Impianto a biomasse di Oliveto, Buonomo: "Valuteremo le carte"

Il presidente regionale di Legambiente sceglie, al momento, il profilo basso relativamente alla questione della centrale a biomasse: "Leggeremo le carte e daremo la nostra opinione"

"Prima visioneremo le carte e i documenti, poi esprimeremo la nostra opinione" profilo basso da parte di Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania, relativamente alla vicenda dell'impianto a biomasse in fase di realizzazione ad Oliveto Citra: il tema, nelle scorse settimane, ha portato ad un fervido dibattito e il comune della piana del Sele ha addirittura ordinato la sospensione dei lavori, sospendendo di fatto un precedente decreto con il quale aveva dato l'autorizzazione alla costruzione della centrale a biomasse.

"Ad Oliveto Citra - prosegue Buonomo - sembra che il comune abbia riscontrato delle irregolarità nelle autorizzazioni che hanno portato al permesso, concesso poi dal comune stesso, per la costruzione dell'impianto. Appena avremo esaminato la documentazione potremo dare la nostra opinione". Buonomo però pone l'accento su un'altra problematica: "Bisogna che ci sia chiarezza da parte di chi fa le cose, interazione con i territori, ossia con i comuni: i comuni, a loro volta, devono informare i cittadini, senza pregiudizi, senza assumere posizioni a prescindere".

"L'impianto in fase di realizzazione ad Oliveto Citra - illustra il presidente regionale di Legambiente - è destinato al trattamento di biomasse, che possono arrivare come scarti di lavorazione agricola o scarti delle industrie. Questi scarti vengono bruciati e così si produce energia elettrica". Un impianto che, prosegue Buonomo, "sino a quando gli impianti industriali producono scorie e scarti sono necessari, anche questi impianti servono e non vanno demonizzati. Così come vanno destinati ad incenerimento i rifiuti ospedalieri, c'è una parte di rifiuti industriali che ugualmente va destinata ad incenerimento: non tutti i rifiuti, purtroppo, si possono riciclare". L'impianto a biomasse è, quindi, "compreso nel ciclo integrato dei rifiuti".

"Piuttosto - aggiunge Buonomo - dato che dovrà trattare rifiuti industriali, si potrebbe al momento discutere della sua ubicazione: è vero che è previsto nella zona industriale di Oliveto Citra, ma siamo nel cuore del Cilento, nella piana del Sele: è quella la corretta ubicazione dell'impianto?". Profilo basso al momento quindi da parte del presidente regionale di Legambiente, che analizza anche il punto di vista del costruttore dell'impianto: "Io mi metto nei panni anche di chi realizza queste opere o un impianto in generale: prima ricevono i permessi e poi si vedono all'improvviso revocare o sospendere tutto. Per questo ci vuole chiarezza, da parte di tutti gli attori coinvolti nella vicenda. E' chiaro che, ripeto, leggeremo le carte e poi ci esprimeremo".

Intanto domani, presso l'auditorium del centro per l'impiego di Oliveto Citra, dalle 20 e 30, si terrà un incontro promosso dal comitato "No inceneritore valle del Sele" nel corso del quale verranno esposte alla cittadinanza le ragioni del "no" da parte del comitato. A seguire ci sarà la proiezione del film documentario Biutiful Cauntri del regista Andrea D'Ambrosio.

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