente della crisi climatica, da subito cambiare le nostre abitudini e pretendere dalle istituzione una presa di responsabilità ed un cambiamento del nostro sistema alimentare. Mentre 1 miliardo di animali sono morti negli incendi in Australia, al tempo stecco uccidiamo 3 miliardi di animali al giorno (inclusi i pesci) per cibarci dei loro corpi e per seguire una dieta che non è necessaria alla nostra sopravvivenza ma che gli scienziati hanno definito come una della principali cause del cambiamento climatico”. Insomma, gli incendi in Australia sono quindi “causati indirettamente da uno stile di vita che provoca morte ed enormi sofferenze per gli animali considerati come fonte di reddito, l'estinzione di massa e la morte degli ecosistemi sulla Terra”. Non solo. Ma secondo una ricerca dell'Università di Oxford “adottare una dieta a base vegetale è l'azione più efficace che ognuno di noi può fare per combattere il cambiamento climatico”. Durante l’iniziativa sono state utilizzati il fuoco, la cenere, le maschere rappresentanti solo alcune specie che hanno sofferto gli incendi come i koala, canguri e cammelli, quest'ultimi uccisi dai tiratori “perchè si è detto consumavano troppa acqua in tempi di scarsità di acqua dovuta agli incendi e alla stagione estremamente secca”. Infine gli attivisti hanno più volte detto ai passanti: "Il tempo di cambiare è adesso, non abbiamo più tempo. Per gli animali, per la terra, per noi”.

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