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Giornalista, docente ed innamorata della vita: intervista ad Anna Bisogno

Anna Bisogno, produttrice di versi ed osservazioni che sanno di amore e che lei stessa ha ribattezzato scherzosamente con il nome di "vuommechi", si racconta alla nostra redazione attraverso un'intervista esclusiva

Solare, romantica e sognatrice. Con i suoi pensieri è in grado di intenerire anche i cuori più duri, sferrando, a suon di dolcezza e delicata ironia, un inaspettato colpo al cinismo e a quella tendenza al lamento e al disincanto, sempre più diffusa ai nostri giorni. E' Anna Bisogno, produttrice di versi ed osservazioni che sanno di amore e che lei stessa ha ribattezzato scherzosamente con il nome di "vuommechi". La giornalista salernitana doc, sulla cresta dell'onda della sua carriera, dunque, si racconta alla nostra redazione attraverso un'intervista esclusiva. Da leggere tutta d'un fiato.

Docente, giornalista, esperta di comunicazione ed uffici stampa, ma anche opinion leader e promotrice di sorrisi e romanticismo tra gli utenti dei social network, amante della musica e della chitarra...quale di queste figure rispecchia per prima Anna Bisogno?

Innanzitutto c’è Anna. Dietro e davanti tutto questo c’è lei con il suo entusiasmo e le sue fragilità, la sua passione per le cose e le persone, le sue debolezze e tormenti, il suo studio e la sua ricerca. Accanto, le persone della sua vita e dentro tutto quello che hai elencato. Aggiungo che a fronte di tutta la socialità virtuale e reale che mi viene riconosciuta c’è una timidezza e una riservatezza che pure mi appartiene e che da un lato provo a smussare e gestire, dall’altro a preservare. La mia vita privata resta privata oltre che sacrificata e, nei limiti del possibile, lontana da troppi trambusti. E’ lì il mio rifugio.
 
La tua carriera parte da Salerno e giunge fino a Roma: puoi sintetizzarci le tappe e i traguardi più importanti?
 

La formazione e l’esperienza sono legate a Salerno e a Salerno spesso ritornano. Ho iniziato a muovere i primi passi nel giornalismo grazie all’accoglienza che il compianto Don Angelo Visconti mi riservò nella redazione del settimanale cattolico “Agire” dove iniziai come correttore di bozze, selezionatrice delle fotografie delle pagine per poi diventare responsabile della pagina sportiva. E’ stata una importante palestra in cui Carmine Mellone mi ha fatto da prezioso allenatore. Nello stesso periodo frequentavo l’Università dove ero iscritta al Corso di laurea in Scienze della Comunicazione: spesso studiavo in redazione dove ho anche scritto parte della tesi sulle strategie di programmazione in prima serata di Rai e Mediaset. L’altra bella esperienza umana e professionale è poi iniziata come addetto stampa dell’Anffas-Onlus di Salerno, l’associazione di famiglie di disabili intellettivi e relazionali di Salerno. E’ stato il mio primo incarico e anche una grande sfida sotto il profilo della comunicazione: trasferire ai media l’idea di una disabilità attiva e non retorica. Con Giovanni Caressa prima e Salvatore Parisi oggi ritengo che questo risultato sia stato raggiunto. Dopo la laurea iniziai a insegnare a contratto all’Università di Salerno Storia della televisione e contestualmente vinsi il dottorato di ricerca, senza borsa. Furono anni di sacrifici, difficoltà e denti stretti: studiare e lavorare non è mai né semplice, né consigliabile.  Nel 2003 l’incontro con il senatore Alfonso Andria, vanto politico della città di Salerno e uomo perbene, con il quale ho condiviso un percorso durato quasi dieci anni, ricco di esperienze e diverse gratificazioni iniziate con il suo ultimo anno alla presidenza della Provincia di Salerno, passando per il Parlamento Europeo e il Senato della Repubblica. Sono stati anni di formazione vera accanto a lui che mi ha insegnato la cura e l’attenzione per le parole da dire e da scrivere e l’attenzione che merita l’incontro con le persone. Poi la chiamata all’Università di Roma Tre e l’inizio di un percorso accademico che dura da quattro anni. E poi via via tante belle esperienze professionali che nel tempo si sono susseguite: il Festival del Cinema di Salerno, Davimedia, Giffony Accademy, il Giffoni Film Festival e tante altre.

Nel contesto in cui vivi, hai trovato quello che cerchi?
 
Più che quello che cerco ho trovato quella che sono che mi ha consentito di capire meglio cosa stessi cercando e che, forse, in qualche modo già avevo: la creatività. Devo dire anche che sono una persona fortunata: sulla mia strada ho incontrato e continuo ad incrociare persone che aiutano a far venir fuori Anna in tutta la sua complessità e poliedricità. Le ringrazio tutte, nel bene e nel male.
 
Quali difficoltà sono state più dure da superare nel tuo percorso?
 
Sono state e continuano ad essere diverse: da quelle di tipo economico a quelle legate ad alcuni problemi di salute, alle rinunce connesse al tempo e alla necessità di valutare e scegliere le opportunità.  Il tutto in continua apnea.
 
Nei tempi che stiamo attraversando, dove ogni ostacolo a molti appare insormontabile, quale può essere il tuo consiglio per realizzarsi? E' ancora possibile fare della propria vita una favola?

Io credo che la crisi, paradossalmente, abbia messo in condizione ciascuno di sollecitare meglio la propria creatività, l’arte di ingegnarsi, l’istinto, il talento che sono necessari per capire quale è la nostra favola o, almeno, di cercarne una su misura. Alcune delle mie favole e dei miei sogni le ho costruite e vissute a Roma.
 
Infine, a proposito di sogni, quest'anno per te nuovo traguardo con la tua partecipazione a Sanremo attraverso l'ufficio stampa di Forzano: come nasce questa avventura e quali sono i tuoi prossimi obiettivi?

Conosco Duccio Forzano e la sua splendida famiglia da qualche anno. Sono molto legata a lui, a Valentina e alle piccole Emilia e Teresa. Il primo coinvolgimento professionale  è stato nel videoclip di Max Gazzè, “I tuoi maledettissimi impegni”, girato all’Università di Salerno dove Duccio era stato a marzo scorso ospite della rassegna Davimedia. In quella occasione, con i meravigliosi compagni di viaggio della PennyLane Production, sono stata assistente di produzione e addetta ai rapporti con la stampa. Successivamente mi ha impegnata nella promozione del dvd di Ivano Fossati, Decadancing Tour, in pratica il saluto del cantautore genovese al suo pubblico. Beh, il dvd è ancora primo in classifica dopo l’uscita del 19 novembre. Due i momenti più emozionanti: interagire con Fossati e ascoltare il servizio sul dvd al tg1 con Mollica che definisce “magistrale” la regia di Forzano. E oggi sono pronta ad affrontare questa nuova avventura con consapevolezza, entusiasmo e un po’ di ansia. Duccio è un professionista di alto profilo e un entusiasta. E’ dotato di una carica contagioisa e poi è un uomo di parola che manifesta la sua gratitudine. Dice spessissimo “grazie” e questo fa di lui un uomo ancor più straordinario.

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