Incidente alle Fonderie Pisano, la solidarietà e l'auspicio del Comitato Salute e Vita

Forte: "Auspichiamo che la Magistratura faccia piena luce su questa vicenda e che la fabbrica venga sequestrata in quanto pericolosa, come è stato certificato fino al 2018"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

Come Associazione e Comitato Salute e Vita esprimiamo la nostra solidarietà all'operaio vittima del gravissimo incidente all'interno delle Fonderie Pisano e la profonda preoccupazione per la mancanza di sicurezza in questo luogo di lavoro.

Ci troviamo ancora una volta a fare i conti con uno stabilimento obsoleto, che ha profonde carenze in materia di norme relative alla sicurezza sul lavoro, come lo ha dimostrato ampiamente il processo che ha portato la proprietà alla condanna di patteggiamento nel 2015 per la mancata osservanza di norme per la sicurezza dei lavoratori.

Lo ha scritto Lorenzo Forte dell'Associazione Salute e Vita che si pronuncia sul drammatico incidente culminato con il grave ferimento di un operaio, presso le Fonderie Pisano.

Di seguito, la nota stampa del comitato

Ricordiamo inoltre che CPI - Certificato Prevenzione Incendi - (la cui assenza causò otto morti nel terribile incidente del 2007 nell'acciaieria Thyssen) è stato rilasciato ai Pisano solo nel 2017. Fino a quella data, infatti, gli operai dell'opificio di Fratte hanno lavorato in mancanza dei requisiti di sicurezza antincendio, e solo dopo la nostra denuncia pubblica il prefetto costrinse la proprietà ad ottemperare a questa norma.

Anche i muletti furono sequestrati qualche anno fa dalla Polizia Municipale su nostra segnalazione, in quanto, privi di targa, non avrebbero potuto circolare all'esterno della fabbrica, né tantomeno attraversare la strada, ed invece indisturbati interrompevano la circolazione in transito su via dei Greci, passando da una parte all'altra della proprietà Pisano, creando un pericolo sia per gli operai che per gli automobilisti.

Tutti questi episodi, non ultimo quello di oggi, che non è isolato in quanto qualche anno fa anche un altro operaio rimase ferito nel trasporto del carbone, dimostra quanto poco interesse c'è, da parte dei Pisano, a tutelare operai e cittadini. Appena due giorni fa, infatti, per l'ennesima volta, fumi di cui non conosciamo la composizione, non filtrati dai camini, fuoriuscivano dai capannoni, come dimostrato dai video che abbiamo consegnato anche ai NOE.

Auspichiamo che la Magistratura faccia piena luce su questa vicenda e che la fabbrica venga sequestrata in quanto pericolosa, come è stato certificato fino al 2018, quando l’ARPAC ha dichiarato che vi era un pericolo "esiziale", quindi mortale, per i lavoratori e la popolazione. Chiediamo ancora una volta al Sindaco di Salerno l'emanazione di un'ordinanza contingibile ed urgente ed esprimiamo ancora la nostra piena solidarietà all'operaio vittima di questo incidente sul lavoro.

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