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Giovedì, 27 Gennaio 2022
Cronaca

Appalti e voti a Salerno, l'indagine su De Luca: "Ecco i rapporti con il capo delle cooperative"

Il governatore della Campania è indagato per concorso in corruzione: ieri la notifica dell'avviso di richiesta di proroga delle indagini. L'ipotesi di reato contestata anche a Zoccola e al fedelissimo Marotta

Spuntano nuove indiscrezioni sull’accusa di concorso in corruzione che vede indagato il governatore della Campania Vincenzo De Luca, nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Salerno sui rapporti intrecciati tra l’amministrazione comunale e le cooperative del terzo settore ed il coinvolgimento di queste ultime in occasione delle elezioni. Ieri all’ex sindaco di Salerno è stato notificato dalla Squadra Mobile un avviso di proroga delle indagini. La stessa notifica sarebbe stata notificata anche a Felice Marotta, dirigente storico del Comune e fedelissimo di De Luca, e a Fiorenzo Vittorio Zoccola, considerato il “capo” delle cooperative e finito prima in carcere e poi ai domiciliari nell’ambito della medesima inchiesta giudiziaria. 

La telefonata di Marotta

Sulle indagini continua ad esserci il massimo riserbo. Ma nel mirino degli inquirenti sarebbe finita un’intercettazione telefonica in cui Felice Marotta si sfoga con il sindaco Vincenzo Napoli (indagato): “De Luca mi ha fatto un guaio troppo grande. Questo Vittorio (Zoccola, ndr) si è messo nelle palle, io l’avevo cazziato, l’avevo allontanato e non ci salutavamo neanche più”. La telefonata avrebbe ad oggetto una gara d’appalto relativa ad affidamenti alle coop che un dirigente del Comune avrebbe bloccato con il rischio di ricadute sulla campagna elettorale. 

L'indicazione di De Luca per i voti 

Al centro dell’inchiesta giudiziaria, dunque, anche il rapporto diretto tra De Luca e Zoccola, di cui quest’ultimo ha parlato durante gli interrogatori. “L’ho conosciuto nel 1989 quando era segretario provinciale del Pci” ha spiegato Zoccola, il quale sarebbe stato coinvolto anche in occasione delle ultime elezioni regionali. De Luca – secondo la versione di Zoccola – gli avrebbe indicato di dividere i voti con l’ormai noto “70% a Savastano (consigliere regionale di Campania Libera e fedelissimo di De Luca agli arresti domiciliari ) e 30% a Picarone (consigliere regionale non indagato e uomo di fiducia di De Luca) ”, su cui ci sarebbero ulteriori approfondimenti in corso da parte della Procura. 

Il commento di Letta

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