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Infiltrazioni nel trasporto infermi e onoranze funebri, il sindaco Alfieri: "Estranei ai fatti"

Intanto, il presidente della Fondazione Angelo Vassallo, Dario Vassallo, chiede la commissione d'accesso agli atti

"Riguardo all’operazione di contrasto alle infiltrazioni criminali nel settore del trasporto infermi e delle onoranze funebri, sono già iniziati attacchi pretestuosi verso di me, il Comune di Capaccio Paestum e la mia amministrazione".

E' quanto detto dal sindaco di Capaccio Paestum, Franco Alfieri, in merito alle infiltrazioni emerse nel settore del trasporto infermi e delle onoranze funebri e culminate con l'arresto di Roberto Squecco. "Voglio sottolineare che si tratta di fatti del tutto estranei all’attività amministrativa portata avanti dal nostro Ente, di vicende che nulla hanno a che fare con il lavoro quotidianamente svolto dall’amministrazione che guido. Alla consigliera Stefania Nobili auguro di chiarire presto la sua posizione nell’interesse suo e della Comunità".

L'appello di Vassallo

Intanto, a intervenire sull'argomento, anche  Dario Vassallo, presidente della Fondazione Angelo Vassallo: “Nuovi e ancor più inquietanti fatti di cronaca giudiziaria coinvolgono il Comune di Capaccio Paestum a tal punto che chiediamo alla Commissione Antimafia, che già si è occupata di alcune vicende, di sollecitare il ministro dell'Interno affinché venga nominata una commissione d'accesso per prendere in considerazione l'ipotesi dello scioglimento dell'amministrazione comunale”. “Sono stato ascoltato il 15 ottobre 2019 dalla Commissione Antimafia su alcune e particolari vicende che coinvolgono gli attuali amministratori del Comune – spiega Vassallo - ho esposto e documentato le azione delittuose messe in campo da alcuni personaggi che siedono attualmente al Municipio”.

Parla Vassallo

“All'azione di legalità e trasparenza - cito solo il caso delle 'strade fantasma'  si è scatenata puntuale una campagna diffamatoria e pericolosa. Qualcuno ha additato il sottoscritto, il fratello del Sindaco Pescatore, come il 'nemico del Cilento' veri e propri avvertimenti in uno stile marcatamente mafioso. Nulla ci farà indietreggiare, demordere, abbiamo già pagato un prezzo altissimo, l'uccisione di un sindaco, un omicidio politico-camorrista che a distanza di anni, è avvolto nella nebbia del mistero.

Non abbiamo paura e non temiamo nessuno camorristi, ignavi e collusi sappiamo come agiscono e per questo chiediamo l'accensione di un faro sull'amministrazione comunale con la nomina di una Commissione d'accesso agli atti che porti allo scioglimento di questa amministrazione”.
 

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