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Gioi, cinghiale provoca incidente, il sindaco scrive al Parco del Cilento

Lo scontro si è verificato sulla strada provinciale 47 che collega Gioi con Vallo della Lucania, nei pressi della località Santa Croce. Il primo cittadino Andrea Salati chiede aiuto alla classe dirigente dell'Ente

Un nuovo incidente stradale, provocato da un grosso cinghiale, si è verificato sulla strada provinciale 47 che collega Gioi con Vallo della Lucania,  nei pressi della località Santa Croce. Un’automobile, infatti, si è scontrata con l’animale riportando seri danni, mentre una donna è stata trasportata in ospedale. Per questo il sindaco Andrea Salati ha deciso di scrive una nota ai vertici del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano per denunciare l’accaduto e suggerire dei provvedimenti da adottare in deroga alla legge venatoria per procedere ad un abbattimento numericamente consistente.

“Ci risiamo – scrive il primo cittadino – Questa volta è toccato ad una trapiantata renale che a bordo della sua auto, con il figlio alla guida, si è vista sbarrare la strada da un grosso cinghiale. E mentre l’auto ha subito gravi danni alla malcapitata, trasportata al Pronto Soccorso del San Luca di Vallo della Lucania per gli accertamenti del caso, per fortuna non sono state riscontrate conseguenze dannose inerenti la sua condizione di trapiantata, ma solo forti dolori diffusi e un grande spavento. Purtroppo – continua Salati – l’attuale situazione burocratica non modifica lo status quo ante, viste le continue e quotidiane proteste delle popolazioni amministrate, che si rinnovano in modo più veemente ogni qual volta le scorribande degli ungolati provocano danni anche gravi mai o mal risarciti, ai coltivati, e mettono a repentaglio l’incolumità di persone e cose, come nell’ennesimo caso riportato”.

Per Salati “vengano i selecontrollori che attraverso prelievi mirati dovrebbero ridurre selettivamente il numero dei cinghiali, ma ritengo, ancora una volta, che non è la panacea per la soluzione della problematica. Per farlo, mi permetto di dare dei suggerimenti , finora inascoltati dai predecessori. Bisogna far ricorso alle deroghe delle leggi 157/92 e 394/91 che regolano l’attività venatoria nelle aree protette. Deroghe che nel caso non vi siano altre soluzioni soddisfacenti, e non ve ne sono, si applicano in casi di estrema gravità quali la tutela della salute e della sicurezza pubblica, la sicurezza aerea, la prevenzione di gravi danni alle culture, al bestiame ai boschi, alla pesca e alle acque, la protezione della flora e della fauna. Tutte condizioni queste che sono presenti nel nostro territorio attualmente. Allora che si aspetta a dar via libera alle deroghe che la legge autorizza e che risolvono l’annosa problematica venendo incontro alle esigenze delle popolazioni amministrate? E’il momento delle decisioni forti, in caso contrario potrebbero essere i sindaci a prendere i provvedimenti necessari anche se non condivisi” conclude il sindaco.

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