Incendio a Battipaglia, il sospetto della Francese: il caso finisce in Parlamento e Procura

Esplode anche la polemica politica con il Movimento Cinque Stelle che torna a prendere di mira il governo regionale di De Luca. Giovedì si svolgerà una riunione nella città capofila della Piana del Sele

Finisce in Procura il caso dell’incendio scoppiato all’interno di un impianto rifiuti situato nel comune di Battipaglia. Questa mattina la sindaca Cecilia Francese ha presentato una denuncia penale “sollecitando le attività di indagini volte ad accertare le cause che hanno generato l’incendio, senza scartare l’ipotesi di dolo, e le responsabilità derivanti dalla mancata ottemperanza all’ordinanza di rimozione di rifiuti chiedendo di accertare il reato di disastro ambientale e ogni altro reato ravvisabile”.

Le richieste

La prima cittadina conferma di aver richiesto l’intervento del Prefetto “inviando una bozza di protocollo che richieda una task force con Regione e Comune per il “Piano di Azione per il Contrasto dei roghi dei rifiuti” contattando anche il dottore Gerlando Iorio attualmente incaricato Ministero dell’Interno per l’attuazione di tale piano di azione”. Non solo. Ma – aggiunge – “abbiamo scritto e sollecitato un incontro urgente con il Ministro Costa e con il presidente della Commissione Parlamentare Antimafia dott. Nicola Morra chiediamo il loro intervento per il reiterarsi di incendi che gettano un’ombra sinistra e allarmante sulla gestione dei rifiuti nella nostra area”.

Il summit

Giovedì alle 10:30 presso l’aula consiliare del Comune di Battipaglia sono stati invitati il Presidente della Provincia, l’assessore regionale all’ambiente Fulvio Bonavitacola e i sindaci di Acerno, Bellizzi, Montecorvino Pugliano, Giffoni Sei Casali, Giffoni Valle piana, Montecorvino Rovella, Olevano sul Tusciano, Pontecagnano Faiano, Campagna, Eboli. “Nessuna azione né prima né dopo è stata lasciata all’incuria e all’indifferenza. Non abbiamo avuto paura di denunciare l’accaduto e di chiedere l’intervento degli inquirenti”.

Il sospetto

La prima cittadina di Battipaglia paventa “la manifestazione di una guerra per il controllo dei rifiuti ed in particolare lo smaltimento delle ecoballe che rappresentano un affare di milioni di euro, sul quale potrebbero essersi scatenati appetiti non sempre leciti dovrebbero essere l’occasione per combattere insieme un nemico che sul nostro territorio latita da anni. Assistiamo ad operazioni di compravendita di terreni, a società che ci sono e poi scompaiono. Noi abbiamo raccolto la sfida per la difesa del nostro territorio e invito la gente a fare lo stesso, la faziosità delle antipatie personali e della guerra a tutti i costi favorisce coloro che credono di poter fare quello che vogliono sul nostro territorio. Non siamo in campagna elettorale ed è necessario avere una visione ampia”.

L’appello alla città:

“Il mio appello alla città è di pensare che le cose stanno cambiando e questa città ha avuto la forza, dopo anni di buio, di recepire fondi importanti, notizia che una politica faziosa e carica di livore e di rancore cerca disperatamente di oscurare. La Città non va divisa, l’assenza della politica ha permesso che innumerevoli impianti fossero aperti sul nostro territorio senza il controllo dei sindaci. Accettare la sfida di denunciare atti di tale gravità significa difendere la propria città”.

L'interrogazione:

«Accogliendo l’appello della sindaca di Battipaglia, Cecilia Francese e del capogruppo forzista in Consiglio comunale, Valerio Longo, ho presentato insieme ai colleghi parlamentari Marzia Ferraioli e Gigi Casciello, un’interrogazione sull’incendio che nei giorni scorsi ha interessato un’azienda di rifiuti speciali a Battipaglia». A dirlo è il coordinatore provinciale di Forza Italia Salerno e deputato Enzo Fasano. «A prescindere dalle responsabilità politiche - prosegue Fasano - ritengo che sia giunto il momento d’individuare una soluzione per risolvere un problema che non è più procrastinabile. Battipaglia e la Piana del Sele, ormai da anni, stanno pagando un prezzo altissimo in tema di emergenza ambientale. Ora basta, ognuno faccia la propria parte. La magistratura, ne sono certo, farà luce sull’eventuali responsabilità legate all’incendio. Ma anche il Governo deve scendere in campo con azioni immediate e valide per fronteggiare una situazione senza precedenti che rischia di provocare danni inenarrabili ai nostri territori», conclude il parlamentare Fasano.

Le critiche dei grillini:

“Sono passati 4 anni dall'insediamento di De Luca in Regione Campania e ricordo gli anatemi del settembre 2015 quando in pompa magna declamava "mai più ecoballe", "mai più terra dei fuochi". Le ecoballe sono quasi tutte ancora lì dove erano 4 anni fa e la terra dei fuochi si è solo spostata più a sud, da Caserta a Battipaglia dove ogni anno puntuali come le ferie si incendiano capannoni e rifiuti". Lo denuncia il Consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Michele Cammarano. "In questi giorni il governatore prende finalmente coscienza dei suoi fallimenti e chiede formale aiuto al ministro dell'ambiente per risolvere l'emergenza legata alla chiusura per manutenzione del termovalorizzatore di Acerra che avverrà tra 2 mesi. E' un'altra dimostrazione del fallimento del suo piano di gestione, perché finalizzato unicamente allo smaltimento delle ecoballe senza alcun intervento concreto sull'economia circolare e su politiche di sensibilizzazione attiva dei territori e dei cittadini sulla riduzione della produzione dei rifiuti, sul riutilizzo e sulla raccolta differenziata. In Campania anche una semplice manutenzione diventa emergenza" “Ma c'è un altro dato inquietante nella gestione De Luca, il piano regionale - continua Cammarano - non ha mai tenuto conto degli effetti cumulati che nuovi insediamenti possono determinare in aree già sottoposte a un carico ambientale notevole. Per questo motivo, oggi, ogni comunità reagisce negativamente ai nuovi possibili insediamenti perché già martoriata dall'allegra gestione sia pubblica che privata dei rifiuti. Con l'incendio di queste ore a Battipaglia siamo al paradosso. De Luca e Bonavitacola, assolutamente insensibili alle sollecitazioni di una cittadinanza disperata, se ne lavano le mani. "Non sono ecoballe", "Era un'area privata", "La regione non c'entra nulla", dichiarano. Peccato che due mesi fa il sindaco avesse comunicato proprio alla Regione la necessità di avviare le procedure per la bonifica del sito a seguito dell'inerzia dei proprietari dell'area”. “Questo atteggiamento propagandistico, di atteggiarsi a salvatori della patria per poi nascondersi dietro articoli di legge quando c'è da affrontare i problemi concreti, è l'unico retaggio dei questa giunta regionale, e i cittadini ne pagano le conseguenze” conclude Cammarano.

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