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Un momento della premiazione

Un momento della premiazione

Integrazione e sport: premiati i vincitori del "1° memorial Rosario Caliulo The Boss"

Grande partecipazione al convegno sull'integrazione organizzato da Renato Caliulo, figlio dell'ex direttore del settore Politiche Sociali del Comune e alla guida dell'impresa sociale Kuroi

Grande entusiasmo e partecipazione, ieri sera, al Centro Sociale di Salerno dove si è tenuto un convegno sull’integrazione attraverso lo sport, a seguito della conclusione del torneo di calcio a 5 dedicato al compianto direttore delle Politiche Sociali del Comune, Rosario Caliulo che, anni fa, ne fu l'ideatore. Grazie all'impegno del figlio Renato, alla guida dell'impresa sociale Kuroi, diverse squadre composte da minori stranieri non accompagnati e italiani, si sono sfidati sul campo di calcio, nel segno dell'integrazione.

Il dibattito

All’evento di ieri, che è terminato con la premiazione dei vincitori del torneo - 1° memorial Rosario Caliulo The Boss, sono intervenuti Luigi Raffaele Di Maio, delegato provinciale Fipe e Fikbms, Vincenzo Guzzo, responsabile del progetto Spemes, Pasquale Cuffaro docente S.D.S. Coni e la sportiva Sonia Arena   e l'assessore alle Politiche Sociali del Comune di Salerno Nino Savastano.  Particolarmente emozionato Renato Caliulo: “Lo sport - ha spiegato - realizza una forma di integrazione e di razzismo al contrario. Le vere differenze non sono nella religione, negli stili di vita, nei colori, ma solo negli aspetti economici che dividono il mondo. C’è chi ha tanto, e spesso non sa come utilizzarlo, e chi ha poco. Se non ci sarà ripartizione della ricchezza il problema lo avremo sempre. Per arrivare alla vera integrazione bisogna fare dei salti di qualità molto grossi che vanno al di là di questo tavolo. Complimenti, comunque, ai vincitori del torneo”.

Gli ha fatto eco Di Maio: “E’ lo sport che permette una democraticità di rapporto fra le parti, senza alcuna discriminazione, senza nessun intervento di raziocinio, senza distinzione del colore della pelle. Noi oggi – ha aggiunto -  stiamo vivendo un momento sociale, culturale e psicologico particolare che ognuno di noi vive sulla propria pelle”.

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