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Bagarre e insulti al 25maypride all'Arena del Mare: lo sfogo del presidente dell'Arcigay

Napoli: "Mi sono sentito ferito, arrabiato, deluso, offeso, sconcertato per una situazione surreale che mai avrei immaginato da parte di artisti storici e noti"

Non è andato come sperato, il 25maypride, all'Arena del Mare di Salerno, il 4 settembre. Come denunciato sui social dal presidente dell'Arcigay di Salerno, Francesco Napoli, alcuni degli artisti invitati al concerto, per via di alcuni disguidi, hanno screditato e criticato gli organizzatori dell'evento. Non sono mancati insulti omofobi nel caos, per chi era sul palco, in un clima che in poco tempo ha suscitato profonda amarezza in tutti coloro che avevano creduto nel progetto condiviso con le sigle sindacali Cgil e Uil.

Lo sfogo di Francesco Napoli (Arcigay)

(...) Alla fine di un lungo percorso organizzativo e politico, dove i diritti e le tutele delle e per le persone lgbti+ vengono assunti come patrimonio e obiettivo comune, dove il lavoro e la salute ritrovano luoghi dove se ne rivendicano la centralità, qualcuno decide di far saltare il banco, è proprio il caso di dire. 

Con una modalità orribile e poco professionale artisti, pagati e ringraziati, per un ritardo di dieci minuti, si arrogano il diritto, la prepotenza e la tracotanza di inveire, offendere, screditare e delegittimare non solo le sigle sindacali, bersaglio delle invettive, ma con loro tutte e tutti noi, singoli e organizzazioni.  Mi sono sentito ferito, arrabiato, deluso, offeso, sconcertato per una situazione surreale che mai avrei immaginato da parte di artisti storici e noti. La mia solidarietà alle persone ed alle organizzazioni.  Con una postilla: ieri sera, dopo che si era presentato un protocollo di intesa tra sindacati e Arcigay "Marcella Di Folco" Salerno, nella bagarre generale, qualcuno dalla piazza urla R**** DI MERDA, rivolgendosi all'artista di cui sopra. Bene, chiunque sia stato non ha offeso solo me, che pure non ero oggetto di tale attenzione, ma un'intera organizzazione ed una intera platea. Segno che abbiamo ancora tanto da fare.

(...)Ma come quando piove al Pride sai che quello che conta è il percorso, l'impegno, la passione, gli abbracci, le strette di mano, le esperienza che fai con gli altri. Sai che quello che conta è il messaggio e la musica, occupare lo spazio pubblico e contaminarlo il più possibile di novità e bellezza. La bellezza dei diritti, delle uguaglianze, delle libertà democrariche, della giustizia sociale. Dalle esperienze si deve sempre poter imparare. Io ho imparato molte cose ieri sera. Ed altre confido di apprenderle, su questa vicenda, nei prossimi giorni. Siamo sicuri che tutti, proprio tutti, faranno lo stesso?

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