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Scarico di rifiuti pericolosi a rischio infettivo: indagini anche sul porto di Salerno

In tutto, sono 24 gli indagati nell’indagine della magistratura catanese sull’illecito smaltimento dei rifiuti accumulati durante le attività di salvataggio in mare da parte di Medici senza Frontiere

Anche il porto di Salerno risulta sotto i riflettori dell'indagine della Guardia di Finanza e della Polizia, coordinata dalla Procura di Catania, in merito ai rifiuti pericolosi a rischio infettivo, sanitari e non, scaricati in maniera indifferenziata, come se fossero rifiuti urbani. Pesante, l'accusa nei confronti delle Ong Medici Senza Frontiere e di due agenti marittimi che ha fatto scattare il sequestro preventivo dell’Aquarius (attualmente nel porto di Marsiglia) e di 460 mila euro. Sarebbe stato accertato lo smaltimento illecito in 44 occasioni per un totale di 24 mila chilogrammi di rifiuti.

Il sistema

In tutto, sono 24 gli indagati nell’indagine della magistratura catanese sull’illecito smaltimento dei rifiuti accumulati durante le attività di salvataggio in  mare da parte di Medici senza Frontiere. Secondo l’accusa i soggetti coinvolti, a vario titolo, avrebbero “sistematicamente condiviso, pianificato ed eseguito un  progetto di illegale smaltimento di un ingente quantitativo di rifiuti pericolosi a rischio infettivo, sanitari e non, derivanti dalle attività di soccorso dei  migranti a bordo della Vos Prudence e dell’Aquarius e conferiti in modo indifferenziato, unitamente ai rifiuti solidi urbani, in occasione di scali tecnici e sbarco dei migranti” in 11 porti: Trapani, Pozzallo, Augusta, Catania e Messina in Sicilia, Vibo Valentia, Reggio Calabria e Corigliano Calabro in Calabria, Napoli e Salernoin Campania, Brindisi in Puglia.  Tra i rifiuti scaricati la procura indica “gli indumenti contaminati indossati dagli extracomunitari”, gli scarti alimentari e i rifiuti sanitari infettivi utilizzati a bordo per l’assistenza medica. L’inchiesta avrebbe inoltre accertato che i membri di Medici senza frontiere e i due agenti marittimi Francesco Gianino e Giovanni Ivan Romeo concordavano  “sistematicamente” lo smaltimento illegale dei rifiuti – 37 volte per l’Aquarius e 7 per la Vos Prudence – “eludendo i rigidi trattamenti imposti dalla loro natura  infettiva”.

Gli indagati

Tra gli indagati, oltre a Gianino, Romeo e i centri operativi di Amsterdam e di Bruxelles di Medici senza frontiere, ci sono il comandante e il primo  ufficiale dell’Aquarius, il russo Evgenii Talanin e l’ucraio Oleksandr Yurchenko. A questi si aggiungono 8 membri di Medici senza frontiere, alias il vice capo missione Italia di Medici senza frontiere Belgio, Michele Trainiti, il vice coordinatore  nazionale nazionale e addetta all’approvvigionamento della missione Italia di Medici senza frontiere Belgio, Cristina Lomi, il liaison Officer di Mas Belgio, Marco  Ottaviano, i coordinatori del progetto Sar Aquarius di Medici senza frontiere Olanda, Aloys Vimard e Marcella Kraaij, il coordinatore logistico di Aquarius, Joachim  Tisch, il delegato alla logistica a bordo della nave, Martinus Taminiau, e il coordinatore del progetto a bordo della nave, l’inglese Nicholas Romaniuk.
 

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