Incontro con il presidente Vincenzo Scotti della "Link Campus University"

A Cura di Valentina Busiello. Si ringrazia per la gentile collaborazione il Professore Marco Emanuele.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

Incontriamo il Presidente Vincenzo Scotti della Link Campus University, situata in Via del Casale di San Pio V a Roma. La Link è un Campus, già residenza papale, immerso in una stupenda area verde. Nel tempo di sicurezza Covid, la Link ha aperto un bar d’estate in un elegante gazebo, divani e tavoli da pranzo tutti con distanziamento. L’Università degli Studi Link Campus University fornisce allo studente una offerta formativa articolata in Corsi di Laurea Triennale, Magistrale e Master molta ampia e prestigiosa che spazia dal Corso di Laurea in DAMS, alla Laurea Magistrale in Digital Innovation, al Corso di Laurea Triennale in Scienze della Difesa e Sicurezza, alla Laurea Magistrale in Consulenza del lavoro e sistemi di workfare, alla Laurea Magistrale in Economia, alla Laurea Magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza, alla Laurea Magistrale in Studi Internazionali, ai Master in Intelligence and Security, in Cyber Security e a tantissimi altri che possono essere consultati sul sito www.unilink.it Benvenuto Onorevole Vincenzo Scotti, ci illustra un suo progetto personale o una sua idea su un progetto futuro? Più che di progetti personali, sarebbe importante che le istituzioni maturassero un progetto per il Paese: riuscire a fare sistema in una situazione complicata e difficile quale quella nella quale ci troviamo, per fronteggiare - in Europa e nel mondo - una competizione non facile. Bisogna ricercare alleanze ed intese a livello Internazionale; molto del nostro futuro lo giochiamo sul terreno delle relazioni internazionali e sulla nostra capacità di raccordarci con altri rispetto a un progetto comune in Europa. Abbiamo bisogno di un progetto dell’Europa nel mondo perché il vero problema è la ricollocazione del Vecchio Continente nell’equilibrio politico mondiale. Credo che la cultura, l’università e i centri di ricerca abbiano la responsabilità di non muoversi in modo disarticolato ma di cercare di contribuire a una coesione per avere la forza di incidere nel contesto internazionale. Presidente Scotti, nella sua università ciò che salta all’occhio sono le eccellenze. Vi è un parterre di insegnanti professionals che spaziano in ogni settore. Ci illustra questa scelta di professionisti che lavorano in sinergia all’interno della Link Campus University? Mettere insieme eccellenze del mondo Accademico con eccellenze del mondo delle professioni: questa è la nostra scelta strategica da sempre. Stiamo realizzando un notevole numero di concorsi per professori di seconda e di prima fascia, giovani che hanno avuto l’abilitazione e che cercano una collocazione nelle università italiane. Accompagnare la presenza di eccellenze accademiche con personalità del mondo delle professioni, per dare ai giovani sia le conoscenze scientifiche sia le esperienze nel campo delle professioni: ecco il nostro tentativo, lanciare un messaggio positivo per garantire loro conoscenze e competenze sempre più necessarie nella competizione globale. I giovani avranno un ruolo nel mondo futuro, in particolare coloro che sapranno essere all’altezza della sfida del governare i processi storici nei vari campi. Il problema è, come università, di formare classi dirigenti che sappiano intravedere i cambiamenti e che abbiano il coraggio di assumere le decisioni che servono per adeguare le istituzioni politiche, le istituzioni economiche e la vita sociale al cambiamento stesso. Stiamo facendo l’esperienza di una drammatica crisi sanitaria e vediamo tutti i giorni le difficoltà, per il nostro Paese, di venirne fuori: si tratta di una crisi che incide notevolmente sull’organizzazione economica, sociale e sulle condizioni lavorative di molte persone e che ha creato una situazione nella quale occorre recuperare rapidamente la crescita e la produttività (problemi peraltro pre-esistenti al virus). Presidente Scotti, alla Link Campus University, si formano classi dirigenti? Cerchiamo, umilmente, di formare classi dirigenti: ben conoscendo i nostri limiti, l’ obiettivo è di puntare in alto. Bisogna avere l’ambizione di guardare oltre la siepe, a ciò che sarà. Le giovani generazioni dovranno affrontare anni non facili, sfidanti ma impegnativi. Presidente Scotti, è bellissima questa sinergia che si respira alla Link, tra formazione, esperienza e professionalità. Cosa ci può dire? Il sapere e il saper fare sono due cose che devono viaggiare insieme. Il problema è ripartire dalle sfide e sulle sfide arrivare a costruire teorie che servano e che siano strumentali al cambiamento del Paese. Presidente Scotti, sull’argomento mafie Lei ha una esperienza politica e umana molto importante. Ha avuto l’opportunità di conoscere e di avere rapporti professionali e di amicizia con persone come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Ce ne parla ? In quegli anni, a Roma, fu molto presente il Giudice Falcone poiché venne al Ministero della Giustizia come Direttore Generale degli Affari penali e dette un contributo straordinario all’elaborazione di tutta la legislazione antimafia. Quegli anni furono intensi e sia la produzione legislativa sia il lavoro investigativo e giudiziario furono portati avanti con grande coraggio da parte di Falcone, di Borsellino e di tanti altri uomini degli apparati di contrasto e della magistratura. Non sono stati anni semplici: bisognava avere coraggio, e la mafia utilizzò tutti gli strumenti di violenza per intimidire gli apparati. Occorre continuare con la forza, la determinazione e la visione di allora, ben sapendo che non basta fare un pezzo di strada ma che occorre proseguire il cammino, continuare con fermezza adeguando gli strumenti e le norme ai cambiamenti ulteriori. Rispetto al 1992 il mondo è cambiato notevolmente. Ad oggi la criminalità è una rete transnazionale che tende a delegittimare e a riconfigurare gli Stati: il crimine transnazionale è un ineludibile dato geopolitico. Si vince la battaglia solo se c’è una reazione globale; possiamo attaccare un’area particolare ma dobbiamo sapere che bisogna sconfiggere la rete, il sistema. Criminalità, malaffare e terrorismo anche politico sono legati insieme. Presidente Scotti, cos’è il terrorismo politico? Con l’espressione terrorismo politico intendiamo l’esasperazione di ogni forma di radicalismo. Ci troviamo di fronte a un sistema di violenza, guerra, che non è più quello tradizionale: non si combatte più sui teatri cosiddetti di guerra, si combatte di fronte ad un nemico che spesso non è conosciuto, che non sappiamo da che parte attacca: è una guerra totalmente asimmetrica e che va combattuta all’interno degli Stati. Come abbiamo visto, tanti attentati sono avvenuti, e avvengono, in Europa e nel mondo. La violenza cresce e destabilizza gli Stati e si raccorda con criminalità e malaffare. Presidente, nel nostro Paese cerchiamo sempre di abbattere la criminalità e di combattere il terrorismo? I vertici che tracciano la strada non sono sufficienti: occorre il coinvolgimento della popolazione e del Paese nel suo complesso. Ci vuole una sinergia sistemica. Quando con Falcone e Borsellino si parlava di queste cose, loro insistevano continuamente sul problema di una mobilitazione del Paese, delle coscienze, delle giovani generazioni, di sapere che il futuro della vita degli Stati dipende dalla capacità di ripristinare legalità e, quindi, regole entro cui possa svolgersi la vita democratica.

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