Incendio di rifiuti speciali a Battipaglia: appelli ed interventi, la precisazione della Guardia Costiera

A seguito della pubblicazione del video, la Guardia Costiera di Salerno ha messo in campo un'immediata ed intensa attività di accertamento nello specchio acqueo sia a nord che a sud della rada del porto di Salerno

Preoccupazione ed allarme a Battipaglia ed Eboli, per l'incendio che ha interessato un'azienda di rifiuti speciali, nel pomeriggio, mandando in fumo innumerevoli ecoballe. Dopo i commenti dei sindaci di Battipaglia ed Eboli e il video del rogo diffuso sui social, la Guardia Costiera ha inviato una nota di precisazione:

In relazione al video diffuso in data odierna sul web, nel quale si evidenzia un presunto inquinamento marino di una nave in navigazione nei pressi del porto di Salerno, la Guardia Costiera di Salerno rassicura tutti i bagnanti rappresentando che, da immediati accertamenti esperiti, la predetta unità risulta aver effettuato una ordinaria operazione tecnica di raffreddamento degli organi di bordo utilizzati per le operazioni di ormeggio, mediante l'uso di acqua di mare, non causando quindi alcuna tipologia di inquinamento.

Tale attività ha la finalità di evitare il surriscaldamento dei dispositivi, mantenendo alto il livello di sicurezza durante l'ormeggio della nave. L'acqua di mare utilizzata per tale operazione è stata espulsa dall'occhio di cubìa,  apertura ove fuoriesce l'ancora.

Non risulta, di conseguenza, immessa in mare alcuna sostanza inquinante. A seguito della pubblicazione del video, dunque, la Guardia Costiera di Salerno ha messo in campo un'immediata ed intensa attività di accertamento nello specchio acqueo sia a nord che a sud della rada del porto di Salerno, mediante pattugliamenti ripetuti effettuati con tre motovedette dipendenti, non riscontrando presenza di inquinamento dovuto ad idrocarburi o ad altre sostanza nocive, il tutto per una serena fruizione del mare da parte dei cittadini.

L'appello della Cgil FP di Salerno:

Negli ultimi anni in Provincia di Salerno si sono verificati diversi incendi in impianti di trattamento di rifiuti. Questo ennesimo rogo, che ha colpito una ditta di recupero rifiuti nella Città di Battipaglia, certifica l'esistenza di una strategia criminale senza precedenti sull'impiantistica di recupero dei rifiuti in tutta Italia. I numeri parlano chiaro: una media di oltre cento l'anno negli ultimi 4-5 anni, nel 2017 sono andati in fiamme ben 110 impianti, tra cui 7 discariche, e nel 2018 altri 23 impianti sono bruciati. Le reazioni delle istituzioni sono state solo due: l'istituzione di una Commissione d'inchiesta parlamentare e l'emanazione di una circolare ministeriale.

Per tali ragioni, come FP CGIL Salerno, ribadiamo con urgenza la necessità di un intervento del Procuratore Nazionale Antimafia per avviare un'indagine su questi ripetuti incendi, estendendola anche alle amministrazioni pubbliche che conferiscono (con gara o con affidamento diretto) alle imprese i materiali provenienti dalla raccolta dei rifiuti urbani. Il fenomeno degli incendi degli impianti di recupero rifiuti è esteso in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale, segno che i tentacoli del crimine sui rifiuti è, purtroppo, diffuso capillarmente in tutto il Paese. La risposta nel suo complesso ad oggi risulta debole e probabilmente inefficace. Ci auguriamo che quanto prima si prendano decisioni più incisive e significative su questo tema e più in generale sulla tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini.

La nota di Legambiente

 
Intanto, Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania ha detto la sua: “Un altro disastro, l’ennesimo, già annunciato. Continua l’epidemia degli incendi e come di consueto Battipaglia è suo malgrado protagonista, con il quarto episodio in tre anni, di un fenomeno che si è diffuso da nord a sud. L’impianto in questione era già stato oggetto di ammonimenti e ordinanze senza nessun risultato. Ora che tonnellate di rifiuti bruciano inizia il balletto di responsabilità tra enti mentre le fiamme e i fumi circondano la piana del Sele a danno della salute dei cittadini e degli imprenditori virtuosi dell’economia circolare. E sullo sfondo lo stop di Acerra“.

A pronunciarsi sulla vicenda, anche Federico Conte, deputato di Liberi e Uguali

“Un altro incendio estivo di vaste proporzioni nella zona industriale di Battipaglia. Un fatto di eccezionale gravità che solleva sospetti preoccupanti sulla gestione di un settore che sta avvelenando la Città e la Valle del Sele. Non bastano più le proteste e gli appelli se le autorità competenti persistono in una politica suicida, fatti di rinvii, giustificazioni e promesse. Il Governo nazionale deve intervenire direttamente ed avocare a sé la questione dei rifiuti e dell’inquinamento a “Battipaglia – Eboli”, perché riguarda l’ambiente, l’ordine pubblico, lo sviluppo, le infiltrazioni camorristiche, la salute dei cittadini, il commercio e il sistema produttivo. Serve un Commissario straordinario con pieni poteri, dotati di mezzi finanziari per programmare e realizzare un progetto di risanamento non più rinviabile”.

Il Comitato

Si tratta dell'ennesimo “disastro annunciato”, anche per il Comitato Battipaglia dice NO: "Tonnellate di rifiuti in fiamme con tutto il loro pericolosissimo potenziale di diossina e di gas che devastano la nostra città, il nostro territorio già martoriato. Martoriato da interessi più o meno leciti, dalla prepotenza e dall’incuria di chi si arricchisce sulla pelle dei cittadini e sulla loro salute. Il tutto non arginato da chi dovrebbe difenderci: il disinteresse, la mancanza di controllo e le pastoie burocratiche di chi ha paura di prendere decisioni forti, senza guardare in faccia a nessuno. Ci si limita a “mettere le carte a posto”, ad avviare procedure annose senza preoccuparsi che poi le bombe ecologiche ci scoppiano fra le mai".

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