Da Salerno a Santo Domingo per conquistare tutti i palati con la cucina italiana: intervista allo chef Paolo De Vita

Paolo De Vita: "Tra le soddisfazioni più grandi, quella di aver cucinato in varie occasioni per 3 presidenti della Repubblica. Lavoro da 6 anni con le forze armate, il capo della Polizia, come chef in eventi particolari"

Lo chef

Ha lasciato l'Italia quasi 20 anni fa ed è riuscito a realizzarsi e a portare alta la bandiera del Belpaese all'estero, conquistando tutti con la nostra cucina tipica. E' lo chef salernitano Paolo De Vita che, distinguendosi, ha riscosso notevole successo a Santo Domingo, dove ha deliziato e continua a deliziare i palati delle più alte carico di Stato. Il noto chef ha concesso un'intervista alla nostra testata, raccontando la sua storia professionale.

Da quanti anni è andato via dall'Italia e cosa la ha portata a questa scelta?

Sono partito dall’Italia nel settembre dell’anno 2000, perché avevo avuto un’offerta di lavoro come chef nella Repubblica Dominicana, precisamente in Casa de Campo (il progetto turistico più esclusivo dell’America Latina). Ho portato non solo la nostra cucina, ma anche la nostra cultura, facendo conoscere a tutti i nostri piatti delle ceramiche di vietri, il nostro forno a legna fatto da maestri fornai di Sorrento e la nostra pasta Garofalo, all’epoca non tanto famosa come oggi.

Che tipo di studi e formazione ha alle spalle?

Quando sono partito mi mancavano 4 esami e la tesi per laurearmi in magistero: ho concluso gli studi due anni dopo lavorando e studiando, e poi ho preso una seconda laurea all’università di Portorico come Chef esecutivo e direttore di Food en beverage. Attualmente sono proprietario di un ristorante a Bayahíbe, Kukka Beach Restaurant, e dell'Alkquimia Hotel, in località Dominicus.

Quale è stata la sua soddisfazione più grande?

Tra le soddisfazioni più grandi, quella di aver cucinato in varie occasioni per 3  presidenti della Repubblica. Lavoro da 6 anni con le forze armate, il capo della Polizia, come chef in eventi particolari, portando alta la nostra bandiera.

Tornerebbe a Salerno o ha trovato lì la sua dimensione?

Ritorno a Salerno con piacere, ma solo in vacanza per adesso.

Consigli  per i giovani aspiranti chef?

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Credo che andar via dall’Italia mi abbia aiutato a essere una persona più indipendente e tenace: consiglio a tutti di provare una esperienza simile. Oggi credo che Salerno, a differenza di prima, si stia proiettando come città turistica dove sì apriranno molte possibilità lavorative, però vedere altre realtà turistiche aiuta sempre a imparare cose nuove.

 

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