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Squillante e Iannone

Squillante e Iannone

Inchiesta Cofaser archiviata, Squillante e Iannone: "Contro di noi accuse ingiuste"

L'ex presidente della Provincia di Salerno contro alcuna stampa: "Non perdonerò mai i giornali e i giornalisti che trattarono la cosa con estrema malafede"

Tutto archiviato. Lo scorso 1 dicembre è stato depositato, presso la Procura della Repubblica di Salerno, il provvedimento di archiviazione da parte del Gip Vincenzo Di Florio su proposta del sostituto Procuratore Vincenzo Montemurro, del procedimento penale riguardante la vicenda Cofaser. Tra le persone coinvolte figuravano l’attuale direttore generale dell’Asl Antonio Squillante e l’ex presidente della Provincia Antonio Iannone. Il manager sanitario – si legge in una nota – “ringrazia la magistratura che attraverso un’attenta analisi dei fatti agli atti, per come rappresentati dalla difesa, e per tanto ringrazia vivamente l’impegno Giovanni Annunziata,  è pervenuta, scevra da ogni condizionamento pur esercitato dell’azione di sciacallaggio messa in atto dalle parti sociali e di cittadini benpensanti, alla conclusione di una vicenda spiacevole che lo ha visto coinvolto, per fatti di nessuna rilevanza penale, in qualità di Direttore Generale del Consorzio Farmacie Servizi”.

Per Squillante “la notizia dell’archiviazione è sicuramente un momento importante perché conclama la infondatezza della notizia di reato riportando la condotta nel corretto alveo della correttezza esercitata nella gestione della cosa pubblica, quale onesto cittadino ma anche per la importante funzione che svolgo quale direttore generale dell’azienda sanitaria di Salerno, nonostante l’azione di quanti sono scesi in campo per speculare su di una vicenda che è stata impropriamente considerata come un atto d’accusa. La risposta che oggi si registra pertanto, con la giusta conclusione della vicenda giudiziaria, premia la fiducia riposta nella magistratura impegnata nel far chiarezza  su improbabili ed ingiuste accuse che  purtroppo lo hanno visto coinvolto”. Più dure, invece, le dichiarazioni di Iannone che ricorda come “i giornali del tempo riportarono con grande evidenza che la cosa coinvolgeva anche la mia persona".

Poi il coordinatore regionale di Fdi-An ribadisce: "Non ho mai ricevuto nessuna informazione di garanzia e sono rimasto sempre sereno e garantito dalla mia onestà. Non rimprovero nulla ai magistrati, chi è persona perbene non teme le indagini. Diversamente non perdonerò mai i giornali e i giornalisti che trattarono la cosa con estrema malafede deformando titoli e dando una rappresentazione che mi dipinse come appartenente ad una cricca di mariuoli e profittatori. Non rimetterò mai le querele per diffamazione che ho prodotto e farò valere la mia onorabilità fino in fondo. Io a processo non ci sono andato ma questi signorini ce li porterò certamente. Deve finire questo sport della gogna mediatica ad orologeria: ero stato il più votato d'Italia con quasi 17mila voti alle primarie di Fratelli d'Italia nel Febbraio 2014 ed ero già candidato in pectore alle elezioni europee".

"Bisognava darmi un colpetto - sottolinea Iannone - ma non sanno che scherzare su queste cose con le persone oneste è pericoloso. Se dovessi giungere ad una condanna per diffamazione da parte di certa stampa e ad un risarcimento danni lo devolverò all'università degli studi di Salerno per riattivare la scuola di giornalismo. Ce n'è bisogno dato che in giro ci sono questi mestatori che domani non daranno proprio notizia di questa archiviazione o al massimo metteranno un trafiletto in qualche nascosto angolo di pagina interna (certamente non chiederanno scusa per i titoli in prima e le locandine alle edicole che molto spesso sono le uniche cose alle quali i lettori danno attenzione ). Non faccio la morale a chi la morale non ce l'ha, vanno colpiti nell'unica cosa che hanno di caro: il borsellino delle elemosine, quelle - conclude - che da amministratore e nell'esercizio della mia passione politica non ho mai fatto” .

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