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Legambiente: "Un 2015 nero per quanto riguarda l'inquinamento atmosferico"

Secondo i dati di Legambiente la maglia nera dei capoluoghi va a Napoli, con 75 sforamenti di Pm10 nel 2015. Seguono Benevento con 74, Caserta con 58 ed Avellino con 50. Chiude la classifica Salerno con 39 sforamenti nel 2015

Allarme smog in Campania. Legambiente, infatti, ha divulgato i dati delle centraline installate in 16 città campane e la situazione risulta essere molto grave. Nel 2015, infatti, su 16 città monitorate dall'associazione ambientalista, ben 14 hanno superato il limite dei 35 giorni di sforamento consentiti di Pm10. Il comune più inquinato in Campania è San Vitaliano, dove le centraline di Legambiente hanno registrato sforamenti di Pm10 per ben 129 giorni nel 2015.

Per quanto riguarda i comuni capoluoghi, invece, la maglia nera va a Napoli, con 75 sforamenti nel 2015. Seguono Benevento con 74, Caserta con 58 ed Avellino con 50. Chiude la classifica dei capoluoghi Salerno con 39 sforamenti su 35 consentiti di Pm10 nel 2015. Anche i primi dati del 2016 non sono incoraggianti con Napoli che ha superato, fino al 26 gennaio, ben 11 volte il limite consentito di Pm10. Anche in questo caso Salerno è il capoluogo con l'aria più pura ma sono stati registrati, comunque, ben 4 sforamenti nei primi 26 giorni dell'anno.

“Per contrastare in maniera efficace l’inquinamento atmosferico, è indispensabile un cambio di passo nelle politiche della mobilità sostenibile, potenziando il trasporto sul ferro, l’uso dei mezzi pubblici e la mobilità nuova, e rendere così le auto l’ultima delle soluzioni possibili per gli spostamenti dei cittadini - commenta Michele Buonomo, presidente regionale di Legambiente - L’emergenza smog difficilmente si potrà risolvere con interventi sporadici che di solito le amministrazioni propongono in fase d’emergenza tra targhe alterne, blocchi del traffico, mezzi pubblici gratis, come avviene attualmente in gran parte delle città italiane, e senza nessuna politica concreta e lungimirante.  Per questo è urgente e indispensabile che l’Italia adotti un piano nazionale per la mobilità urbana, dotato di risorse economiche, obiettivi misurabili e declinabili. La priorità – conclude Buonomo - deve essere la realizzazione di nuove linee metropolitane e di tram, a cui devono essere vincolate da subito almeno il 50% delle risorse per le infrastrutture, da destinare alle città, dove si svolge la sfida più importante in termini di rigenerazione urbana e di vivibilità”.

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