Inchiesta Sarastra, il pentito Fattoruso parla di Aliberti e del fratello con l'Antimafia

I verbali con alcune sue dichiarazioni sono stati depositati, nei giorni scorsi, dal sostito procuratore Anfimafia Vincenzo Montemurro al collegio del presidente Raffaele Donnarumma che si sta occupando del processo Sarastra

L'ex sindaco Aliberti

Un altro pentito rischia di mettere ancora più nei guai l’ex sindaco di Scafati Pasquale Aliberti. Si tratta di Massimo Fattoruso, 47 anni, collaboratore di giustizia, un tempo affiliato al clan Aquino Annunziata. I verbali con alcune sue dichiarazioni sono stati depositati, nei giorni scorsi, dal sostito procuratore Anfimafia Vincenzo Montemurro al collegio del presidente Raffaele Donnarumma che si sta occupando del processo Sarastra.

Le rivelazioni

Nel corso di un interrogatorio il pentito ha rivelato di conoscere Aliberti dalle elezioni provinciali del 2004, che però non andarono a buon fine per l’ex sindaco: “Oltre a Scafati, io personalmente chiesi aiuto a Cava de’ Tirreni ai Bisogno, in particolare a Stefano Bisogno. Fu tra i primi non eletti, però le elezioni non andarono bene”. Un rapporto, il loro, nato in vista della futura apertura di una ditta di onoranze funebri: “Quando è nata la società - ha continuato Fattoruso - ci ha dato una mano proprio Aliberti. Mi sono rivolto a lui, quando era consigliere comunale, a prescindere di tutta la documentazione. C’era un contratto fatto tra il Comune di Scafati e Cesarano. La liberalizzazione sarebbe diventata effettiva nel 2007, ma c’era una legge già applicata in altre città, tipo Capaccio Paestum, che diceva che per ogni 10mila abitanti ci poteva essere un’onoranza funebre. Quindi noi non potevamo aprire. E mi rivolgo dunque ad Aliberti per sapere precisamente tutta questa situazione come stava e come si poteva aggirare”.

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Ma Fattoruso con il pm Antimafia parla anche del fratello dell’ex primo cittadino, Nello, anche lui indagato nell'ambito della stessa inchiesta, che ha incontrato in diverse occasioni: “Con Nello ho visto Michele Matrone, figlio di Franchino. Li ho incontrati al bar Nappo ed erano in atteggiamenti confidenziali”, Secondo lui “erano molto amici”.  E ancora: “Ho incontrato Nello anche in un altro bar, in via Passanti. In quel bar, proprio quel giorno, avevamo appuntamento io, Giancarlo Fele e Antonio Viscardi. Quest’ultimi avevano un appuntamento con Nello Aliberti”. L’obiettivo erano, molto probabilmente,  dei soldi da versare per un lavoro: “Viscardi gli doveva una mazzetta” ha affermato Fattoruso riferendosi al fratello dell’ex sindaco, “per un lavoro fatto a livello edile perché, bene o male, diciamo gli Aliberti facevano prendere i lavori al Viscardi e loro, comunque, nell’ambiente sono vicino ai Matrone”.

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