Incendio nello Stir di Battipaglia: intervengono i caschi rossi, i commenti

Le fiamme si sono sviluppate dal capannone dove è stoccata la Fos, la frazione organica stabilizzata. L'appello del deputato Federico Conte

C'è stato un principio d’incendio, stamattina, nella struttura per il trattamento a freddo dei rifiuti indifferenziati, all’interno dell’ex Stir di via Bosco II.

Il video

L'intervento

Le fiamme si sono sviluppate dal capannone dove è stoccata la Fos, la frazione organica stabilizzata. I caschi rossi della squadra di Eboli, dopo ore di lavoro, hanno domato il rogo che ha interessato diverse balle di rifiuti: accertamenti in corso.

Il commento di Federico Conte, deputato di Liberi e Uguali

"Cosa sta succedendo nell’area tra Eboli e Battipaglia dove, nel raggio di sette chilometri, si sono insediati ben 20 impianti privati e due pubblici nel ramo dei rifiuti, trasformando la zona nel più grande polo della spazzatura d’Italia, con grosse ricadute in termini di salute pubblica e vocazione territoriale? Che cosa c’è dietro questi roghi? Quali interessi si muovono? Va compresa la natura dell’incendio, e come sia maturato l’evento. Si tratta del secondo rogo in un impianto di trattamento dei rifiuti sul territorio, dopo quello della Nappi sud di due settimane fa. Lo scorso anno, ancora un incendio, nei locali dell’azienda Sele Ambiente. Episodi con molte similitudini, che sollevano non pochi interrogativi e inquietano per le conseguenze ambientali e per gli scenari che evocano. Ho già chiesto al ministro per l’Ambiente, con una interrogazione, di garantire un suo intervento. Nessuna risposta è ancora arrivata. Insisterò nella richiesta, con un Question time, sperando che dal governo arrivi un segnale di esistenza in vita. Intanto, la Regione Campania, responsabile del ciclo integrato dei rifiuti, ha qualcosa da dire in merito?  Va aperto un tavolo di discussione con enti locali e comitati di cittadini. Va coinvolta la commissione di inchiesta sul traffico dei rifiuti, che in queste ore stiamo varando a Montecitorio. Sono necessari monitoraggio ambientale, epidemiologico e di impatto territoriale; bisogna verificare nelle sedi competenti, possibili infiltrazioni malavitose; vanno avviate le bonifiche dentro un piano complessivo di recupero ambientale. La gravità della situazione è evidente. Non si può più attendere”.

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Il commento del parlamentare Gigi Casciello (Forza Italia)

"A distanza di pochi giorni dall’incendio nell’azienda Nappi Sud, dobbiamo registrare un altro pericoloso rogo, questa volta nell’impianto ex Stir di Battipaglia, la struttura per il trattamento a freddo dei rifiuti indifferenziati. Il rapido intervento dei Vigili del Fuoco ha scongiurato il peggio. Ma tutto ciò non è più tollerabile». A ribadirlo è il Deputato di Forza Italia Gigi Casciello, che ricorda: «E’ noto che il territorio di Battipaglia è una delle “zone rosse” del ciclo dei rifiuti in Campania, con tutti i problemi conseguenti. La popolazione paga scelte politiche sbagliate e che non abbiamo mai condiviso: sacrificare un territorio per salvarne altri. La situazione ambientale è molto grave e riteniamo non possa attendere i tempi della giustizia, ma richieda un immediato intervento politico da parte della Regione Campania e da parte del Ministero dell’Ambiente. Quest’episodio, in più, fa temere che si aggraverà la situazione di emergenza rifiuti che sta vivendo già la provincia di Salerno a causa dell’incapacità del centrosinistra. Le emergenze contingenti, dovute anche agli incendi non devono distrarre dal tema caldo: la localizzazione di tanti impianti di gestione di rifiuti nell’area di Battipaglia, a poca distanza tra loro. Come è possibile una tale concentrazione di nuovi impianti? La risposta è semplice. Gli uffici regionali non hanno applicato il criterio fondamentale del procedimento di valutazione di impatto ambientale che è quello della globalità della “valutazione di impatto ambientale”. Considerando il cumulo di tutti gli impatti, difficilmente il giudizio di compatibilità ambientale sarebbe potuto essere favorevole. Si stanno gravemente violando i principi comunitari di prevenzione del danno ambientale, di precauzione e di globalità della valutazione di impatto ambientale e, in particolare, non si applica il criterio del “cumulo degli impatti”. Il Consiglio regionale intervenga affinché gli uffici regionali annullino in autotutela le autorizzazioni agli impianti. Ve ne sono tutti i presupposti. Quanto segnalato, ovviamente, dovrebbe essere attentamente valutato dal Consiglio regionale della Campania ma anche dalla maggioranza parlamentare, al fine di approvare finalmente un’organica disciplina legislativa della valutazione di impatto ambientale che non può essere affidata all’attuale quadro disorganico, peraltro antecedentemente alle nuove norme comunitarie in materia di valutazione di impatto ambientale.  Nell’immediato ribadiamo che la Regione che ha rilasciato le autorizzazioni, come da norma di legge, verifichi urgentemente la corrispondenza con i codici CER e con i quantitativi lavorati all’interno degli impianti autorizzati. Occorre un sistema di ispezione per le aziende già autorizzate, l’attuazione di misure di verifica della loro conformità, nonché l’adozione di tutte le misure necessarie in caso di inosservanza delle autorizzazioni. Non si può più tollerare questa situazione che non tutela la salute della popolazione di Battipaglia e dei comuni limitrofi. Infine, è necessario che in via legislativa si intervenga. Il Ministro dell’Ambiente Costa superi le difficoltà politiche che sta subendo, presenti finalmente il decreto legge sulle “Terre dei fuochi”, da lui tanto annunciato". 

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